Adattori USB type C femmina e USB 3.0 maschio per Hub USB type C multifunzione – velocità a 5 Gbps

Orami si possono acquistare a prezzi interessanti diversi Hub tipo C multifunzione che oltre a porte Usb 3.0, presentano lettori SD e TF, porta Ethernet, HDMI 4K e porta di ricarica.
Questi dispositivi sono particolarmente utili quando si utilizzano ultrabook con poche porte o MacBook.

Per poterli utilizzare anche come hub per porte USB 3.0 è necessario dotarsi di un adattore specifico.

Type-C female
USB3.0 male

L’adattore avrà porta USB type C di tipo femmina e una porta USB 3.0 di tipo maschio.

Adattatori USB type C femmina e USB 3.0 maschio

Purtroppo per la struttura di questi adattatori la porta femmina consente di ottenere la velocità di 5 Gbit/s USB 3.0 solo su un lato mentre l’altro lato consente la sola velocità USB 2.0 480Mbps. Del resto USB Type-C (USB-C) è uno standard di connettori ed è compatibile con le versioni USB 3.1, 3.0 e anche 2.0 . Di fatto il Tipo-C è una sostituzione dei precedenti standard Tipo-A e Tipo-B.

Nel grafico l’adattatore collegato con il lato USB-C ottimale. La velocità di lettura e scrittura di una chiavetta Samsung Muf USB 3.0 da 128GB risulta di tipo massimale.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 3.1

Se si ruota il cavo Type C del hub di 180° gradi la velocità passa a USB 2.0 con un degrado consistente delle prestazioni.

rotazione Type C di 180°

Come si può vedere dal benchmark le prestazioni in lettura e scrittura della pendrive Samsung 128 diventano proprio quelle di una classica chiavetta USB 2.0.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 2.0

In questo caso l’adattore Type C female – USB 3.0 male si comporta come l’adattore Tipo-C femmina e USB 2.0 maschio in basso. Questo adattatore Type-C risulta essere anche decisamente più contenuto in dimensioni e più economico.

Adapter USB C Fem. – USB 2.0 Male

L’hub multifunzione nelle immagini è un iHarper6in1.
Lo stesso comportamento si ottiene anche con altri hub ad esempio il multifunzione Abask 8in1

Abask hub multifuzione 8 in 1

Benchmark lettura scrittura della pen Samsung 128GB con lato Type-C femmina connettore del hub multifuzione Abask 8in1.

Hub Type-C 8in1  con HDMI 4K, Porta Ethernet RJ45, 3 Porte USB 3.0, Lettori SD e TF, Porta di Ricarica PD da 100W

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 3.1

Rotazione di 180° gradi del connettore Type-C del hub 8in1 e passaggio alla velocità USB 2.0. Con drastico degrado delle prestazioni che scendono a 480 Mbps

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 2.0

Un ultimo test con un Hub Type-C BCMaster. Un semplice Hub con 4 porte 3.0 stesso risultato dei benchmark

Velocità ottimale 5Gbps

Rotazione del connettore e velocità a 480Mbps

Connettore USB

Di seguito caratteristiche tecniche, piedinature, dei connettori USB 1.0, USB 2.0, USB 3.0, USB 3.1, USB type C.

https://de.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus

Nome Versione Velocità
Low SpeedUSB 1.00,15 MB/s
Full SpeedUSB 1.01 MB/s
Hi-SpeedUSB 2.040 MB/s
SuperSpeedUSB 3.0
(USB 3.1 Gen 1)
300 MB/s
SuperSpeed +USB 3.1
(USB 3.1 Gen 2)
900 MB/s
USB 3.2
(USB 3.2 Gen 2×2)
1.800 MB/s
Versione Tensione Amperaggio Potenza
Nominale Ammissibile max. max.
USB 1.0 / 1.1
(Low-Powered-Port)
5 V 4,40–5,25 V 0,1 A 000,5 W
USB 2.0
(High-Powered-Port)
4,75–5,25 V 0,5 A 002,5 W
USB 3.0 / 3.1 4,45–5,25 V 0,9 A 004,5 W
USB-BC 1.2
(USB Battery Charging)
1,5 A 007,5 W
USB Type C 3,0 A 015,0 W
USB-PD
(USB Power Delivery)
5, 12 oder 20 V 5,0 A 100,0 W

