Adattori USB type C femmina e USB 3.0 maschio per Hub USB type C multifunzione – velocità a 5 Gbps

Orami si possono acquistare a prezzi interessanti diversi Hub tipo C multifunzione che oltre a porte Usb 3.0, presentano lettori SD e TF, porta Ethernet, HDMI 4K e porta di ricarica.
Questi dispositivi sono particolarmente utili quando si utilizzano ultrabook con poche porte o MacBook.

Per poterli utilizzare anche come hub per porte USB 3.0 è necessario dotarsi di un adattore specifico.

Type-C female
USB3.0 male

L’adattore avrà porta USB type C di tipo femmina e una porta USB 3.0 di tipo maschio.

Adattatori USB type C femmina e USB 3.0 maschio

Purtroppo per la struttura di questi adattatori la porta femmina consente di ottenere la velocità di 5 Gbit/s USB 3.0 solo su un lato mentre l’altro lato consente la sola velocità USB 2.0 480Mbps. Del resto USB Type-C (USB-C) è uno standard di connettori ed è compatibile con le versioni USB 3.1, 3.0 e anche 2.0 . Di fatto il Tipo-C è una sostituzione dei precedenti standard Tipo-A e Tipo-B.

Nel grafico l’adattatore collegato con il lato USB-C ottimale. La velocità di lettura e scrittura di una chiavetta Samsung Muf USB 3.0 da 128GB risulta di tipo massimale.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 3.1

Se si ruota il cavo Type C del hub di 180° gradi la velocità passa a USB 2.0 con un degrado consistente delle prestazioni.

rotazione Type C di 180°

Come si può vedere dal benchmark le prestazioni in lettura e scrittura della pendrive Samsung 128 diventano proprio quelle di una classica chiavetta USB 2.0.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 2.0

In questo caso l’adattore Type C female – USB 3.0 male si comporta come l’adattore Tipo-C femmina e USB 2.0 maschio in basso. Questo adattatore Type-C risulta essere anche decisamente più contenuto in dimensioni e più economico.

Adapter USB C Fem. – USB 2.0 Male

L’hub multifunzione nelle immagini è un iHarper6in1.
Lo stesso comportamento si ottiene anche con altri hub ad esempio il multifunzione Abask 8in1

Abask hub multifuzione 8 in 1

Benchmark lettura scrittura della pen Samsung 128GB con lato Type-C femmina connettore del hub multifuzione Abask 8in1.

Hub Type-C 8in1  con HDMI 4K, Porta Ethernet RJ45, 3 Porte USB 3.0, Lettori SD e TF, Porta di Ricarica PD da 100W

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 3.1

Rotazione di 180° gradi del connettore Type-C del hub 8in1 e passaggio alla velocità USB 2.0. Con drastico degrado delle prestazioni che scendono a 480 Mbps

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 2.0

Un ultimo test con un Hub Type-C BCMaster. Un semplice Hub con 4 porte 3.0 stesso risultato dei benchmark

Velocità ottimale 5Gbps

Rotazione del connettore e velocità a 480Mbps

Connettore USB

Di seguito caratteristiche tecniche, piedinature, dei connettori USB 1.0, USB 2.0, USB 3.0, USB 3.1, USB type C.

https://de.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus

Nome Versione Velocità
Low SpeedUSB 1.00,15 MB/s
Full SpeedUSB 1.01 MB/s
Hi-SpeedUSB 2.040 MB/s
SuperSpeedUSB 3.0
(USB 3.1 Gen 1)
300 MB/s
SuperSpeed +USB 3.1
(USB 3.1 Gen 2)
900 MB/s
USB 3.2
(USB 3.2 Gen 2×2)
1.800 MB/s
Versione Tensione Amperaggio Potenza
Nominale Ammissibile max. max.
USB 1.0 / 1.1
(Low-Powered-Port)
5 V 4,40–5,25 V 0,1 A 000,5 W
USB 2.0
(High-Powered-Port)
4,75–5,25 V 0,5 A 002,5 W
USB 3.0 / 3.1 4,45–5,25 V 0,9 A 004,5 W
USB-BC 1.2
(USB Battery Charging)
1,5 A 007,5 W
USB Type C 3,0 A 015,0 W
USB-PD
(USB Power Delivery)
5, 12 oder 20 V 5,0 A 100,0 W

Dettagli piedinatura connettore USB 3.0

Piedinatura del connettore USB 3.0 Standard-B e USB 3.0 Powered-B

http://www.thesoundmaster.it/pinouts/usb.php

Piedinatura del connettore USB Type C

https://fr.wikipedia.org/wiki/USB_Type-C

USB Type-C pinout.svg

Risultati immagini per connettore USB type C

Evoluzione dei Connettori USB

da PC Professionale

Risorse:

Pale Moon ver 28.6 in Debian 9.xx

Rilasciata la versione 28.6 di Pale Moon ( release notes ). Nato come fork di Firefox con engine Gecko, è un browser open source che da importanza all’aspetto della personalizzazione completa dell’esperienza utente. Da circa un anno utilizza l’engine, Goanna, che è un fork sviluppato in proprio dell’engine Gecko. Per le estensioni si avvale del sistema Uxp derivato dalla tecnologia di Firefox XUL, garantisce il supporto ai plugin Npapi (es:Adobe flash) . Pale Moon ha come obiettivo “fornire una stretta aderenza agli standard e alle specifiche web ufficiali nella sua implementazione (con un minimo compromesso) ed esclude espressamente un eccessivo numero di funzionalità per raggiungere un equilibrio tra uso generale, prestazioni e progressi tecnici sul Web.”

Per operare in modo ottimale richiede:
1GB o meglio ancora 2GB di RAM
GTK+ v 2.24
Glib 2.22 o superiore
Pango 1.14 o superiore
libstdc++ 4.6.1 o superiore

” Pale Moon is, and will always be, completely FREE to download and use! (Open Source and Freeware) “

Installazione Pale Moon in Debian 9.xx

Può essere scaricato come tarball bzipped tarball che, una volta estratto, potrà essere avviato da qualsiasi locazione del sistema.

Download da terminale della versione a 64 bit con 47MB

wget https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
 /opt # wget  https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
--2019-07-03 00:35:00-- http://wget/
Resolving wget (wget)... failed: Name or service not known.
wget: unable to resolve host address ‘wget’
--2019-07-03 00:35:00-- https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
Resolving linux.palemoon.org (linux.palemoon.org)... 104.20.60.158, 104.20.61.158, 2606:4700:10::6814:3c9e, ...
Connecting to linux.palemoon.org (linux.palemoon.org)|104.20.60.158|:443... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 48945623 (47M) [application/octet-stream]
Saving to: ‘palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2’

palemoon-28.6.0.linux-x86 100%[=====================================>] 46.68M 1.06MB/s in 45s

2019-07-04 00:35:46 (1.04 MB/s) - ‘palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2’ saved [48945623/48945623]

FINISHED --2019-07-04 00:35:46--
Total wall clock time: 46s
Downloaded: 1 files, 47M in 45s (1.04 MB/s)

controllare il file scaricato con

# sha256sum palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2 
59eb62e589f80bbb3070fd4e31ee29db875c3d85e7dc3ee7807c3af4f1ac2056  palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2

decomprimere con

tar jxvf palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2 

decompresso Pale Moon occupa su disco 111MB.
Per avviare da terminale digitare

# ./palemoon/palemoon

In Debian 9.xx può essere installato anche utilizzando lo specifico repository Pale Moon repositories for Debian and Ubuntu — mantenuto da Steve Pusser.

Per aggiungere la Key del repository ad apt

# wget -nv https://download.opensuse.org/repositories/home:stevenpusser/Debian_9.0/Release.key -O Release.key
apt-key add - < Release.key

Per aggiungere il repository ad apt al solito

echo 'deb http://download.opensuse.org/repositories/home:/stevenpusser/Debian_9.0/ /' > /etc/apt/sources.list.d/home:stevenpusser.list

Per installare:

apt-get update
apt-get install palemoon

Risorse:

Aggiornare WordPress Manualmente – Windows 2012

Talvolta può rendersi necessario l’upgrade manuale di wordpress.
Di seguito i passi per portare a termine la procedura su server windows 2012 la procedura è simile a quella utilizzata per aggiornare manualmente wordpress su macchine linux.  La procedura descritta anche se ha validà generale è applicata all’aggiornamento di wp da 4.9.9 a 5.2.2. La procedura per l’update manuale è raggiungibile su wordpress.org con il seguente link wp manual update.

Backup completo di wordpress

Il primo passa da compiere consiste del  realizzare un backup completo del sito.

Se si dispone di un backup e qualcosa va storto si può sempre ripristinare wordpress e riprovare. 

Un bel zip della cartella di wordpress con le classiche sottodirectory wp-admin, wp-content, wp-includes e il backup dell’azplicazione è pronto.

wp_backup_w2008

E’ opportuno copiare non solo le cartelle ma anche il database.
E’ infatti altamente probabile che l’aggiornamento determini un upgrade anche del database.
Per il backup del database si può utilizzare mysqldump

Aggiornamento Manuale da WordPress 4.9.6 a WordPress 5.2.2

.1) Disattivare i plugins presenti. Spuntare i checkbox di tutti i plugins e applicare Deactivate bulk action.

.2) Scaricare l’ultima versione, attualmente la 5.2.2, di wordpress che è  disponibile alla pagina:  https://wordpress.org/download/.
File: https://wordpress.org/latest.zip

Decomprimere il file wordpress-5.2.2.zip scaricato. Si otterrà la classica struttura a cartelle che corrisponde a quella sopra riportata in occasione del backup.

.3) Posizionarsi nella cartella dell’installazione corrente di wp

cancellare le directory dell’installazione corrente:
wp-admin
wp-include
sostituirle copiando le corrispondenti directory ( wp-admin e wp-include ) dalla nuova versione scaricata

Sovrascrivere la cartella wp-content dell’installazione corrente con la corrispondente cartella della nuova versione.

Copiare e sovrascrivere i file presenti nella directory root con i corrispondenti file della nuova versione.

.4) Potrebbe essere opportuno un confronto con un analizzatore di differenze tra i file. Tra il nuovo wp-config.sample.php e wp-config.php per vedere se la nuova versione richiede di apportare integrazione al file wp-config.php corrente. Come camparatore si può utilizzare meld

.5) Effettuare il log in wordpress. Se si presenta la necessità di effettuare l’update del database si verrà reindirizzati alla pagina /wp-admin/upgrade.php. Seguire le indicazioni per effettuare l’aggioranemtno del dataabse.

.6) Riattivare i plugins

Risorse:

Linux installazione Full su pendrive USB e multibootusb

Le pendrive USB oramai offrono  a costi ragionevoli una quantità di spazio in termini GB di tutto rispetto (64/128GB) ,  con prestazioni superiori ad un hard disk tradizionale velocità superiori ai 250MB/s in velocità di lettura che possono superare  i 100 MB/s in scrittura ( Benchmark di chiavette USB flash drive memoria stick pendrive USB in Linux ). Le tradizionali distribuzioni linux Live seppur assistite dalla persistenza purtroppo non risultano abbastanza funzionali. Infatti per la persistenza viene utilizzato un unico file il cui accesso dall’esterno risulta problematico. Inoltre se su partizione FAT32 non rappresentano il massimo in termini di stabilità. Quindi è preferibile anche disporre di una installazione di Linux completa direttamente su USB ( full Linux USB) .

Questa operazione può essere portata agevolmente in porto installando linux direttamente su chiavetta usb come se si trattasse di un hard disk interno.
Il problema del booting può essere affrontato con successo sfruttando la praticità di un tools come multibootusb (  Multibootusb installazione e utilizzo in debian 9.xx ) che consente anche l’avvio diretto delle ISO.
Anzi grazie a multibootusb  potremmo avere a disposizione su una pendrive USB :

  • distribuzioni LIVE avviabili magari con la persistenza
  • distribuzioni linux in formato ISO
  • installazioni complete Linux su USB
  • installazioni clonate full linux
  • copie di backup delle configurazioni di grub ( grub.cfg) dei propri computers.

Il tutto può essere testato ( menu e distribuzioni ) senza riavviare il computer grazie all’opzione Boot ISO/USB che si appoggia all’emulatore  QEMU.

Fattore critico, la chiavetta, che deve essere di buona qualità. Diversamente se ad esempio viene persa la connessione USB si ha il “freeze” del sistema Linux.

Dopo aver installato 2 Live, 4 full distro ( Debian, MX, Ubuntu, Starky )  e aver copiato diverse copie di backups su una chiavetta samsung muf da 128GB il menu GRUB si potrebbe presentare nel modo seguente.

Le voci evidenziate sono ottenute rinominando  i file grub.cfg generati dalle procedure di grub-install  e/o update-grub e copiandoli nella directory grub di multibootusb.

Viste le diverse copie di configurazioni grub.cfg utilizzate  la directory grub di multibootusb potrebbe diventare un po’  affollata.

Le modifiche al file principale grub.cfg sono fatte manualmente e consistono in semplici menuentry che richiamano gli altri file grub.cfg copiati:

#start Avvio MX183-full msdos3
menuentry 'x Avvio MX183-full - msdos3/USB' {configfile /multibootusb/grub/grub_MX183_full.cfg}

Cliccando ad esempio il menu entry  sopra elencato ‘x  avvio MX183 …. ‘  infatti si ottiene un nuovo menu grub.

Come evidenziato sono presenti diverse copie di backup di file grub.cfg rinominati di vari computers.
Infatti può fare comodo avere copie di backup di grub.cfg  per avvi di emergenza sopratutto quando si attivano procedure di manutenzione che coinvolgono gli hard disk.
La schermata di un GRUB.cfg di backup.

Alcune distribuzioni  potrebbero essere installate utilizzando l’opzione per l’avvio diretto delle ISO di nultiboot.
La funzionalità dell’avvio diretto delle ISO è supportata dalla versione 8.9 di multibootusb e utilizza la procedura  ( MultiBoot USB avviare ISO da pendrive USB ) di Agus Lopez. Le ISO che sono accessibili con menu <scan and boot ISOs under /multibootusb/iso -> però non possono trovarsi nella stesso disco su cui si effettua l’installazione.

Un elenco di  ISO automaticamente individuate e direttamente avviabili in una chiavetta con multibootusb.

L’installazione della distribuzione linux su chiavetta USB avviene in modo tradizionale.
E’ importante prestare attenzione alla gestione del partizionamento.
E preferibile partizionare preventivamente la chiavetta USB. La partizione per multiboot è bene che sia di tipo FAT32. In questo caso è di circa 40 GB.
Il partizionamento potrebbe essere sia MBR che GTP.  Visto l’uso anche come chiavetta per avvi di emergenza si può optare per la soluzione più conservativa la MBR.

L’installazione è bene che sia tutta su una sola partizione quella di root ( /).

E’ meglio evitare la creazione della partizione di swap, per non stressare troppo l’unità usb .

All’atto dell’installazione potrebbe essere preferibile non installare grub così da evitare la sovrascrittura e di dover reinstallare il bootloader di multibootusb.

Quando si dispone di una distribuzione linux full installata è possibile con una ISO Live e la modalità chroot lanciare il comando  l’update-grub e ottenere un nuovo file.grub.cfg in grado di avviare TUTTE le full presenti nella pendrive usb. Queste operazioni possono essere eseguite a livello di emulatore QEMU supportato da multibootusb.

In figura MX 8.3 Live da ISO nell’ ambiente QEMU.  I comandi usati per ottenere il file grub.cfg sono visibili nel terminale.

MX è installato nel partizione sda3.

sudo su
mount /dev/sda3 /mnt

mount --bind /dev /mnt/dev
mount --bind /proc /mnt/proc
mount --bind /sys /mnt/sys

adesso lavorariamo grazie a chroot sul sistema montato

chroot /mnt

aggiorniamo grub con

update-grub

uscire  da chroot e smontare i percorsi del sistema

exit

umount /mnt/dev
umount /mnt/proc
umount /mnt/sys 

umount /mnt

 

Sempre dall’interno della Live si può copiare il file grub.cfg in multimediausb/grub

mkdir /media/sda1     # partizione FAT32 con multibootusb
mkdir /media/sda3     # partizione ext4 per MX 18.3 

mount /dev/sda1  /media/sda1
mount /dev/sda3  /media/sda3

per sicurezza meglio avere una copia del grub.cfg di multibootusb

cp /media/sda1/multibootusb/grub/grub.cfg   /media/sda1/multibootusb/grub/grub_copia.cfg

copiare rinominando il file grub.cfg prodotto con l’update-grub per l’avvio delle Live

cp /media/sda3/boot/grub/grub.cfg /media/sda1/multibootusb/grub/grub_Lfull.cfg

il menu entry

#start Avvio grub 2 personal 
menuentry 'x Avvio Full Linux - All/USB' {configfile /multibootusb/grub/grub_full.cfg}

consentirà di visualizzare la seguente schermata grub

 

 

Risorse:

efibootmgr – l’applicazione per interagire e modificare l’ EFI Boot Manager – Linux

efibootmgr è un’applicazione userspace utilizzata per modificare il Boot Manager Extensible Firmware Interface (EFI) di Intel. EFI che oramai ha rimpiazzato il BIOS è l’interfaccia firmware che si occupa del modo in cui hardware e software comunicano in un computer. Tra i benefici di EFI è di essere non legato all’architettura x86.  Attualmente viene implementata l’estensione di  EFI denominata UEFI (Unified EFI ).  Tra i compiti di UEFI c’è proprio anche quello di occuparsi dei servizi di Boot. Grazie ad UEFI è possibile avviare diversi sistemi operativi Linux, Mac, Windows senza la necessità di un bootmanager esterno. UEFI infatti può automaticamente selezionare la partizione appropriata con il sistema operativo. L’unica condizione è che l’hardware e  il software ( SO ) supportino le specifiche UEFI.

Esempi di UEFI Boot Menu.

AsRock FM2 – AMD
x79-Xeon

ATTENZIONE: nei primi tempi le implementazioni UEFI, seppur lungimiranti, sono state accompagnate da diversi bug anche peggiorativi rispetto alla controparte BIOS. In questi casi l’utilizzo di efibootmgr si deve accompagnare alla conoscenza della motherboards specifica. 
In generale poichè si potrebbe anche rendere necessario il caricamento del firmware della MB si sconsiglia la modifica con efibootmgr ( anche nel caso dei Macintosh si sconsiglia la modifica con efibootmgr dei menu entry).
Per disporre di un boot manager userfriendly  si consiglia di valutare l’uso di rEFInd.

Boot Manager: rEFInd

Verificare che il sistema sia stato avviato in UEFI mode

Per poter utilizzare efibootmgr è necessario che le variabili filesystem EFI ( EFI vars )  siano accessibili. Questo implica che il sistema sia stato avviato in EFI mode.

In debian:

# sudo [ -d /sys/firmware/efi ] && echo "EFI boot on HDD" || echo "Legacy boot on HDD"
EFI boot on HDD

dal kernel 4.0 si può verificare che l’avvio sia avvenuto in EFI mode con

# cat /sys/firmware/efi/fw_platform_size
se UEFI mode
64  # se 64 bit 
32  # se 32 bit 
diversamente No UEFI mode  
cat: /sys/firmware/efi/fw_platform_size: No such file or directory 

Per visualizzare le variabili EFI si può utilizzare il comando

# efivar –list

Altro comando per verificare l’avvio in EFI mode

#mount | grep efivars
efivarfs on /sys/firmware/efi/efivars type efivarfs (ro,relatime)

Se  il sistema NON è stato avviato in EFI mode digitando efibootmgr avremo il seguente messaggio:

# efibootmgr 
EFI variables are not supported on this system.

UEFI Boot Manager

Usualmente un Computer UEFI mette a disposizione anche tool di configurazione per il menu del Boot Manager EFI. Se il tool non è sufficientemente amichevole  è preferibile utilizzare il già citato rEFInd oppure l’applicazione efibootmgr oggetto del post.

Efibootmgr

Efibootmgr può creare e rimuovere le voci nel menu di avvio UEFI, modificare l’ordine delle voci nel menu e altro ancora.

In debian/ubuntu  efibootmgr si installa da terminale al solito con

# apt install efibootmgr

lanciato efibootmgr verranno visualizza i dati relativi all’ UEFI Boot Manager con il menu di Avvio UEFI, la voce di avvio corrente del sistema, l’ordine di visualizzazione,…

# efibootmgr 
BootCurrent: 0001
Timeout: 1 seconds
BootOrder: 0000,0001,0006,0004,0005,0002
Boot0000* ubuntu
Boot0001* mx
Boot0002* UEFI: Built-in EFI Shell 
Boot0004* Hard Drive 
Boot0005* USB 
Boot0006* UEFI: Samsung Flash Drive 1100

Il menu di avvio è composto da 6 voci: Boot0000, Boot0001, …

BootCurrent: la prima linea evidenzia quella che è la voce predefinita del menu di avvio. In questo caso mx.

Timeout: il tempo di attesa del menu di avvio che risulta di default inpostato a 0 infatti in genere non si riesce a vedere il menu di avvio.

BootOrder: la successione che verra seguita qualora il precedente menu entry non venga caricato / fallisca il caricamento.
Nell’esempio l’ordine seguito sarà: 0000,  0001, 0006, 0004, 0005, 0002

E ‘  possibile visualizzare le voci del menu EFI  in modo completo utilizzando l’opzione -v verbose

# efibootmgr 
BootCurrent: 0001
Timeout: 1 seconds
BootOrder: 0000,0001,0006,0004,0005,0002
Boot0000* ubuntu	HD(2,GPT,defb0216-f5f6-4969-8345-ff816517a944,0xee800,0x1ad000)/File(\EFI\ubuntu\shimx64.efi)
Boot0001* mx	HD(1,GPT,9c281ac1-76a6-4b39-b2c2-ff65b0d0bef6,0x800,0x1ef000)/File(\EFI\mx\grubx64.efi)
Boot0002* UEFI: Built-in EFI Shell 	VenMedia(5023b95c-db26-429b-a648-bd47664c8012)AMBO
Boot0004* Hard Drive 	BBS(HD,,0x0)AMGOAMNO........m.S.e.a.g.a.t.e. .S.T.9.5.0.0.5.6.2.0.A.S....................A.........................>..Gd-.;.A..MQ..L. . . . . . . . . . . . .Y.5.1.X.D.C.C.9......AMBO
Boot0005* USB 	BBS(USB,,0x0)AMGOAMNO........s.S.a.m.s.u.n.g. .F.l.a.s.h. .D.r.i.v.e. .1.1.0.0....................A.......................F..Gd-.;.A..MQ..L.S.a.m.s.u.n.g. .F.l.a.s.h. .D.r.i.v.e. .1.1.0.0......AMBO
Boot0006* UEFI: Samsung Flash Drive 1100	PciRoot(0x0)/Pci(0x10,0x0)/USB(2,0)/HD(1,MBR,0x23,0x800,0x4e3e800)AMBO

In questo caso è possibile individuare anche le informazioni relative al percorso del bootloader. Ad esempio la varibile mx, ( Boot0001) relativa alla derivativa debian, mx linux, evidenzia che il booloader è di fatto GRUB. Il percorso con la configurazione efi ( grubx64.efi), menu entry ( mx) per il bootloader grub nella partizioni EFI system partition risulta essere (\EFI\mx\grubx64.efi ). La partizione è localizzata nel disco 1 che è partizionato GPT.

Cambiare il Timeout

Se si desidera visualizzare il menu per poter scegliere sempre dal bootmanager EFI si può portare il timeout a 5 srecondi con

efibootmgr -t 5

Cambiare l’ordine di avvio

Per cambiare l’ordine di avvio si utilizza l’opzione -o

efibootmgr -o 0001,0000,0006,0004,0005,0002

è possibile cambiare l’ordine solo per il primo successivo avvio.
In questo caso si usa l’opzione -n

efibootmgr -n 0002

Creare una voce nel menu di boot EFI

Per aggiungere un entry al menu EFI si usa l’opzione -c

efibootmgr -c -d /dev/sdb -p 2 -L “Debian” -l “\EFI\debian\grubx64.efi”

efibootmgr -c -d /dev/sdb -p 1 -L "multibootusb" -l "\EFI\boot\bootx64.cfg"
  • --create or -c crea una nuova voce;
  • --part or -p seguito dal numero di partizione della Partizione di Sistema EFI;
  • --disk or -d seguito dal disco nel quale la Partizione di Sistema EFI è ospitata;
  • --label or -L seguito dall’etichetta da utilizzare come voce nel menu di avvio;
  • --loader or -l seguito dal percorso dell’immagine EFI da avviare \EFI\boot\bootx64.cfg.

Cancellare una voce dal menu EFI

per cancellare un voce di menu di utilizza l’opzione -B

efibootmgr -b 4 -B

–bootnum (-b) seleziona la voce del menu da cancella
–delete-bootnum (-B) effettua la cancellazione

Se la voce cancellata era la prima fare attenzione e cambiare l’ordine di avvio dei menu.

UEFI Bootloader di fallback

Nelle specifiche UEFI 2.3, section 3.4.1.2, si precisa che in assenza di boot variabili configurate è permesso al firmware trattare la EFI system partition come media rimovibile – il percorso di boot sarà EFI/boot/bootx64.efi.

Quindi va considerata l’opportunità dell’installazione di un bootloader di fallback. Di seguito esempi di bootloader di fallback per debian e window

Nel caso di Debian Linux boot entry in NVRAM debian percorso di Boot EFI nella partizione EFI system partition:

EFI/debian/grubx64.efi

il percorso del bootloader di fallback risulta essere

EFI/boot/grubx64.efi

ad esempio nel caso di window variabile di boot configurata: microsoft
oltre a percorso di boot

EFI/microsoft 

potremmo avere il percorso di fallback

EFI/boot/bootx64.efi  

 

Opzioni efibootmgr:

-a | –active
Sets bootnum active
-A | –inactive
Sets bootnum inactive
-b | –bootnum XXXX
Modify BootXXXX (hex)
-B | –delete-bootnum
Delete bootnum (hex)
-c | –create
Create new variable bootnum and add to bootorder
-d | –disk DISK
The disk containing the loader (defaults to /dev/sda)
-e | –edd 1|3|-1
Force EDD 1.0 or 3.0 creation variables, or guess.
-E | –device NUM
EDD 1.0 device number (defaults to 0x80)
-g | –gpt
Force disk with invalid PMBR to be treated as GPT
-H | –acpi_hid XXXX
set the ACPI HID (used with -i)
-i | –iface NAME
create a netboot entry for the named interface
-l | –loader NAME
Specify a loader (defaults to \\elilo.efi)
-L | –label LABEL
Boot manager display label (defaults to “Linux”)
-n | –bootnext XXXX
Set BootNext to XXXX (hex)
-N | –delete-bootnext
Delete BootNext
-o | –bootorder XXXX,YYYY,ZZZZ
Explicitly set BootOrder (hex)
-O | –delete-bootorder
Delete BootOrder
-p | –part PART
Partition number containing the bootloader (defaults to 1)
-q | –quiet
Quiet mode – supresses output.
–test filename
Don’t write to NVRAM, write to filename.
-t | –timeout seconds
Boot Manager timeout, in seconds.
-T | –delete-timeout
Delete Timeout variable.
-u | –unicode | –UCS-2
pass extra command line arguments as UCS-2 (default is ASCII)
-U | –acpi_uid XXXX
set the ACPI UID (used with -i)
-v | –verbose
Verbose mode – prints additional information
-V | –version
Just print version string and exit.
-w | –write-signature
write unique signature to the MBR if needed
-@ | –append-binary-args
append extra variable args from file (use – to read from stdin). Data in file is appended as command line arguments to the boot loader command, with no modification to the data, so you can pass any binary or text data necessary.

Risorse:

Teclast F6 PRO


Il Teclast F6 Pro è un computer 2 in 1 con windows 10 home decisamente versatile e performante.

Le caratteristiche principali sono:

  • display da 13.3 pollici IPS full HD ( 1080) con un buon angolo di visuale
  • il display è di tipo touch screen
  • processore Intel Core M 7Y30: 2core 4 treath 2.4Hz
  • RAM di 8GB di tipo DDR 3 (e non DDR4)
  • monta un disco SSD da 128GB M2 sata
  • dual wifi: 2.4 Ghz e 5 Ghz( banda più larga molto più veloce )
  • presenta una porta USB Type C che può essere utilizzata anche per ricaricare o per inviare il segnale video ad un secondo monitor grazie ad apposito adattore
  • presenta anche un porta USB 3.0
  • è dotato anche di porta micro HDMI
  • Il bluetooth è di tipo 4.1
  • è equipaggiato con un sensore di impronta digitale per lo sblocco.
  • il sensore di impronta è posizionato a livello del Touchpad che risulta essere sensibile
  • La tastiera ben spaziata è buona anche se non retroilluminata
  • Webcam da 2.0 MegaPixel
  • doppio microfono
  • porta microSD
  • audio nella media

Autonomia

  • Ricarica 12V 2.0A ( 24VA)
  • Tempo di ricarica 3/4 ore
  • Durata della carica gioco 2.5 ore per scrivere luminosità 30% WI-FI spendo 9ore – WI-FI acceso 7/8 ore

La porta Type C è estremamente versatile. Può essere utilizzata per collegare un dongle USBC che consente di espandere le porte USB 3.0 e le porte per schede di memoria e attaccare un cavo HDMI per visualizzare i contenuti su maxi schermo 4k e contemporaneamente ricaricare il computer. La porta Type C consente anche di sfruttare anche una powerbank purchè adeguatemente dimensionata ( es. una 45VA) .

La cerniera per la rotazione a 360 gradi dello schermo si presenta fatta bene.

I pochi aspetti meno positivi sono:

  • l’assenza di retroilluminazione a livello di tastiera.
  • Il lo schermo IPS è di tipo non full laminated con pertanto un piccolo spazio d’aria tra schermo è strato touch. Questo fa si che i neri non siano così netti come negli schermi full laminated. Inoltre si avrà una maggior riflessione alla luce del sole.
  • Tastiera query senza lettere accentate. Tastiera inglese.
  • La porta microSD presente a destra vicino alla seconda porta USB 3.0 utilizza l’USB 2.0 quindi non consente di sfruttare microSD al alta velocità in questo caso di deve far ricorso ad adattattori e collegarli alla porta USBc o alle porte USB3.0

Ruotando di 360° è possibile usare il 2-in1 in modalità tablet.
Volendo tuttavia è possibile usare il notebook ruotato sempre a 360 ° e collegato a maxi schermo 4K e senza che lo schermo del notebook intralci la visualizzazione. Il cavo HDMI trasmette anche l’audio allo schermo 4K. Per ottenere questa comoda funzionalità disabitare l’accelerometro base in gestione dispositivi.

Aggiornamento 30 12 2019 il teclast F6 Pro acquistato in offerta ( a meno di 400 Euro) il 31 luglio 2018 su Gearbest a distanza di circa un anno è mezzo non ha evidenziato segni di cendimento superando tutte le aspettive e continuando a svolgere egregiamente tutte le sue funzioni.