Come trovare il codice Product Key di Windows 10 e tipi di licenze di Windows 10

Il Product Key che consente di attivare windows è un codice di 25 caratteri che ha il seguente aspetto.

CODICE PRODUCT KEY: XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX

Per visualizzare il product key sono disponibili diversi comodi software di terze parti che non richiedono installazione e script o comandi vari.
Cominciamo con i programmi Eccone alcuni.

  • ProduKey di Nirsoft
  • ShowKeyPlus di SuperFly
  • Windows Key Finder di LaserSoft

ProduKey

Produkey di nirsoft è il software più ricco di opzioni consente di visualizzare il numero di serie anche di altri prodotti di Windows come ad esempio Office… Produkey non estrae il dato leggendo il contenuto di UEFI quindi non può estrarre il Product Key dal firmware. Purtroppo lo stesso Windows Defender e altri antivirus o antimalware considerano il software potenzialmente pericoloso. Ciò non corrisponde alla realtà quindi bisogna creare delle eccezioni per consentire l’esecuzione del software.ù

Il sito web di NirSoft fornisce una raccolta unica di piccoli e utili tools freeware, tutti sviluppate da Nir Sofer.

Nella prossima immagine ProduKey visualizzerà oltre alla Windows Product Key anche la OEM Product Key di windows che viene registrata dagli OEM a livello di BIOS e accessibile anche da terminale o Power Shell

BIOS OEM windows product key

ShowKeyPlus

ShowKeyPlus può essere scaricato da ghithub https://github.com/Superfly-Inc/ShowKeyPlus/releases/tag/ShowkeyPlus oltre a visualizzare la Installed Key e il Product ID dispone di altre funzioni essenziali .

ShowKeyPlus

Windows Key Finder

Più essenziale Windows Key Finder di Lazesoft. Solo la product key e il possibile salvataggio e stampa della stessa.

Windows Key Finder

Oltre ai programmi per determinare il Product Key si possono usare il comando seguente se il product key e registrato a livello di Bios e lo script che segue se il product key non si trova a livello di BIOS.

Windows Product Key a livello di BIOS

Per determinare il Windows Product Key che gli OEM inseriscono nel BIOS si può utilizzare il seguente comando via terminale CMD oppure utilizzando PowerShell nella modalità Amministratore.

wmic path SoftwareLicensingService get OA3xOriginalProductKey

Prompt dei commandi OEM Bios Windows Product Key

Power Shell OEM Bios Windows Product Key

Product Key utilizzando uno script .vbs

googlando ho trovato il seguente script vbs per determinare il product key di windows senza far ricorso a programmi esterni.
Il codice genera una piccola finestra che visualizza il solo Product Key.
Nella immagine la finestra sopra il Blocco Note contente il codice.

product key con script visual basic

Per visualizzare il Product Key di windows copiare in un editor di testo e salvare con estensione .vbs il codice sotto riportato.

Set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
MsgBox ConvertToKey(WshShell.RegRead("HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\DigitalProductId"))

Function ConvertToKey(Key)
Const KeyOffset = 52
i = 28
Chars = "BCDFGHJKMPQRTVWXY2346789"
Do
Cur = 0
x = 14
Do
Cur = Cur * 256
Cur = Key(x + KeyOffset) + Cur
Key(x + KeyOffset) = (Cur \ 24) And 255
Cur = Cur Mod 24
x = x -1
Loop While x >= 0
i = i -1
KeyOutput = Mid(Chars, Cur + 1, 1) & KeyOutput
If (((29 - i) Mod 6) = 0) And (i <> -1) Then
i = i -1
KeyOutput = "-" & KeyOutput
End If
Loop While i >= 0
ConvertToKey = KeyOutput
End Function

slmgr per controllare gestire il Product Key

Windows mette a disposizione il programma slmgr un articolato programma da terminale che consente di inserire/sostituire/disattivare il productkey ma non di visualizzare il productkey esistente.

Licenze Windows 10

Tipi di licenze Wndows 10 per pc personali:

Licenza Retail : questa licenza è la più interessante perché può essere trasferita tra computer diversi.

Licenza Windows Retail channel

Licenza OEM: in genere legata alla motherboard o ad un singolo PC potrebbe non essere trasferibile

Licenza Windows OEM Channel

Licenza a Volume: solitamente fornite ad aziende/organizzazioni con una unica licenza è possibile attivare più postazioni di Windows. Per l’EULA di Microsoft non sarebbero trasferibili. Per la normativa Europea queste licenze sono considerate comunque trasferibili. Attualmente acquistabili a prezzi particolarmente contenuti.

Per ottenere informazioni più dettagliate si può utilizzare il comando:

slmgr /dlv

Scadenza della licenza di Windows

Per controllare la scadenza della licenza di windows corrente si può utilizzare il comando

slmgr /xpr

Le licenza Retail e OEM normalmente non hanno scadenza

Disattivare il codice di attivazione

slmgr /upk ( ID Attivazione)

Attivare il Product Key

slmgr /ipl ( Product Key )

Ovviamente le informazioni relative all’attivazione sono disponibili nella sezione:

Impostazione > Sistema > Informazioni sul sistema 

dove è disponibile la sezione Specifiche Windows con l’opzione

Modifica il codice Product Key o aggiorna l’edizione di Windows

Risorse:

https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Product-Key-Windows-come-trovarlo_13123

Utilizzare Debian in Windows 10

Windows 10 da la possibilità di utilizzare la bash linux e diversi applicativi da terminale. Attivato il Sottosistema Windows per Linux è possibile installare dal Microsoft Store l’ App linux desiderata. Nel post la procedura per l’installazione di Debian in Windows 10 .