Dettagli piedinatura connettore USB 3.0

Piedinatura del connettore USB 3.0 Standard-B e USB 3.0 Powered-B

http://www.thesoundmaster.it/pinouts/usb.php

Piedinatura del connettore USB Type C

https://fr.wikipedia.org/wiki/USB_Type-C

USB Type-C pinout.svg

Risultati immagini per connettore USB type C

Evoluzione dei Connettori USB

da PC Professionale

OTG USB On The Go

In condizioni classiche il collegamento USB vede una periferica agire da master/host il computer e la periferica collegata stampante, chiavetta, … da peripheral/slave. In questi casi il master ha il pieno controllo e governa lo slave. Con l’introduzione dell’USB OTG lo scenario è cambiato non esiste più l’esigenza di differenziare i ruoli fissi di master e slave senza l’esigenza di driver specifici.

Più in dettaglio l’USB On The Go (OTG) fa si che un “cavo” con queste specifiche consenta ad una periferica di agire sia da (1) host, cioè da master ( ad esempio un cellulare legge una memoria esterna ) che da (2) peripheral da slave cioè il cellulare si presenta come una memoria se collegato ad un computer esterno. Quindi banalizzando il cavo OTG USB “On The GO” consente di ampliare le funzionalità di connessione di un dispositivo con connettore USB che così può interagire con una molteplicità di periferiche.

Qualsiasi terminale dotato di porta Type C supporta la tecnologia OTG autoalimentata. Praticamente in questo modo uno dispositivo come una smartphone puo agire da mini-computer.

Gli hub usb tradizionali in genere non supportano la modalità OTG e accettano solo dispositivi slave/peripheral slave.

Esempio


Qui se consideriamo una chiavetta USB dual con due connettori: uno micro USB e uno standard USB A 3.0. Per collegarla ad uno smartphone con un connettore type C standard USB 2.0 ( 480Mbit/sec) possiamo utilizzare un cavo USB con connettore di type C da un lato e USB A femmina dall’altro. Se il cavo è OTG lo smartphone avrà la funzionalità di leggere la chiavetta. Ma anche la possibilità, lo smartphone, di presentarsi come una memoria di massa come se fosse una chiavetta verso un computer . (Cioè grazie al cavo OTG potrà svolgere sia la funzione di master che di slave )

Risorse:

Certificato Wildcard gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cPanel – provider Arvixe – debian 10

Let’s encrypt è un autorità di certificazione che, con l’obiettivo di riuscire a cifrare tutte le comunicazioni sul web, offre gratuitamente certificati per il protocollo SSL/TLS. Il protocollo https è un esempio di applicazione del protocollo crittografico TLS/SSL. ACME ( Automated Certificate Management Environment ) è il protocollo utilizzato da Let’s Encript per l’autenticazione e il rilascio dei certificati.

In un precedente post si è descritto come generare certificati Let’s Encrypt e installarli via cPanel: Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux

Da marzo 2018 Let’s Encrypt offre gratuitamente anche i certificati Wildcard. Il certificato Wildcard che vale per domini del tipo *.dominio.it prende il nome proprio dal carattere jolly * in inglese Wildcard. Il certicato Wildcard è di grande comodità con un solo certificato di tipo *.dominio.it è possibile infatti certificare tutti i sottodomini del tipo xxxx.dominio.it.

La procedura per installare certificati wildcard letsencrypt si differenzia da quella descritta in Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux per un maggior numero di dettagli: più immagini, più blocchi di terminale. Gli scripts script riferiti alla fase di rinnovo. Nel caso del certificato Wildcard invece di utilizzare un file per autenticare la proprietà del dominio è necessario aggiungere un record DNS TXT con nome e valore fornito da let’s encrypt.

In debian sono disponibili diversi applicativi per la gestione dei certificati ACME in questo caso verrà utilizzato certbot (python) che è quello consigliato, al momento, da Let’s Encrypt.

Certbot

L’installazione di certbot da terminale è di tipo tradizionale

su 
apt install certbot

Oltre a certbot verranno installati anche una serie di pacchetti python. Il linguaggio in cui certbot è sviluppato.

Per la generazione del certificati utilizzare il comando per la generazione manuale degli stessi con alcuni parametri aggiuntivi

 # sudo certbot certonly --manual --preferred-challenges=dns --server https://acme-v02.api.letsencrypt.org/directory  
 
sudo certbot certonly --manual --preferred-challenges=dns --server https://acme-v02.api.letsencrypt.org/directory  
Saving debug log to /var/log/letsencrypt/letsencrypt.log
Plugins selected: Authenticator manual, Installer None
Please enter in your domain name(s) (comma and/or space separated)  (Enter 'c'
to cancel): siagri.net, *.siagri.net
Cert is due for renewal, auto-renewing...
Renewing an existing certificate
Performing the following challenges:
dns-01 challenge for siagri.net
dns-01 challenge for siagri.net

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
NOTE: The IP of this machine will be publicly logged as having requested this
certificate. If you're running certbot in manual mode on a machine that is not
your server, please ensure you're okay with that.

Are you OK with your IP being logged?
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
(Y)es/(N)o: Y

la verifica della disponibilità diretta (proprietà) del dominio avviene con l’aggiunta di un record TXT alle impostazioni DNS. In questo caso trattandosi di 2 domini due saranno i record da aggiungere del tipo:
Name= _acme-challenge.nome-dominio.xxx
Type = TXT
Record = XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

a terminale avremo:

 Please deploy a DNS TXT record under the name
 _acme-challenge.siagri.net with the following value:

 cTN5jWrb5h4usxn9B8gTO1Gavvs2ZUdHQmNU_MIrQWQ

Before continuing, verify the record is deployed.
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Press Enter to Continue


 (This must be set up in addition to the previous challenges; do not remove,
 replace, or undo the previous challenge tasks yet. Note that you might be
 asked to create multiple distinct TXT records with the same name. This is
 permitted by DNS standards.)

Utilizzando cPanel è possibile aggiungere il record TXT alle impostazioni DNS

Precedente record TXT in cpanel

Sostituzione del valore comunicato nei record TXT

prima di premere [Enter] e avviare la verifica conviene accertarsi che i record TXT siano effettivamente disponibili. In questo caso anche una decina di minuti. Il tempo dipende dall’impostazione TTL.

E’ possibile verificare la disponibilità dei record TXT con il comando host:

host -a _acme-challenge.siagri.net
Trying "_acme-challenge.siagri.net"
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 53558
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 2, AUTHORITY: 0, ADDITIONAL: 0

;; QUESTION SECTION:
;_acme-challenge.siagri.net.	IN	ANY

;; ANSWER SECTION:
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"nurUeHu_DSfm0l8kU9y9SrzGDzvr4wwvZFzWvcPDXxs"
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"I7NjTUZYZbH_fv-Znj0ML8SJcJc-EbOiMGQwKSHG5Gk"

Received 156 bytes from 8.8.8.8#53 in 137 ms

premetere Entere verrà comunicato il secondo Record TXT.
E cambiare anche il secondo Record TXT.
con Host possiamo verificare che ambedue i record TXT sono quelli indicati le letsencrypt.

host -a _acme-challenge.siagri.net
Trying "_acme-challenge.siagri.net"
;; ->>HEADER<<- opcode: QUERY, status: NOERROR, id: 31089
;; flags: qr rd ra; QUERY: 1, ANSWER: 2, AUTHORITY: 0, ADDITIONAL: 0

;; QUESTION SECTION:
;_acme-challenge.siagri.net.	IN	ANY

;; ANSWER SECTION:
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"I7NjTUZYZbH_fv-Znj0ML8SJcJc-EbOiMGQwKSHG5Gk"
_acme-challenge.siagri.net. 599	IN	TXT	"oyUu6-NK4PEK0IhQNhR96FgqXAk_Jp3kMKb4qh0Oyvc"

Received 156 bytes from 8.8.8.8#53 in 178 ms

Al termine la cartella /etc/letsencrypt si popolerà con il certificato e la full chain come indicato nel messaggio che appare a video.

Before continuing, verify the record is deployed.
(This must be set up in addition to the previous challenges; do not remove,
replace, or undo the previous challenge tasks yet. Note that you might be
asked to create multiple distinct TXT records with the same name. This is
permitted by DNS standards.)

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Press Enter to Continue
Waiting for verification...
Cleaning up challenges

IMPORTANT NOTES:
 - Congratulations! Your certificate and chain have been saved at:
   /etc/letsencrypt/live/siagri.net/fullchain.pem
   Your key file has been saved at:
   /etc/letsencrypt/live/siagri.net/privkey.pem
   Your cert will expire on 2020-07-03. To obtain a new or tweaked
   version of this certificate in the future, simply run certbot
   again. To non-interactively renew *all* of your certificates, run
   "certbot renew"
 - If you like Certbot, please consider supporting our work by:

   Donating to ISRG / Let's Encrypt:   https://letsencrypt.org/donate
   Donating to EFF:                    https://eff.org/donate-le


Al termine la cartella /etc/letsencrypt si popolerà con il certificato e la full chain come indicato nel messaggio che appare a video.

Installazione certificato SSL/TLS Let’S Encrypt con cPanel

Adesso che si dispone dei certificati SSL/TLS gli stessi vanno installati utilizzano Manage SSL Sites in cPanel con la stessa procedura evidenziata nel post Certificato SSL/TLS gratuito con Let’s Encrypt e installazione in cpanel – provider Arvixe – linux.

cPanel – Security – SSL/TLS
cPanel – SSL/TLS: Manage SSL sites

Con un taglia incolla andranno caricati il certificato ( file cert.pem ) e la Private Key ( file privkey.pem ). Opzionale chain.pem in Certificate: Authority

SSL-TLS certificate copy

Se tutto va correttamente avremo il messaggio SSL Certificate Successfully …

Qualora di aggiungano nuovi sottodomini sarà sufficiente richiamare il certificato già installato per poter abilitare il protocollo https:

L’unica nota non positiva dei certificati Let’s Encrypt è che gli stessi non hanno durata annuale ma di soli 90 giorni con i wildcard è ampiamente compensata.

Risorse:

24 ° Rassegna Corale Don Antonio Cinto

Sabato 8 Dicembre 2019

alle ore 20.30

presso la

Chiesa Parrocchiale S. Antonio Abate
Pravisdomini

Si svolgerà la

24° Rassegna Corale
“Don Antonio Cinto”

cori partecipanti

Coro Alpino Medunese – Meduna Di Livenza

direttore: Egidio Zoia

Midway Chorus   – Pravisdomini 

direttore: Laura Zanin

corale LAUS NOVA – Pravisdomini

direttore: Maurizio Siagri

Concerto – Omaggio a Leonardo

Organo Continuo di Leonardo da Vinci

Concerto Vocale e Strumentale
Omaggio a Leonardo

Pravisdomini – 24 Novembre 2019

ore 18.00 – Chiesa S. Antonio Abate

Vocalia Ensemble

Daniele Toffolo / organo
Massimiliano Pavan / corno I°
Filippo Tosolini / corno II°
Sofia Masut / arpa

Francesca Paola Geretto / direttore

Musiche H.Von Bingen J. Fogliano, J.Brahms, F. Shubert e altri

Phoronix Test Suite – rilasciata la versione 9.0 – la piattaforma di test e benchmarking per linux

Aggiornamento 2020

Phoronix Test Suite Logo

La Phoronix test suite è una piattaforma di test è benchmarking open source particolarmente completa. Per le macchine linux è probabilmente la più completa. La suite è multipiattaforma pertanto è disponibile anche per i sistemi macOS, Windows …

La suite di test è affiancata dalla una piattaforma di archiviazione per la condivizione dei test: OpenBenchmarking.org

Per l’utilizzo di questa suite di test l’installazione non è obbligatoria è possibile infatti eseguire localmente la suite una volta che il pacchetto è stato decompresso. Unica dipendenza la PHP Command-line in genere disponibile come pacchetto php,php7-cli, php5-cli o php7.

Tra le caratteristiche salienti della 9.0 una nuova versione del visualizzatore dei risultati per offrire più funzionalità che vedrà un ulteriore potenziamento con la versione 9.2. Inoltre miglioramenti nel rilevamento hardware/software e una varietà di altre aggiunte.

La Versione Universal Linux/BDS/MacOS .tar.gz può essere scaricata con

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

E decompressa con il solito

$ tar xzvf phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

Chi usa debian/ubuntu può anche scaricare lo specifico pacchetto .deb con:

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/repo/pts.debian/files/phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

e installare il pacchetto da terminale con

dpkg -i phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

Il comando base è

phoronix-test-suite 

un test di base valido per la CPU è avviabile con

$ phoronix-test-suite benchmark smallpt

Nell’immagine sotto come si presenta il terminale.
Al termine si vedono le due domande finali e la scelta operata:
– Y (yes) alla domanda di visualizzazione del risultato nel browser.
– N alla richiesta di caricamento dei risultati su OpenBenchmarking.org

Risultato visualizzato a livello di browser

Utilizzo della CPU durante il test smallpt

Centinaia i benchmark e i test per mettere sotto stress i vari componenti del sistema: processore, dischi, memoria, grafica, …

per elencare tutti i tests:

$ phoronix-test-suite list-all-tests

Un esempio di test per le performance 3D

$ phoronix-test-suite benchmark unigine-heaven

oppure installare il test e quindi avviarlo con

$ phoronix-test-suite install unigine-heaven
$ phoronix-test-suite run unigine-heaven

X79-P3 Phoronix Unigine-Heaven

Breve video con Unigine-Heaven v.4.0. Modalità windows.

Molti i comandi disponibili ragruppati nelle categorie:
System, Test Installation, Testing, Batch Testing, OpenBenchmarking.org , Information, Assets Creation, Result Management, Other, Modules, User configuration, … :

$ phoronix-test-suite list-all-tests
Phoronix-test-suite: I primi test elencati dal comando
$ phoronix-test-suite show-result smallpt2x79-e52658-v35B

grazie a phoronix è possibile ottenere le informazioni del sistema con:

$ phoronix-test-suite system-info

Phoronix può elencare anche i sensori presenti nel sistema

$ phoronix-test-suite system-sensors 

Il comando diagnostic consente di visualizzare versione, percorsi di installazione, variabili di vario tipo …

$ phoronix-test-suite diagnostics

Risorse:

“mount error(112): Host is down”

Se in Debian 10  provando a montare una risorsa di tipo Windows share con il comando mount -t cifs ( mounting samba share )

esempio

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare

si ottiene l’errore

mount error(112): Host is down

Risolvere provando a impostare la versione 1.0 di samba 

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx,vers=1.0 //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare


E’ bene precisare che attualmente la versione 1.0 è considerata non sicura.  Tuttavia diversi dispositivi come i validi modem router Fritz!Box offrono questo tipo di servizio per accedere alle unità di memoria che vengono collegate alle porte USB. Di fatto in questo modo i modem router Fritz!Box offrono funzionalità NAS di base.  

Fritz!Box Memoria NAS ( SMB) vers 1.0

 

Altri esempi con precisati altri parametri che potrebbero risultare utili in vari contesti e distribuzioni:

sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

sudo mount -t cifs -o username=pippo,vers=1.0,uid=pluto,gid=pluto //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www
sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

Risorse:

Nvidia GT 1030 – Debian 10.xx (Buster) – Nvidia drivers

This image has an empty alt attribute; its file name is gt-1030.png

Le schede grafiche Nvidia in Debian utilizzano il driver open nouveau.
In debian 10 la scheda Georce GT 1030 è riconosciuta dal driver noveau. Tuttavia benchè consenta alla risoluzione di 3840×2160 px anche la frequenza di 60Hz i video non risultano fluidi. Sopratutto quelli della DVB-T. Il tutto accompagnato da un non adeguato lavoro della CPU: che risulta più elevato del necessario. Anche riducendo la frequenza a 30Hz i risultati non migliorano.

L’installazione dei driver nvidia proprietari migliora decisamente la situazione. Le prestazioni grafiche migliorano decisamente e i video sono assolutamente fluidi anche alla risoluzione 4K. Limiti sono la frequenza selezionabile che non supera i 30Hz. Utilizzando il monitor 4K da 43″, Philips BDN4350UC/00, anche i 30Hz sono accettabili. Lo spazio disco aggiuntivo richiesto è di 500 MB.

Per utilizzare i drivers proprietari nvidia in Debian 10 Buster.

  • abilitare i repository contrib e non-free per l’installazione del pacchetto  nvidia-driver.
  • In subordine è possibile installare la versione più recente presente nel repository backports.
  • E’ possibile anche scaricare e installare  il driver rilasciato da nvidia nel proprio sito.

Per determinare il modello della scheda grafica si può utilizzare nvidia-detect oppure lspci.

Per utilizzare nvdia-detect è necessario aggiungere i repository contrib e non-free e installare il pacchetto specifico.

# sudo su 

# echo "deb http://httpredir.debian.org/debian/ buster main contrib non-free"  > /etc/apt/sources.list
# apt update

# apt install nvidia-detect 


# sudo nvidia-detect 
Detected NVIDIA GPUs:
03:00.0 VGA compatible controller [0300]: NVIDIA Corporation GP108 [10de:1d01] (rev a1)

Checking card: NVIDIA Corporation GP108 (rev a1)
Your card is supported by the default drivers.
It is recommended to install the
        nvidia-driver
package.

con lspci

# lspci -nn | egrep -i "3d|display|vga"
03:00.0 VGA compatible controller [0300]: NVIDIA Corporation GP108 [10de:1d01] (rev a1)

utilizzando inxi

Graphics:
Device-1: NVIDIA GP108 vendor: Micro-Star MSI driver: nvidia v: 418.74
bus ID: 03:00.0 chip ID: 10de:1d01
Display: server: X.Org 1.20.4 driver: nvidia
unloaded: fbdev,modesetting,nouveau,vesa alternate: nv
resolution: 3840x2160~30Hz
OpenGL: renderer: GeForce GT 1030/PCIe/SSE2 v: 4.6.0 NVIDIA 418.74
direct render: Yes

il chip-ID (10de:1d01)  composto di Vendor ID (10de)  e  Product ID ( 1d01) consente di ottenere altre informazioni relative al prodotto.  Diversi sono i siti che forniscono questo tipo di servizio.

Vendor ID:Device ID

Unix Driver Archive

Gli elenchi completi dei dispositivi nvidia supportati dalle varie versioni dei driver nvidia sono disponibili agli

https://www.nvidia.com/object/unix.html

altro elenco

https://us.download.nvidia.com/XFree86/Linux-x86_64/375.66/README/supportedchips.html

nvidia-driver versione 418.74

Il driver nvidia attualmente disponibile in debian 10.0 Stretch stable è la versione 418.74. aggiunti i repositories <contrib> e <non-free>





E’ possibile installare nvidia-driver e i linux-headers per il kernel in uso con

:~$ apt install linux-headers-$(uname -r|sed 's/[^-]*-[^-]*-//') nvidia-driver firmware-linux

diversi i pacchetti in genere che verranno installati: 106 in debian 10 xfce

The following additional packages will be installed:
   dkms gcc-8-base:i386 glx-alternative-mesa glx-alternative-nvidia glx-diversions libatomic1:i386
...
...
0 upgraded, 106 newly installed, 0 to remove and 0 not upgraded.
Need to get 96,9 MB of archives.
After this operation, 494 MB of additional disk space will be used.

Il Dynamic Kernel Module Support (  DKMS  ) che genera i moduli del kernel i cui sorgenti non sono generalemente disponibili consentirà l’installazione del nuovo driver compilando il modulo nvidia grazie al pacchetto nvidia-kernel-dkms.

...
...
Loading new nvidia-current-418.74 DKMS files...
Building for 4.19.0-5-amd64
Building initial module for 4.19.0-5-amd64
Done.

nvidia-current.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-modeset.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-drm.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

nvidia-current-uvm.ko:
Running module version sanity check.
- Original module
- No original module exists within this kernel
- Installation
- Installing to /lib/modules/4.19.0-5-amd64/updates/dkms/

depmod...

DKMS: install completed.
...
...
:~$ exit

Riavviare il sistema. Con il riavvio  il driver nouveau verrà automaticamente  disattivato e inserito in blacklist.

Nel menu System sarà disponibile il programma di configurazione specifico: NVIDIA X Server Setting.

La versione dal Driver NVidia installata è la 418.74

Installare da buster-backport

Se si desidera installare l’ultimo dirver si dovrebbe installare la versione presente nel repository backports in questo caso aggiungere

il repository backports repository a source list  sources.list con:
# echo “deb http://httpredir.debian.org/debian stretch-backports main contrib non-free” > /etc/apt/sources.list
rimuovere i driver nvidia installati con
apt purge nvidia-*
Aggiornare con :
# apt update
Installare/aggiornare i Linux headers per il kernel in uso con :
# apt install linux-headers-$(uname -r|sed ‘s/[^-]*-[^-]*-//’)
Installare il pacchetto  nvidia-driver dal  backports repository:
# apt-get install -t buster-backports nvidia-driver

lnstallazione del driver nvidia dal sito del produttore

L’installazione Per un utilizzatore di Debian non mi sento di consigliarla.

pagina per il download del driver

https://www.nvidia.it/Download/index.aspx?lang=it

il file scaricato sarà di tipo .run

la disabilitazione del driver nouveau andrà fatta manualmente.

informazioni aggiuntive in   https://wiki.debian.org/it/NvidiaGraphicsDrivers

Risorse: