Adattatore NVME NFHK e Intel SSD 660p in Linux

L’utilizzo dei dischi SSD risulta anche in ambito linux una scelta che non può essere trascurata. Se si devono caricare velocemente molti dati come accade quando si utilizzano programmi come grandorgue l’utilizzo di queste unità consente di risparmiare parecchio tempo. Operativamente il caricamento di un sample set può passare da 4 minuti a 30 secondi. Le unità SSD al momento sono disponibili in diverse versioni. Si va dal tradizionale disco da 2,5 pollici con una velocità di lettura che si attesta su circa 500MB/s alle unità NVME che utilizzando il bus dati PCIe possono viaggiare nel caso di bus 3.0 a circa 3000MB/sec. Per contro la velocità di  lettura di una unità disco tradizionale in genere non supera i 150MB/s.

L’adattatore NFHK Model:N-M201 consente di utilizzare le unità SSD di tipo NVMe quelle con le performance migliori. Il costo dell’adattatore è contenuto se acquistato su siti come gearbest, meno di 3 euro. Da amazon si può trovare a circa 9 euro. E’ bene precisare che l’utilizzo di un un disco SSD NVME ha senso solo se si dispone di uno slot  PCIe 3.0 libero con 4 linee dati disponibili ( PCI 3.0 x4 ). Diversamente la velocità decade drasticamente e può risultare inferiore anche ad un disco SSD di tipo SATA.

Esistono diversi tipi di disco SSD quelli NVMe si riconoscono per la presenza del connettore Key M.

Intel SSD 660p

Il disco Intel SSD NVMe 660p 512GB è stato introdotto nel 2018 dal costo relativamente contenuto ha prestazioni intermedie e una buona efficenza energetica. La velocità in lettura dichiarata è di 1500MB/s quella in scrittura 1000MB/s. Per una unità SSD NVMe si tratta di performance buone decisamente superiori a quelle di una unità SSD SATA ma non al top della categoria che possono superare i 3000MB/s in lettura e i 2000MB/s in scrittura.  Il 660p monta le nuove memorie QLC 3D NAND a 64 layer che consentono di incrementare la capactà di archiviazione. La memoria NAND QLC consente infatti memorizzare 4 bit per cella. Utilizzando 4 bit per cella servono 16 diversi livelli di carica per rappresentare i 4 bit.  Queste memorie QLC se da un lato consentono di contenere i costi e migliorare l’efficenza energetica dall’altro lato hanno prestazioni inferiori e una resistenza inferiore ai cicli di scrittura.  Il disco SSD 660p ha comunque una garanzia di 5 anni. Queste unità danno il meglio di se se le operazioni di lettura/scrittura hanno percetuali 70/30 ( i tempi di riposo sono sfruttati per ottimizzare cache Slc e l’utilizzo delle celle ) se si prevedono frequenti operazioni di scrittura magari con una occupazione di spazio disco alta sopra 80% è preferibile valutare unità con maggiore resistenza alla scrittura: unità SSD con memorie TLC ( a 3 bit ) o MLC ( a 2 bit ).

 

Il disco SSD NVMe 660p che ha formato M.2 2280 una volta inserito nel connettore femmina viene tenuto in posizione con la vite presente adattatore NVMe.

Utilizzo in Linux SSD 660p

L’abbinamento adapter NVMe e SSD 660p non da particolari problemi con le ultime versioni delle distribuzioni Debian ed Ubuntu.

Utilizzo in linux unità SSD 660p non riconosciuta all’avvio dalla motherboard

Ovviamente qualora si utilizzi una  scheda madre datata si assiste al mancato riconoscimento del SSD NVMe come unità di avvio. Il disco che è tranquillamente utiilzzabile una volta che il sistema viene avviato putroppo non viene elencato come unità di boot.
Il problema del mancato riconoscimento come unità aviabile del disco SSD NVMe  può essere risolto installando la sola directory di boot in un secondo disco che fungerà da unità di avvio.

Unità SSD 660p non riconosciuta all’avvio

La motherboard FM2-A85XA-G65 ha oramai qualche annetto alle spalle e non riconosce l’unità NVMe come unità avviabile.

EFI boot manager evidenzia mostra due dischi Seagate uno da 500GB selezionato e uno da 80GB. Il

Il disco Seagate ST9500 è stato utilizzato come unità di avvio. In fase di installazione la sola directory di boot è stata installata sul disco Seagate  .

La schermata di GRUB 2.0 evidenzia le distribuzioni localizzate sull’unità NVMe.

In particolare la distribuzione selezionata Debian GNU/Linux 9 (stretch) risulta installata sulla partizione 5 dell’unità  nvme (  /dev/nvme0n1p5 )

Nell’esempio ambedue i dischi sono partizionati in GPT le partizioni di boot NVME sono localizzate nel disco seagate è sono inferiori ad 1 GB. La directory di boot (/boot) in fase di prima installazione generalmente non supera i 100 MB.

Velocità di letttura e scrittura e tempo accesso misurate dal tool Benchmark Disk presente in gnome-disk-utility. Utilizzando sample da 10MB risultati in linea con le attese: lettura 1500 MB/s, scrittura 950 MB/s tempo di accesso 0,07 msec.

Ovviamente se non si dispone di uno slot  PCIe 3.0 libero con 4 linee dati disponibili ( PCI 3.0 x4 ) il risultati potrebbero anche ricordare un SSD Sata anche poco performante.

Nota finale in un utilizzo di linux standard le performance operative complessive dell’unità SSD intel 660p potrebbero non discostarsi molto dalle unità SSD tradizionali.

Risorse:

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