Se si prova ad installare Debian senza il Sottosistema Windows per Linux si ottiene l’errore seguente:

Installing, this may take a few minutes…
WslRegisterDistribution failed with error: 0x8007019e
The Windows Subsystem for Linux optional component is not enabled. Please enable it and try again.
See https://aka.ms/wslinstall for details.
Press any key to continue…


Per poter utilizzare Debian, Ubuntu e altre distro linux seguire i seguenti passaggi, che prevedono l’attivazione della modalità Sviluppatore, l’installazione del Sottosistema Windows per Linux, e l’installazione dell’App Debian:

Attivare la modalità Sviluppatore/Developper

Attendere l’installazione del pacchetto Modalità sviluppatore

Abilitare il Sottosistema Windows per Linux in Attivazione o disattivazione delle Funzionalità Windows come visualizzato nelle figure che seguono

Installazione Sottosistema Windows per Linux

Installato il sottosistema Windows per Linux è necessario riavviare il computer:

Riavvio richiesto dopo installazione del Sottosistema Windows per Linux
Attivazione o disattivazione delle funzionalità di Windows 10

Al riavvio una volta lanciato Debian si avrà a disposizione la bash linux per il login. Inserire lo username e la password desiderata

Primo login in Debian Windows 10

E dopo un bel update tradizionale con

sudo apt update

procedere con l’installazione dei pacchetti. In questo caso il client openssh

installazione di pacchetti Debian Linux da terminale in Windows 10

E’ possibile avviare più Applicazioni Debian. Sotto due finestre una con il classico mc. Si possono osservare le cartelle disco c che viene montato in /mnt/c automaticamente.

due app Debian Linux in Windows 10

Nell’immagine seguente una connessione Desktop remoto che utilizza un tunnel realizzato con openssh-client utilizzando proprio la bash debian di Windows 10.

Il questo caso il tunnel consente la connessione a un server remoto Windows 2012R .

tunnel ssh in windows 10 con openssh App Debian

Bash Linux non si avvia

Purtroppo può succedere che la bash linux non si avvi come evidenziato nella schermata seguente:


La soluzione più semplice per rivolvere consiste riavviare tenendo premuto il tasto maiuscolo ( SHIFT+Reboot). Questo permette di realizzare un restart completo di Windows 10 ( FULL reboot). Infatti la normale azione di spegnimento/riavvio per velocizzare l’avvio di windows conserva informazioni dell’ultima sessione e questo può causare il mancato avvio della bash linux.
Per completezza è bene precisare che usando Riavvio/Spegni tenendo premuto il tasto MAIUSC si entrerà in modalità di mantenimento. A questo punto si potra scegliere:
1) Spegni il PC e riavviare normalmente
oppure
2) Continua (Esci e continua con Windows 10 )


Risorse disponibili in
https://github.com/Microsoft/WSL/issues/849
altri materiali documento Microsoft:
https://docs.microsoft.com/en-us/windows/wsl/troubleshooting#installation-issues-after-windows-system-restore

Risorse:

Adattori USB type C femmina e USB 3.0 maschio per Hub USB type C multifunzione – velocità a 5 Gbps

Orami si possono acquistare a prezzi interessanti diversi Hub tipo C multifunzione che oltre a porte Usb 3.0, presentano lettori SD e TF, porta Ethernet, HDMI 4K e porta di ricarica.
Questi dispositivi sono particolarmente utili quando si utilizzano ultrabook con poche porte o MacBook.

Per poterli utilizzare anche come hub per porte USB 3.0 è necessario dotarsi di un adattore specifico.

Type-C female
USB3.0 male

L’adattore avrà porta USB type C di tipo femmina e una porta USB 3.0 di tipo maschio.

Adattatori USB type C femmina e USB 3.0 maschio

Purtroppo per la struttura di questi adattatori la porta femmina consente di ottenere la velocità di 5 Gbit/s USB 3.0 solo su un lato mentre l’altro lato consente la sola velocità USB 2.0 480Mbps. Del resto USB Type-C (USB-C) è uno standard di connettori ed è compatibile con le versioni USB 3.1, 3.0 e anche 2.0 . Di fatto il Tipo-C è una sostituzione dei precedenti standard Tipo-A e Tipo-B.

Nel grafico l’adattatore collegato con il lato USB-C ottimale. La velocità di lettura e scrittura di una chiavetta Samsung Muf USB 3.0 da 128GB risulta di tipo massimale.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 3.1

Se si ruota il cavo Type C del hub di 180° gradi la velocità passa a USB 2.0 con un degrado consistente delle prestazioni.

rotazione Type C di 180°

Come si può vedere dal benchmark le prestazioni in lettura e scrittura della pendrive Samsung 128 diventano proprio quelle di una classica chiavetta USB 2.0.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 2.0

In questo caso l’adattore Type C female – USB 3.0 male si comporta come l’adattore Tipo-C femmina e USB 2.0 maschio in basso. Questo adattatore Type-C risulta essere anche decisamente più contenuto in dimensioni e più economico.

Adapter USB C Fem. – USB 2.0 Male

L’hub multifunzione nelle immagini è un iHarper6in1.
Lo stesso comportamento si ottiene anche con altri hub ad esempio il multifunzione Abask 8in1

Abask hub multifuzione 8 in 1

Benchmark lettura scrittura della pen Samsung 128GB con lato Type-C femmina connettore del hub multifuzione Abask 8in1.

Hub Type-C 8in1  con HDMI 4K, Porta Ethernet RJ45, 3 Porte USB 3.0, Lettori SD e TF, Porta di Ricarica PD da 100W

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 3.1

Rotazione di 180° gradi del connettore Type-C del hub 8in1 e passaggio alla velocità USB 2.0. Con drastico degrado delle prestazioni che scendono a 480 Mbps

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 2.0

Un ultimo test con un Hub Type-C BCMaster. Un semplice Hub con 4 porte 3.0 stesso risultato dei benchmark

Velocità ottimale 5Gbps

Rotazione del connettore e velocità a 480Mbps

Connettore USB

Di seguito caratteristiche tecniche, piedinature, dei connettori USB 1.0, USB 2.0, USB 3.0, USB 3.1, USB type C.

https://de.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus

Nome Versione Velocità
Low SpeedUSB 1.00,15 MB/s
Full SpeedUSB 1.01 MB/s
Hi-SpeedUSB 2.040 MB/s
SuperSpeedUSB 3.0
(USB 3.1 Gen 1)
300 MB/s
SuperSpeed +USB 3.1
(USB 3.1 Gen 2)
900 MB/s
USB 3.2
(USB 3.2 Gen 2×2)
1.800 MB/s
Versione Tensione Amperaggio Potenza
Nominale Ammissibile max. max.
USB 1.0 / 1.1
(Low-Powered-Port)
5 V 4,40–5,25 V 0,1 A 000,5 W
USB 2.0
(High-Powered-Port)
4,75–5,25 V 0,5 A 002,5 W
USB 3.0 / 3.1 4,45–5,25 V 0,9 A 004,5 W
USB-BC 1.2
(USB Battery Charging)
1,5 A 007,5 W
USB Type C 3,0 A 015,0 W
USB-PD
(USB Power Delivery)
5, 12 oder 20 V 5,0 A 100,0 W

Dettagli piedinatura connettore USB 3.0

Piedinatura del connettore USB 3.0 Standard-B e USB 3.0 Powered-B

http://www.thesoundmaster.it/pinouts/usb.php

Piedinatura del connettore USB Type C

https://fr.wikipedia.org/wiki/USB_Type-C

USB Type-C pinout.svg

Risultati immagini per connettore USB type C

Evoluzione dei Connettori USB

da PC Professionale

OTG USB On The Go

In condizioni classiche il collegamento USB vede una periferica agire da master/host il computer e la periferica collegata stampante, chiavetta, … da peripheral/slave. In questi casi il master ha il pieno controllo e governa lo slave. Con l’introduzione dell’USB OTG lo scenario è cambiato non esiste più l’esigenza di differenziare i ruoli fissi di master e slave senza l’esigenza di driver specifici.

Più in dettaglio l’USB On The Go (OTG) fa si che un “cavo” con queste specifiche consenta ad una periferica di agire sia da (1) host, cioè da master ( ad esempio un cellulare legge una memoria esterna ) che da (2) peripheral da slave cioè il cellulare si presenta come una memoria se collegato ad un computer esterno. Quindi banalizzando il cavo OTG USB “On The GO” consente di ampliare le funzionalità di connessione di un dispositivo con connettore USB che così può interagire con una molteplicità di periferiche.

Qualsiasi terminale dotato di porta Type C supporta la tecnologia OTG autoalimentata. Praticamente in questo modo uno dispositivo come una smartphone puo agire da mini-computer.

Gli hub usb tradizionali in genere non supportano la modalità OTG e accettano solo dispositivi slave/peripheral slave.

Esempio


Qui se consideriamo una chiavetta USB dual con due connettori: uno micro USB e uno standard USB A 3.0. Per collegarla ad uno smartphone con un connettore type C standard USB 2.0 ( 480Mbit/sec) possiamo utilizzare un cavo USB con connettore di type C da un lato e USB A femmina dall’altro. Se il cavo è OTG lo smartphone avrà la funzionalità di leggere la chiavetta. Ma anche la possibilità, lo smartphone, di presentarsi come una memoria di massa come se fosse una chiavetta verso un computer . (Cioè grazie al cavo OTG potrà svolgere sia la funzione di master che di slave )

Risorse:

Certificato Wildcard gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cPanel – provider Arvixe – debian 10

Let’s encrypt è un autorità di certificazione che, con l’obiettivo di riuscire a cifrare tutte le comunicazioni sul web, offre gratuitamente certificati per il protocollo SSL/TLS. Il protocollo https è un esempio di applicazione del protocollo crittografico TLS/SSL. ACME ( Automated Certificate Management Environment ) è il protocollo utilizzato da Let’s Encript per l’autenticazione e il rilascio dei certificati.

In un precedente post si è descritto come generare certificati Let’s Encrypt e installarli via cPanel: Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux

Da marzo 2018 Let’s Encrypt offre gratuitamente anche i certificati Wildcard. Il certificato Wildcard che vale per domini del tipo *.dominio.it prende il nome proprio dal carattere jolly * in inglese Wildcard. Il certicato Wildcard è di grande comodità con un solo certificato di tipo *.dominio.it è possibile infatti certificare tutti i sottodomini del tipo xxxx.dominio.it.

La procedura per installare certificati wildcard letsencrypt si differenzia da quella descritta in Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux per un maggior numero di dettagli: più immagini, più blocchi di terminale. Gli scripts script riferiti alla fase di rinnovo. Nel caso del certificato Wildcard invece di utilizzare un file per autenticare la proprietà del dominio è necessario aggiungere un record DNS TXT con nome e valore fornito da let’s encrypt.

In debian sono disponibili diversi applicativi per la gestione dei certificati ACME in questo caso verrà utilizzato certbot (python) che è quello consigliato, al momento, da Let’s Encrypt.

Certbot

L’installazione di certbot da terminale è di tipo tradizionale

su 
apt install certbot

Oltre a certbot verranno installati anche una serie di pacchetti python. Il linguaggio in cui certbot è sviluppato.

Per la generazione del certificati utilizzare il comando per la generazione manuale degli stessi con alcuni parametri aggiuntivi

 # sudo certbot certonly --manual --preferred-challenges=dns --server https://acme-v02.api.letsencrypt.org/directory  
 
sudo certbot certonly --manual --preferred-challenges=dns --server https://acme-v02.api.letsencrypt.org/directory  
Saving debug log to /var/log/letsencrypt/letsencrypt.log
Plugins selected: Authenticator manual, Installer None
Please enter in your domain name(s) (comma and/or space separated)  (Enter 'c'
to cancel): siagri.net, *.siagri.net
Cert is due for renewal, auto-renewing...
Renewing an existing certificate
Performing the following challenges:
dns-01 challenge for siagri.net
dns-01 challenge for siagri.net

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
NOTE: The IP of this machine will be publicly logged as having requested this
certificate. If you're running certbot in manual mode on a machine that is not
your server, please ensure you're okay with that.

Are you OK with your IP being logged?
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
(Y)es/(N)o: Y

la verifica della disponibilità diretta (proprietà) del dominio avviene con l’aggiunta di un record TXT alle impostazioni DNS. In questo caso trattandosi di 2 domini due saranno i record da aggiungere del tipo:
Name= _acme-challenge.nome-dominio.xxx
Type = TXT
Record = XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

a terminale avremo:

 Please deploy a DNS TXT record under the name
 _acme-challenge.siagri.net with the following value:

 cTN5jWrb5h4usxn9B8gTO1Gavvs2ZUdHQmNU_MIrQWQ

Before continuing, verify the record is deployed.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Press Enter to Continue


 (This must be set up in addition to the previous challenges; do not remove,
 replace, or undo the previous challenge tasks yet. Note that you might be
 asked to create multiple distinct TXT records with the same name. This is
 permitted by DNS standards.)

Utilizzando cPanel è possibile aggiungere il record TXT alle impostazioni DNS

Precedente record TXT in cpanel

Sostituzione del valore comunicato nei record TXT

prima di premere [Enter] e avviare la verifica conviene accertarsi che i record TXT siano effettivamente disponibili. In questo caso anche una decina di minuti. Il tempo dipende dall’impostazione TTL.

E’ possibile verificare la disponibilità dei record TXT con il comando host:

host -a _acme-challenge.siagri.net
Trying "_acme-challenge.siagri.net"
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 53558
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 2, AUTHORITY: 0, ADDITIONAL: 0

;; QUESTION SECTION:
;_acme-challenge.siagri.net.	IN	ANY

;; ANSWER SECTION:
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"nurUeHu_DSfm0l8kU9y9SrzGDzvr4wwvZFzWvcPDXxs"
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"I7NjTUZYZbH_fv-Znj0ML8SJcJc-EbOiMGQwKSHG5Gk"

Received 156 bytes from 8.8.8.8#53 in 137 ms

premetere Entere verrà comunicato il secondo Record TXT.
E cambiare anche il secondo Record TXT.
con Host possiamo verificare che ambedue i record TXT sono quelli indicati le letsencrypt.

host -a _acme-challenge.siagri.net
Trying "_acme-challenge.siagri.net"
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 31089
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 2, AUTHORITY: 0, ADDITIONAL: 0

;; QUESTION SECTION:
;_acme-challenge.siagri.net.	IN	ANY

;; ANSWER SECTION:
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"I7NjTUZYZbH_fv-Znj0ML8SJcJc-EbOiMGQwKSHG5Gk"
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"oyUu6-NK4PEK0IhQNhR96FgqXAk_Jp3kMKb4qh0Oyvc"

Received 156 bytes from 8.8.8.8#53 in 178 ms

Al termine la cartella /etc/letsencrypt si popolerà con il certificato e la full chain come indicato nel messaggio che appare a video.

Before continuing, verify the record is deployed.
(This must be set up in addition to the previous challenges; do not remove,
replace, or undo the previous challenge tasks yet. Note that you might be
asked to create multiple distinct TXT records with the same name. This is
permitted by DNS standards.)

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Press Enter to Continue
Waiting for verification...
Cleaning up challenges

IMPORTANT NOTES:
 - Congratulations! Your certificate and chain have been saved at:
   /etc/letsencrypt/live/siagri.net/fullchain.pem
   Your key file has been saved at:
   /etc/letsencrypt/live/siagri.net/privkey.pem
   Your cert will expire on 2020-07-03. To obtain a new or tweaked
   version of this certificate in the future, simply run certbot
   again. To non-interactively renew *all* of your certificates, run
   "certbot renew"
 - If you like Certbot, please consider supporting our work by:

   Donating to ISRG / Let's Encrypt:   https://letsencrypt.org/donate
   Donating to EFF:                    https://eff.org/donate-le


Al termine la cartella /etc/letsencrypt si popolerà con il certificato e la full chain come indicato nel messaggio che appare a video.

Installazione certificato SSL/TLS Let’S Encrypt con cPanel

Adesso che si dispone dei certificati SSL/TLS gli stessi vanno installati utilizzano Manage SSL Sites in cPanel con la stessa procedura evidenziata nel post Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux.

cPanel – Security – SSL/TLS
cPanel – SSL/TLS: Manage SSL sites

Con un taglia incolla andranno caricati il certificato ( file cert.pem ) e la Private Key ( file privkey.pem ). Opzionale chain.pem in Certificate: Authority

SSL-TLS certificate copy

Se tutto va correttamente avremo il messaggio SSL Certificate Successfully …

Qualora di aggiungano nuovi sottodomini sarà sufficiente richiamare il certificato già installato per poter abilitare il protocollo https:

L’unica nota non positiva dei certificati Let’s Encrypt è che gli stessi non hanno durata annuale ma di soli 90 giorni con i wildcard è ampiamente compensata.

Risorse:

24 ° Rassegna Corale Don Antonio Cinto

Sabato 8 Dicembre 2019

alle ore 20.30

presso la

Chiesa Parrocchiale S. Antonio Abate
Pravisdomini

Si svolgerà la

24° Rassegna Corale
“Don Antonio Cinto”

cori partecipanti

Coro Alpino Medunese – Meduna Di Livenza

direttore: Egidio Zoia

Midway Chorus   – Pravisdomini 

direttore: Laura Zanin

corale LAUS NOVA – Pravisdomini

direttore: Maurizio Siagri

Concerto – Omaggio a Leonardo

Organo Continuo di Leonardo da Vinci

Concerto Vocale e Strumentale
Omaggio a Leonardo

Pravisdomini – 24 Novembre 2019

ore 18.00 – Chiesa S. Antonio Abate

Vocalia Ensemble

Daniele Toffolo / organo
Massimiliano Pavan / corno I°
Filippo Tosolini / corno II°
Sofia Masut / arpa

Francesca Paola Geretto / direttore

Musiche H.Von Bingen J. Fogliano, J.Brahms, F. Shubert e altri

Phoronix Test Suite – rilasciata la versione 9.0 – la piattaforma di test e benchmarking per linux

Aggiornamento 2020

Phoronix Test Suite Logo

La Phoronix test suite è una piattaforma di test è benchmarking open source particolarmente completa. Per le macchine linux è probabilmente la più completa. La suite è multipiattaforma pertanto è disponibile anche per i sistemi macOS, Windows …

La suite di test è affiancata dalla una piattaforma di archiviazione per la condivizione dei test: OpenBenchmarking.org

Per l’utilizzo di questa suite di test l’installazione non è obbligatoria è possibile infatti eseguire localmente la suite una volta che il pacchetto è stato decompresso. Unica dipendenza la PHP Command-line in genere disponibile come pacchetto php,php7-cli, php5-cli o php7.

Tra le caratteristiche salienti della 9.0 una nuova versione del visualizzatore dei risultati per offrire più funzionalità che vedrà un ulteriore potenziamento con la versione 9.2. Inoltre miglioramenti nel rilevamento hardware/software e una varietà di altre aggiunte.

La Versione Universal Linux/BDS/MacOS .tar.gz può essere scaricata con

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

E decompressa con il solito

$ tar xzvf phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

Chi usa debian/ubuntu può anche scaricare lo specifico pacchetto .deb con:

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/repo/pts.debian/files/phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

e installare il pacchetto da terminale con

dpkg -i phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

Il comando base è

phoronix-test-suite 

un test di base valido per la CPU è avviabile con

$ phoronix-test-suite benchmark smallpt

Nell’immagine sotto come si presenta il terminale.
Al termine si vedono le due domande finali e la scelta operata:
– Y (yes) alla domanda di visualizzazione del risultato nel browser.
– N alla richiesta di caricamento dei risultati su OpenBenchmarking.org

Risultato visualizzato a livello di browser

Utilizzo della CPU durante il test smallpt

Centinaia i benchmark e i test per mettere sotto stress i vari componenti del sistema: processore, dischi, memoria, grafica, …

per elencare tutti i tests:

$ phoronix-test-suite list-all-tests

Un esempio di test per le performance 3D

$ phoronix-test-suite benchmark unigine-heaven

oppure installare il test e quindi avviarlo con

$ phoronix-test-suite install unigine-heaven
$ phoronix-test-suite run unigine-heaven

X79-P3 Phoronix Unigine-Heaven

Breve video con Unigine-Heaven v.4.0. Modalità windows.

Molti i comandi disponibili ragruppati nelle categorie:
System, Test Installation, Testing, Batch Testing, OpenBenchmarking.org , Information, Assets Creation, Result Management, Other, Modules, User configuration, … :

$ phoronix-test-suite list-all-tests
Phoronix-test-suite: I primi test elencati dal comando
$ phoronix-test-suite show-result smallpt2x79-e52658-v35B

grazie a phoronix è possibile ottenere le informazioni del sistema con:

$ phoronix-test-suite system-info

Phoronix può elencare anche i sensori presenti nel sistema

$ phoronix-test-suite system-sensors 

Il comando diagnostic consente di visualizzare versione, percorsi di installazione, variabili di vario tipo …

$ phoronix-test-suite diagnostics

Risorse:

“mount error(112): Host is down”

Se in Debian 10  provando a montare una risorsa di tipo Windows share con il comando mount -t cifs ( mounting samba share )

esempio

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare

si ottiene l’errore

mount error(112): Host is down

Risolvere provando a impostare la versione 1.0 di samba 

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx,vers=1.0 //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare


E’ bene precisare che attualmente la versione 1.0 è considerata non sicura.  Tuttavia diversi dispositivi come i validi modem router Fritz!Box offrono questo tipo di servizio per accedere alle unità di memoria che vengono collegate alle porte USB. Di fatto in questo modo i modem router Fritz!Box offrono funzionalità NAS di base.  

Fritz!Box Memoria NAS ( SMB) vers 1.0

 

Altri esempi con precisati altri parametri che potrebbero risultare utili in vari contesti e distribuzioni:

sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

sudo mount -t cifs -o username=pippo,vers=1.0,uid=pluto,gid=pluto //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www
sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

Risorse:

Nvidia GT 1030 – Debian 10.xx (Buster) – Nvidia drivers

This image has an empty alt attribute; its file name is gt-1030.png

Le schede grafiche Nvidia in Debian utilizzano il driver open nouveau.
In debian 10 la scheda Georce GT 1030 è riconosciuta dal driver noveau. Tuttavia benchè consenta alla risoluzione di 3840×2160 px anche la frequenza di 60Hz i video non risultano fluidi. Sopratutto quelli della DVB-T. Il tutto accompagnato da un non adeguato lavoro della CPU: che risulta più elevato del necessario. Anche riducendo la frequenza a 30Hz i risultati non migliorano.

L’installazione dei driver nvidia proprietari migliora decisamente la situazione. Le prestazioni grafiche migliorano decisamente e i video sono assolutamente fluidi anche alla risoluzione 4K. Limiti sono la frequenza selezionabile che non supera i 30Hz. Utilizzando il monitor 4K da 43″, Philips BDN4350UC/00, anche i 30Hz sono accettabili. Lo spazio disco aggiuntivo richiesto è di 500 MB.

Per utilizzare i drivers proprietari nvidia in Debian 10 Buster.

  • abilitare i repository contrib e non-free per l’installazione del pacchetto  nvidia-driver.
  • In subordine è possibile installare la versione più recente presente nel repository backports.
  • E’ possibile anche scaricare e installare  il driver rilasciato da nvidia nel proprio sito.

Per determinare il modello della scheda grafica si può utilizzare nvidia-detect oppure lspci.

Per utilizzare nvdia-detect è necessario aggiungere i repository contrib e non-free e installare il pacchetto specifico.

# sudo su 

# echo "deb http://httpredir.debian.org/debian/ buster main contrib non-free"  > /etc/apt/sources.list
# apt update

# apt install nvidia-detect 


# sudo nvidia-detect 
Detected NVIDIA GPUs:
03:00.0 VGA compatible controller [0300]: NVIDIA Corporation GP108 [10de:1d01] (rev a1)

Checking card: NVIDIA Corporation GP108 (rev a1)
Your card is supported by the default drivers.
It is recommended to install the
        nvidia-driver
package.

con lspci

# lspci -nn | egrep -i "3d|display|vga"
03:00.0 VGA compatible controller [0300]: NVIDIA Corporation GP108 [10de:1d01] (rev a1)

utilizzando inxi

Graphics:
Device-1: NVIDIA GP108 vendor: Micro-Star MSI driver: nvidia v: 418.74
bus ID: 03:00.0 chip ID: 10de:1d01
Display: server: X.Org 1.20.4 driver: nvidia
unloaded: fbdev,modesetting,nouveau,vesa alternate: nv
resolution: 3840x2160~30Hz
OpenGL: renderer: GeForce GT 1030/PCIe/SSE2 v: 4.6.0 NVIDIA 418.74
direct render: Yes

il chip-ID (10de:1d01)  composto di Vendor ID (10de)  e  Product ID ( 1d01) consente di ottenere altre informazioni relative al prodotto.  Diversi sono i siti che forniscono questo tipo di servizio.

Vendor ID:Device ID

Unix Driver Archive

Gli elenchi completi dei dispositivi nvidia supportati dalle varie versioni dei driver nvidia sono disponibili agli

https://www.nvidia.com/object/unix.html

altro elenco

https://us.download.nvidia.com/XFree86/Linux-x86_64/375.66/README/supportedchips.html

nvidia-driver versione 418.74

Il driver nvidia attualmente disponibile in debian 10.0 Stretch stable è la versione 418.74. aggiunti i repositories <contrib> e <non-free>





E’ possibile installare nvidia-driver e i linux-headers per il kernel in uso con

:~$ apt install linux-headers-$(uname -r|sed 's/[^-]*-[^-]*-//') nvidia-driver firmware-linux

diversi i pacchetti in genere che verranno installati: 106 in debian 10 xfce

The following additional packages will be installed:
   dkms gcc-8-base:i386 glx-alternative-mesa glx-alternative-nvidia glx-diversions libatomic1:i386
...
...
0 upgraded, 106 newly installed, 0 to remove and 0 not upgraded.
Need to get 96,9 MB of archives.
After this operation, 494 MB of additional disk space will be used.

Il Dynamic Kernel Module Support (  DKMS  ) che genera i moduli del kernel i cui sorgenti non sono generalemente disponibili consentirà l’installazione del nuovo driver compilando il modulo nvidia grazie al pacchetto nvidia-kernel-dkms.

...
...
Loading new nvidia-current-418.74 DKMS files...
Building for 4.19.0-5-amd64
Building initial module for 4.19.0-5-amd64
Done.

nvidia-current.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-modeset.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-drm.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-uvm.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

depmod...

DKMS: install completed.
...
...
:~$ exit

Riavviare il sistema. Con il riavvio  il driver nouveau verrà automaticamente  disattivato e inserito in blacklist.

Nel menu System sarà disponibile il programma di configurazione specifico: NVIDIA X Server Setting.

La versione dal Driver NVidia installata è la 418.74

Installare da buster-backport

Se si desidera installare l’ultimo dirver si dovrebbe installare la versione presente nel repository backports in questo caso aggiungere

il repository backports repository a source list  sources.list con:
# echo “deb http://httpredir.debian.org/debian stretch-backports main contrib non-free” > /etc/apt/sources.list
rimuovere i driver nvidia installati con
apt purge nvidia-*
Aggiornare con :
# apt update
Installare/aggiornare i Linux headers per il kernel in uso con :
# apt install linux-headers-$(uname -r|sed ‘s/[^-]*-[^-]*-//’)
Installare il pacchetto  nvidia-driver dal  backports repository:
# apt-get install -t buster-backports nvidia-driver

lnstallazione del driver nvidia dal sito del produttore

L’installazione Per un utilizzatore di Debian non mi sento di consigliarla.

pagina per il download del driver

https://www.nvidia.it/Download/index.aspx?lang=it

il file scaricato sarà di tipo .run

la disabilitazione del driver nouveau andrà fatta manualmente.

informazioni aggiuntive in   https://wiki.debian.org/it/NvidiaGraphicsDrivers

Risorse:

Debian 10 Buster installazione da live utilizzando multibootusb iso e prime impressioni


Rilasciata il 6 luglio 2019, dopo circa due anni, la versione Debian 10 Buster. La versione 9 era stata rilasciata il 17 giugno 2017.

Debian una delle prime distribuzioni linux in termini di anzianità, la prima versione risale a 25 anni fa, è nota per la sua stabilità che è legata alle rigide politiche riguardo la qualità dei pacchetti. Debian, per la struttura organizzativa che ne è alla base, è probabilmente la sola tra le grandi distribuzioni ad essere libera da interessi commerciali.
Tante le modifiche che caratterizzano il nuovo rilascio. Del resto sono circa 50000 i pacchetti presenti in stable. Tra le modifiche :

  • ampliamento del ricco elenco di piattaforme hardware supportate (friendlyARM, AllWinner).
  • EFI in primo piano. Supporto per UEFI Secure Boot.
  • Aumentati i livelli di sicurezza.
  • Java: si passa da OpenJDK 8 a OpenJDK 11.
  • Python 3 in primo piano. Python 2 sarà deprecated da gennaio 2020.
  • NFtables in sostituzione di iptables
  • Nuovo installer della live, calameres, decisamente amichevole.
  • Kernel 4.19.xx

La Debian 10.0 Buster in questo primo periodo d’uso sta lasciando un impressione, come macchina desktop, positiva. Come sempre buona stabilità e buona gestione delle risorse utilizzate. L’utilizzo delle nuove libreria rende pienamente disponibili alcuni applicativi che nella debian 9.0 erano usciti dal repository stable ad esempio remmina. In Grandorgue si risolve il problema di visualizzazione completa del menu. Complessivamente però al momento la Debian 9.9 evidenzia una velocità, una stabilità e una efficacia nella gestione delle risorse superiore alla 10.
Una nota negativa le dimensioni dell’installazione base che crescono ancora. La xfce al termine dell’installazione avrà un impronta di oltre 8GB. Si fa apprezzare il nuovo installer della live, calameres, è decisamente amichevole ed evidenzia maggior attenzione alle problematiche di boot UEFI ( Secure Boot ) .

Installazione di Debian 10.0 Buster versione xfce nonfree con iso copiata su chiavetta con multibootusb

Di seguito la procedura per installare Buster versione xfce non freee utilizzando la ISO della live copiata in una pendrive con installato multibootusb. In questo modo non sarà necessario cancellare nessuna pendrive, ne creare DVD ad hoc.
Nel blog sono presenti alcuni post dedicati a multibootusb che integra “multiboot usb( mbusb)” per l’avvio automatico di iso copiate su penna usb:

In questo caso l’installazione riguarda la versione con i driver non free quindi non la versione canonica.

sudo tar -zxvf netboot.tar.gz

La nuova interfaccia di installazione calamares richiede meno fasi di input pertanto una volta scaricata la iso l’installazione è abbastanza veloce.

Multibootusb predisposione per avvio iso debian 10 live

Procedura per avviare debian 10 Live direttamente da ISO utilizzando multiboousb.

1) Copiare la iso nella cartella /multibootusb/iso della chiavetta usb.

debian10_multibootusb_iso_deb10

2) Essendo multibootusb del 2018 è necessario predisporre un file per l’avvio della live debian10. L’operazione è agevole basta usare il file della versione debian 9 come base.

posizionarsi nella directory:

/multibootusb/grub/menus/debian

Duplicare il file live9-generic.cfg in live10-generic.cfg e
modificare nella prima riga … debian-live-9 … in … debian-live-10

debian10_multibootusb_deb10_iso_live

Il nuovo file live10-generic.cfg avrà il seguente contenuto

for isofile in $isopath/debian-live-10*.iso; do 
if [ -e "$isofile" ]; then 
    regexp --set=isoname "$isopath/(.*)" "$isofile"
    submenu "$isoname (grub.cfg) ->" "$isofile" {
       iso_path="$2"
       export iso_path
       search --set=root --file "$iso_path"
       loopback loop "$iso_path"
       root=(loop)
       configfile /boot/grub/grub.cfg
       loopback --delete loop
     }
   fi
 done

Avviare la live di debian 10 buster

Selezionare [ Scan and Boot ISOs under /multibootusb/iso –> ]

debian10_grub_iso__0_multi

Sarà visibile e disponibile per l’avvio la live 10

debian10_g_multibootusb_start_iso_live

Avvio della debian 10 live

debian10_grub_live_c

Le fasi dell’installazione di Debian Buster con calamares

L’installazione che inizia con una schermata di welcome e la selezione del linguaggio da utilizzare durante installazione è abbastanza rapida. Sono infatti diminuite le azioni richieste allo user: non viene richiesta come da tradizione la password di root da subito, lo user è inserito nel gruppo sudo come avviene in ubuntu. La configurazione della rete e del server mirror si compiono in modo automatico e trasparente. Discorso analogo per il bootloader grub.

Sono previste le seguenti fasi per l’installazione completa.


Location
Scelta del paese ( localizzazione – select your location ) con selezione di:
– linguaggio
– tipo di data e numeri

Installaer calamares location

Keyboard

Configurazione del tipo di tastiera

debian10_live_inst_3_keyboard
Installer Buster Keyboard

Partizionamento

Nella procedura di installazione come sempre delicata e degna di attenzione è la  fase relativa al partizionamento.
Debian 10 si rapporta decisamente bene con UEFI pertanto conviene utilizzare dischi con partizionamento GPT

Nel partizionamento opto per il metodo manuale. Debian buster verrà installato nella partizione 6 di un SSD Crucial MX250 con partizionamento di tipo gpt.

debian10_live_inst_4_Partitions_1
Debian Calamares Partitions

Seleziono il tipo di file system ext4 con richiesta di formattazione
Installazione completa su singola partizione pertanto indico come
mount point /

Calamares Partition Mount Point /

Adesso serve la selezione/predisposizione della partizione di boot per EFI. Per utilizzare UEFI è infatti richiesta una partizione specifica ESP (EFI sytem partition) formattata FAT32 e marcata tipicamente con i flag boot e efi.

Selezionare/Creare partizione ESP ( EFI System Partition )

Users
Inserimento dello user

debian10_live_inst_5_Users

Summary – Riepilogo

La schermata con il riepilogo delle impostazioni precede l’avvio della procedura di installazione vera e propria. E possibile controllare le varie scelte effettuare ed eventualmente ritornare indietro e modificarle.

Installer Debian 10 Riepilogo

L’installazione vera e propria si completa in alcuni minuti a seconda del hardare in uso.

debian10_live_inst_7_Install_3
Debian Buster Fase di install

Termine dell’installazione

debian10_live_inst_8_All done

Schermata di avvio di debian 10.0 xfce.

Risorse: