Handbrake 1.3.3.x in debian 10 – video transcoder – installazione con compilazione

Hanbrake logo

HandBrake: Open Source Video Transcoder, apprezzato programma multipiattaforma (Linux, Windows, MacOS) per la trascodificata video, attualmente è giunto alla versione 1.3.3 ( 16/06/2020 )
Per chi utilizza debian 10 stable il pacchetto disponibile è la versione 1.2.2 così descritto:

Package: handbrake (1.2.2+ds1-1)
strumento versatile per estrazione di DVD e transcodifica di video (GUI GTK+) 

HandBrake è uno strumento versatile e facile da usare per convertire DVD e altri video in oggetti multimediali in formato H.264, XViD o Ogg. È particolarmente utile per creare video che sono compatibili con dispositivi video portatili, come gli iPod/iPhone Apple o la PSP Sony.
Questo pacchetto contiene la variante grafica, ghb.

Da tempo per chi usa Ubuntu è possibile utilizzare l’ultima versione di handbrake grazie  il ppa  stebbins Packages in “HandBrake Releases” : HandBrake Releases : John Stebbins. Per chi utilizza Debian 10 propongo l’installazione passando per la compilazione.

Installare l’ultima versione di Handbrake in Debian 10.x da terminale

La procedura di compilazione di handbrake in Debian 10 è descritta compiutamente in due pagine del sito handbrake https://handbrake.fr/docs/en/latest/developer/install-dependencies-debian.html qui viene riportata in un unico post.

Prima fase predisporre debian per la compilazione installando tutte le dipendenze necessarie. In fondo al post l’elenco dei comandi e dei pacchetti

Installare le dipendenze per Debian 10 Buster:

sudo apt-get update
sudo apt-get install autoconf automake build-essential cmake git libass-dev libbz2-dev libfontconfig1-dev libfreetype6-dev libfribidi-dev libharfbuzz-dev libjansson-dev liblzma-dev libmp3lame-dev libnuma-dev libogg-dev libopus-dev libsamplerate-dev libspeex-dev libtheora-dev libtool libtool-bin libturbojpeg0-dev libvorbis-dev libx264-dev libxml2-dev libvpx-dev m4 make meson nasm ninja-build patch pkg-config python tar zlib1g-dev

Attenzione che siano installati i pacchetti meson e nasn dipendenze specifiche per buster

sudo apt-get install meson nasm


Per installare con il supporto Intel Quick Sync Video, installare le dipendenze QSV.

sudo apt-get install libva-dev libdrm-dev

Per disporre dell’interfaccia grafica GTK (GUI), è necessario installare le dipendenze grafiche.

sudo apt-get install intltool libappindicator-dev libdbus-glib-1-dev libglib2.0-dev libgstreamer1.0-dev libgstreamer-plugins-base1.0-dev libgtk-3-dev libgudev-1.0-dev libnotify-dev

e

sudo apt-get install libwebkit2gtk-4.0-dev || sudo apt-get install libwebkitgtk-3.0-dev

Adesso che tutte le dipendeze sono disponibili è possibili scaricare il repository handbrake presente su git e procedere alla compilazione:

clonare il repository Handbrake con

git clone https://github.com/HandBrake/HandBrake.git 

cd HandBrake

personalmente ho fatto qualcosina di un po’ più radicale utilizzando la directory /opt ma non è necessario

Le fasi per la compilazione installazione sono le solite:

./config             #   .1 
make                 #   .2
make check           #   .2b  ( per controllare la compilazione )
sudo make install    #   .3   ( per installare ) 

config può essere lanciato con alcune opzioni. Questo il comando base:

./configure --launch-jobs=$(nproc) --launch

Se si desidera il supporto per Quick Sync Video aggiungere l’opzione

--enable-qsv

Per disporre di handbrake da sola linea di comando disabilitare l’interfaccia grafica appendendo l’opzione

--disable-gtk

Lanciato ./config avremo nella directory Handbrake il comando da terminale HandBrakeCLI

Se compilato con l’interfaccia grafica come in questo caso avremmo la handbrake GUI ghb in Handbrake/gtk/src

L’installazione è opzionale e può essere eseguita secondo tradizione con

sudo make --directory=build install

Per ricompilare rimuovere la directory  build con:

rm -rf build

Per avviare Handbrake da terminale si deve digitare un acronimo derivato da handbrake-gtk.

:~$ ghb

Sources:

  • I files multimediali più comuni che le librerie libavformat e libavcodec supportano.
  • Quasiasi DVD o Bluray-like che non sia “copy-protected”. (la rimozione della protezione della copia non è supportata)

Outputs:

  • Formato files contenitore  : MP4(M4V),  Matrosca (MKV) e WebM
  • Video: H.264(x264), MPEG-4(ffmpeg), MPEG-2(ffmpeg), or Theora(libtheora)
  • Audio: AAC, CoreAudio AAC/HE-AAC (OS X Only), MP3, Flac, AC3, or Vorbis. AC-3, DTS, DTS-HD, AAC and MP3 pass-thru

Handbrake documentazione

Utilizzare handbrake

Alcune brevi considerazioni

Format:  I containers disponibili sono Matroska ( MKV ) e MP4 ( M4) e WebM

Convertire file .m4v in mp4

Se il codec video utilizzato è H264 il formato m4v può essere convertito nel più classico e diffuso .mp4 semplicemente rinominado l’estensione. In questo modo semplici NAS e media player potrebbero essere agevolati nello streaming del file multimediale.

Handbrake in genere non necessità di particolari impostazioni basta selezionare uno dei profili di destinazione tra i molti disponibili è premere il pulsante Start per avviare la conversione del file.

Handbrake 1.3.3 Presets e Pannello Video per la personalizzazione

Presets: Sulla destra sono disponibili i diversi presets suddivisi in 3 categorie General, Web, Devices, Matroska e Production.

Benchè le impostazioni di default rappresentani in genere un ottimo tra qualità e dimensione del file ci sono diversi pannelli e schede per personalizzare la conversione.

Disponibile anche la funzione Preview.
Nella scheda Dimension è disponible anche la funzione cropping.

Filter: La scheda filter consente di deinterlacciare un eventuale video interlacciato.

Video: la scheda consente di variare il video encoder oltre ad H.264 sono disponibili mpeg-2 e – mpeg-4 e VP3 Theora e di regolare il livello di compressione.

Audio: la scheda consente di agire per ogni traccia audio è possibile modificare l’encoder  e la qualità agendo su compressione  ( bitrate  ) e Mix.

Le altre schede disponibili rigurdano i Sottotioli, i Capitoli e i Tags.

Dipendenze:

  • autoconf
  • automake
  • build-essential
  • cmake
  • git
  • libass-dev
  • libbz2-dev
  • libfontconfig1-dev
  • libfreetype6-dev
  • libfribidi-dev
  • libharfbuzz-dev
  • libjansson-dev
  • liblzma-dev
  • libmp3lame-dev
  • libnuma-dev
  • libogg-dev
  • libopus-dev
  • libsamplerate-dev
  • libspeex-dev
  • libtheora-dev
  • libtool
  • libtool-bin
  • libturbojpeg0-dev
  • libvorbis-dev
  • libx264-dev
  • libxml2-dev
  • libvpx-dev
  • m4
  • make
  • meson
  • nasm
  • ninja-build
  • patch
  • pkg-config
  • python
  • tar
  • zlib1g-dev

Dipendenze per QSV ( Intel Quick Sync Video dependencies ) (opzionale):

  • libva-dev
  • libdrm-dev

Dipendenze per l’interfaccia Grafica:

  • intltool
  • libappindicator-dev
  • libdbus-glib-1-dev
  • libglib2.0-dev
  • libgstreamer1.0-dev
  • libgstreamer-plugins-base1.0-dev
  • libgtk-3-dev
  • libgudev-1.0-dev
  • libnotify-dev
  • libwebkit2gtk-4.0-dev (libwebkitgtk-3.0-dev for Debian 9)

Risorse:

Come determinare l’Harware del pc in Linux – Programmi ad interfaccia grafica

Linux mette a disposizione diversi strumenti per conoscere i dispositivi hardware presenti in un computer. Anche se il terminale la fa da padrone esistono alcuni strumenti ad interfaccia grafica che consentono di ottenere queste informazioni in modo decisamente più amichevole.

Per un elenco dei programmi e dei comandi da terminale che consentono di determinare l’hardware di un computer si può fare riferimento alla pagina del blog: Come determinare l’hardware del pc – linux

Per quanto riguarda i sofware ad interfaccia grafica hardinfo è probabilmente il programma di riferimento per quanto attiene alle informazioni di un sistema linux .
In XFCE è disponibile in System alla voce System Profile and Benchmark.

hardinfo – System Profiler and Benchmark

In fondo al post informazione aggiuntive su questo storico applicativo.
Esistono comunque anche altri applicativi interessanti che gli utenti meno smaliziati potranno utilizzare ed apprezzare per determinare e controllare l’hardware del sistema in un pc/notebook linux. Fra tutti Cpu-X se non altro perchè cerca di essere l’equivalente su linux del noto programma gratuito windows CPU-X di CpuID .

CPU-X

CPU-X come detto vuole essere una trasposizione per linux del noto CPU-Z. CPU-Z è un software aggiornato di frequente per far fronte al rilascio di nuovi processori che oltre ad informazioni dettagliate sulla cpu, fornisce informazioni su chipset, motherboard, memoria e anche una sezione di benchmark. Il look essenziale è invariato da anni. Di sequito di seguito un confronto dei dati forniti dai due programmi quello per windows 10 CPU-Z ver 1.9.1.0 e CPU-Z per linux vers 3.2.4. I due programmi sono stati fatti girare sullo stesso pc quello descritto nel post X79-P3 – una motherboard X79 completa ben riconosciuta da Debian 10.xx
Per precisione la versione linux utilizza è la debian-testing 10.x.
Come si può notare il sistema dei tab e analogo le informazioni disponibili non sono proprio le stesse. Ovviamente vista la sua lunga storia CPU-Z è più completo e ricco di informazioni. Comunque anche CPU-X come il suo omologo è in grado di estrarre le informazioni in tempo reale adifferenza di hardinfo. In conclusione CPU-X é un programma che si fa apprezzare perchè ci sono molti dati direi che sono abbastanza coerenti con il suo omologo, i sistem di benchmark è come si può notare nelle immagini in fondo sono diversi.

Per installare l’ultima versione la 3.2.4 di CPU-X che è ospitato in github si può fare riferimento alla pagina

https://github.com/X0rg/CPU-X/releases/tag/v3.2.4

in debian 10 conviene utilizzare la versione portable che può essere scaricata con

$ wget https://github.com/X0rg/CPU-X/releases/download/v3.2.4/CPU-X_v3.2.4_portable.tar.gz

decompressa al solito con

$ tar xzvf CPU-X_v3.2.4_portable.tar.gz

quindi avviare CPU-X con

$ cd CPU-X_v3.2.4_portable  
$ sudo ./CPU-X_v3.2.4_portable.linux64

Per installare CPU-Z in debian testing è sufficiente digitare da terminale

$ sudo apt install cpu-z

La versione corrente di CPU-X la 3.2.4 è del gennaio 2019.
Conviene in genere avviare la versione CPU-X ( Root ) che è disponibile nel menu System di XFCE

Status Pilatus

StatusPilatus è una interessante applicazione open source ad interfaccia grafica. Multipiattaforma è disponibile infatti per mac e win ha un look moderno. E’ in grado di fornire una visione d’insieme del sistema. I dati sui singoli componenti sono piuttosto essenziali mentre è privilegiata la parte relativa al monitoraggio. Applicativo è alla versione 0.5.0 merita comunque di essere provato e mostra interessanti spazi di sviluppo. La pagina per il download è https://github.com/PilatusDevs/StatusPilatus/releases/tag/0.5.0

In debian può essere agevolmente installata scaricando il pacchetto specifico di circa 60MB

wget https://github.com/PilatusDevs/StatusPilatus/releases/download/0.5.0/StatusPilatus_0.5.0_amd64.deb

installazione al solito con

sudo dpkg -i StatusPilatus_0.5.0_amd64.deb

se dovessero mancare pacchetti risovere digitando

$ apt -f install

avvio da terminale con

statuspilatus

in xfce4 si va a posizionare nel menu Office. Situazione un po ‘ stravagente …

Hardinfo

L’ immagine di seguito è uno screenshot di più di 5 anni fa. Questo evidenzia come l’organizazione di questo programma non sia sostanzialmente cambiata nel tempo. La versione disponibile infatti è la 0.6 alpha che risale a qualche anno. Le informazioni in diverse sezioni più complete dei programmi citati in precedenza. Tuttavia ad esempio quelle relative al processore non sono aggiornate in tempo reale come avviene in CPU-X così da consentire di ottimizzare le prestazioni o diagnosticare problemi.

Hardinfo computer summary

Per installare System Profile e BenchMark da terminale si digita:

$ sudo apt install hardinfo 

Per avviarlo da terminale si digita il nome originale preferibilmente utlizzando l’utente root così da avere più informazioni

$ sudo hardinfo

Anche la sezione benchmark di hardinfo è più ricca la sezione.
Comunque in linux sono presenti diversi applicativi specifici completi per avere benchmark completi ad esempio Phoronix Test Suite – rilasciata la versione 9.0 – la piattaforma di test e benchmarking per linux e applicativi per informazioni in tempo reale del sistema sia da terminale che grafiche.

Risorse:

Come trovare il codice Product Key di Windows 10 e tipi di licenze di Windows 10

Il Product Key che consente di attivare windows è un codice di 25 caratteri che ha il seguente aspetto.

CODICE PRODUCT KEY: XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX-XXXXX

Per visualizzare il product key sono disponibili diversi comodi software di terze parti che non richiedono installazione e script o comandi vari.
Cominciamo con i programmi Eccone alcuni.

  • ProduKey di Nirsoft
  • ShowKeyPlus di SuperFly
  • Windows Key Finder di LaserSoft

ProduKey

Produkey di nirsoft è il software più ricco di opzioni consente di visualizzare il numero di serie anche di altri prodotti di Windows come ad esempio Office… Produkey non estrae il dato leggendo il contenuto di UEFI quindi non può estrarre il Product Key dal firmware. Purtroppo lo stesso Windows Defender e altri antivirus o antimalware considerano il software potenzialmente pericoloso. Ciò non corrisponde alla realtà quindi bisogna creare delle eccezioni per consentire l’esecuzione del software.ù

Il sito web di NirSoft fornisce una raccolta unica di piccoli e utili tools freeware, tutti sviluppate da Nir Sofer.

Nella prossima immagine ProduKey visualizzerà oltre alla Windows Product Key anche la OEM Product Key di windows che viene registrata dagli OEM a livello di BIOS e accessibile anche da terminale o Power Shell

BIOS OEM windows product key

ShowKeyPlus

ShowKeyPlus può essere scaricato da ghithub https://github.com/Superfly-Inc/ShowKeyPlus/releases/tag/ShowkeyPlus oltre a visualizzare la Installed Key e il Product ID dispone di altre funzioni essenziali .

ShowKeyPlus

Windows Key Finder

Più essenziale Windows Key Finder di Lazesoft. Solo la product key e il possibile salvataggio e stampa della stessa.

Windows Key Finder

Oltre ai programmi per determinare il Product Key si possono usare il comando seguente se il product key e registrato a livello di Bios e lo script che segue se il product key non si trova a livello di BIOS.

Windows Product Key a livello di BIOS

Per determinare il Windows Product Key che gli OEM inseriscono nel BIOS si può utilizzare il seguente comando via terminale CMD oppure utilizzando PowerShell nella modalità Amministratore.

wmic path SoftwareLicensingService get OA3xOriginalProductKey

Prompt dei commandi OEM Bios Windows Product Key

Power Shell OEM Bios Windows Product Key

Product Key utilizzando uno script .vbs

googlando ho trovato il seguente script vbs per determinare il product key di windows senza far ricorso a programmi esterni.
Il codice genera una piccola finestra che visualizza il solo Product Key.
Nella immagine la finestra sopra il Blocco Note contente il codice.

product key con script visual basic

Per visualizzare il Product Key di windows copiare in un editor di testo e salvare con estensione .vbs il codice sotto riportato.

Set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
MsgBox ConvertToKey(WshShell.RegRead("HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\DigitalProductId"))

Function ConvertToKey(Key)
Const KeyOffset = 52
i = 28
Chars = "BCDFGHJKMPQRTVWXY2346789"
Do
Cur = 0
x = 14
Do
Cur = Cur * 256
Cur = Key(x + KeyOffset) + Cur
Key(x + KeyOffset) = (Cur \ 24) And 255
Cur = Cur Mod 24
x = x -1
Loop While x >= 0
i = i -1
KeyOutput = Mid(Chars, Cur + 1, 1) & KeyOutput
If (((29 - i) Mod 6) = 0) And (i <> -1) Then
i = i -1
KeyOutput = "-" & KeyOutput
End If
Loop While i >= 0
ConvertToKey = KeyOutput
End Function

slmgr per controllare gestire il Product Key

Windows mette a disposizione il programma slmgr un articolato programma da terminale che consente di inserire/sostituire/disattivare il productkey ma non di visualizzare il productkey esistente.

Licenze Windows 10

Tipi di licenze Wndows 10 per pc personali:

Licenza Retail : questa licenza è la più interessante perché può essere trasferita tra computer diversi.

Licenza Windows Retail channel

Licenza OEM: in genere legata alla motherboard o ad un singolo PC potrebbe non essere trasferibile

Licenza Windows OEM Channel

Licenza a Volume: solitamente fornite ad aziende/organizzazioni con una unica licenza è possibile attivare più postazioni di Windows. Per l’EULA di Microsoft non sarebbero trasferibili. Per la normativa Europea queste licenze sono considerate comunque trasferibili. Attualmente acquistabili a prezzi particolarmente contenuti.

Per ottenere informazioni più dettagliate si può utilizzare il comando:

slmgr /dlv

Scadenza della licenza di Windows

Per controllare la scadenza della licenza di windows corrente si può utilizzare il comando

slmgr /xpr

Le licenza Retail e OEM normalmente non hanno scadenza

Disattivare il codice di attivazione

slmgr /upk ( ID Attivazione)

Attivare il Product Key

slmgr /ipl ( Product Key )

Ovviamente le informazioni relative all’attivazione sono disponibili nella sezione:

Impostazione > Sistema > Informazioni sul sistema 

dove è disponibile la sezione Specifiche Windows con l’opzione

Modifica il codice Product Key o aggiorna l’edizione di Windows

Risorse:

https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Product-Key-Windows-come-trovarlo_13123

Utilizzare Debian in Windows 10

Windows 10 da la possibilità di utilizzare la bash linux e diversi applicativi da terminale. Attivato il Sottosistema Windows per Linux è possibile installare dal Microsoft Store l’ App linux desiderata. Nel post la procedura per l’installazione di Debian in Windows 10 .

Se si prova ad installare Debian senza il Sottosistema Windows per Linux si ottiene l’errore seguente:

Installing, this may take a few minutes…
WslRegisterDistribution failed with error: 0x8007019e
The Windows Subsystem for Linux optional component is not enabled. Please enable it and try again.
See https://aka.ms/wslinstall for details.
Press any key to continue…


Per poter utilizzare Debian, Ubuntu e altre distro linux seguire i seguenti passaggi, che prevedono l’attivazione della modalità Sviluppatore, l’installazione del Sottosistema Windows per Linux, e l’installazione dell’App Debian:

Attivare la modalità Sviluppatore/Developper

Attendere l’installazione del pacchetto Modalità sviluppatore

Abilitare il Sottosistema Windows per Linux in Attivazione o disattivazione delle Funzionalità Windows come visualizzato nelle figure che seguono

Installazione Sottosistema Windows per Linux

Installato il sottosistema Windows per Linux è necessario riavviare il computer:

Riavvio richiesto dopo installazione del Sottosistema Windows per Linux
Attivazione o disattivazione delle funzionalità di Windows 10

Al riavvio una volta lanciato Debian si avrà a disposizione la bash linux per il login. Inserire lo username e la password desiderata

Primo login in Debian Windows 10

E dopo un bel update tradizionale con

sudo apt update

procedere con l’installazione dei pacchetti. In questo caso il client openssh

installazione di pacchetti Debian Linux da terminale in Windows 10

E’ possibile avviare più Applicazioni Debian. Sotto due finestre una con il classico mc. Si possono osservare le cartelle disco c che viene montato in /mnt/c automaticamente.

due app Debian Linux in Windows 10

Nell’immagine seguente una connessione Desktop remoto che utilizza un tunnel realizzato con openssh-client utilizzando proprio la bash debian di Windows 10.

Il questo caso il tunnel consente la connessione a un server remoto Windows 2012R .

tunnel ssh in windows 10 con openssh App Debian

Bash Linux non si avvia

Purtroppo può succedere che la bash linux non si avvi come evidenziato nella schermata seguente:


La soluzione più semplice per rivolvere consiste riavviare tenendo premuto il tasto maiuscolo ( SHIFT+Reboot). Questo permette di realizzare un restart completo di Windows 10 ( FULL reboot). Infatti la normale azione di spegnimento/riavvio per velocizzare l’avvio di windows conserva informazioni dell’ultima sessione e questo può causare il mancato avvio della bash linux.
Per completezza è bene precisare che usando Riavvio/Spegni tenendo premuto il tasto MAIUSC si entrerà in modalità di mantenimento. A questo punto si potra scegliere:
1) Spegni il PC e riavviare normalmente
oppure
2) Continua (Esci e continua con Windows 10 )


Risorse disponibili in
https://github.com/Microsoft/WSL/issues/849
altri materiali documento Microsoft:
https://docs.microsoft.com/en-us/windows/wsl/troubleshooting#installation-issues-after-windows-system-restore

Risorse:

Adattori USB type C femmina e USB 3.0 maschio per Hub USB type C multifunzione – velocità a 5 Gbps

Orami si possono acquistare a prezzi interessanti diversi Hub tipo C multifunzione che oltre a porte Usb 3.0, presentano lettori SD e TF, porta Ethernet, HDMI 4K e porta di ricarica.
Questi dispositivi sono particolarmente utili quando si utilizzano ultrabook con poche porte o MacBook.

Per poterli utilizzare anche come hub per porte USB 3.0 è necessario dotarsi di un adattore specifico.

Type-C female
USB3.0 male

L’adattore avrà porta USB type C di tipo femmina e una porta USB 3.0 di tipo maschio.

Adattatori USB type C femmina e USB 3.0 maschio

Purtroppo per la struttura di questi adattatori la porta femmina consente di ottenere la velocità di 5 Gbit/s USB 3.0 solo su un lato mentre l’altro lato consente la sola velocità USB 2.0 480Mbps. Del resto USB Type-C (USB-C) è uno standard di connettori ed è compatibile con le versioni USB 3.1, 3.0 e anche 2.0 . Di fatto il Tipo-C è una sostituzione dei precedenti standard Tipo-A e Tipo-B.

Nel grafico l’adattatore collegato con il lato USB-C ottimale. La velocità di lettura e scrittura di una chiavetta Samsung Muf USB 3.0 da 128GB risulta di tipo massimale.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 3.1

Se si ruota il cavo Type C del hub di 180° gradi la velocità passa a USB 2.0 con un degrado consistente delle prestazioni.

rotazione Type C di 180°

Come si può vedere dal benchmark le prestazioni in lettura e scrittura della pendrive Samsung 128 diventano proprio quelle di una classica chiavetta USB 2.0.

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB Connettore Hub lato 2.0

In questo caso l’adattore Type C female – USB 3.0 male si comporta come l’adattore Tipo-C femmina e USB 2.0 maschio in basso. Questo adattatore Type-C risulta essere anche decisamente più contenuto in dimensioni e più economico.

Adapter USB C Fem. – USB 2.0 Male

L’hub multifunzione nelle immagini è un iHarper6in1.
Lo stesso comportamento si ottiene anche con altri hub ad esempio il multifunzione Abask 8in1

Abask hub multifuzione 8 in 1

Benchmark lettura scrittura della pen Samsung 128GB con lato Type-C femmina connettore del hub multifuzione Abask 8in1.

Hub Type-C 8in1  con HDMI 4K, Porta Ethernet RJ45, 3 Porte USB 3.0, Lettori SD e TF, Porta di Ricarica PD da 100W

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 3.1

Rotazione di 180° gradi del connettore Type-C del hub 8in1 e passaggio alla velocità USB 2.0. Con drastico degrado delle prestazioni che scendono a 480 Mbps

Benchmark Lettura Scrittura su pendrive samsung 128GB – Connettore Hub Abask lato 2.0

Un ultimo test con un Hub Type-C BCMaster. Un semplice Hub con 4 porte 3.0 stesso risultato dei benchmark

Velocità ottimale 5Gbps

Rotazione del connettore e velocità a 480Mbps

Connettore USB

Di seguito caratteristiche tecniche, piedinature, dei connettori USB 1.0, USB 2.0, USB 3.0, USB 3.1, USB type C.

https://de.wikipedia.org/wiki/Universal_Serial_Bus

Nome Versione Velocità
Low SpeedUSB 1.00,15 MB/s
Full SpeedUSB 1.01 MB/s
Hi-SpeedUSB 2.040 MB/s
SuperSpeedUSB 3.0
(USB 3.1 Gen 1)
300 MB/s
SuperSpeed +USB 3.1
(USB 3.1 Gen 2)
900 MB/s
USB 3.2
(USB 3.2 Gen 2×2)
1.800 MB/s
Versione Tensione Amperaggio Potenza
Nominale Ammissibile max. max.
USB 1.0 / 1.1
(Low-Powered-Port)
5 V 4,40–5,25 V 0,1 A 000,5 W
USB 2.0
(High-Powered-Port)
4,75–5,25 V 0,5 A 002,5 W
USB 3.0 / 3.1 4,45–5,25 V 0,9 A 004,5 W
USB-BC 1.2
(USB Battery Charging)
1,5 A 007,5 W
USB Type C 3,0 A 015,0 W
USB-PD
(USB Power Delivery)
5, 12 oder 20 V 5,0 A 100,0 W

Dettagli piedinatura connettore USB 3.0

Piedinatura del connettore USB 3.0 Standard-B e USB 3.0 Powered-B

http://www.thesoundmaster.it/pinouts/usb.php

Piedinatura del connettore USB Type C

https://fr.wikipedia.org/wiki/USB_Type-C

USB Type-C pinout.svg

Risultati immagini per connettore USB type C

Evoluzione dei Connettori USB

da PC Professionale

OTG USB On The Go

In condizioni classiche il collegamento USB vede una periferica agire da master/host il computer e la periferica collegata stampante, chiavetta, … da peripheral/slave. In questi casi il master ha il pieno controllo e governa lo slave. Con l’introduzione dell’USB OTG lo scenario è cambiato non esiste più l’esigenza di differenziare i ruoli fissi di master e slave senza l’esigenza di driver specifici.

Più in dettaglio l’USB On The Go (OTG) fa si che un “cavo” con queste specifiche consenta ad una periferica di agire sia da (1) host, cioè da master ( ad esempio un cellulare legge una memoria esterna ) che da (2) peripheral da slave cioè il cellulare si presenta come una memoria se collegato ad un computer esterno. Quindi banalizzando il cavo OTG USB “On The GO” consente di ampliare le funzionalità di connessione di un dispositivo con connettore USB che così può interagire con una molteplicità di periferiche.

Qualsiasi terminale dotato di porta Type C supporta la tecnologia OTG autoalimentata. Praticamente in questo modo uno dispositivo come una smartphone puo agire da mini-computer.

Gli hub usb tradizionali in genere non supportano la modalità OTG e accettano solo dispositivi slave/peripheral slave.

Esempio


Qui se consideriamo una chiavetta USB dual con due connettori: uno micro USB e uno standard USB A 3.0. Per collegarla ad uno smartphone con un connettore type C standard USB 2.0 ( 480Mbit/sec) possiamo utilizzare un cavo USB con connettore di type C da un lato e USB A femmina dall’altro. Se il cavo è OTG lo smartphone avrà la funzionalità di leggere la chiavetta. Ma anche la possibilità, lo smartphone, di presentarsi come una memoria di massa come se fosse una chiavetta verso un computer . (Cioè grazie al cavo OTG potrà svolgere sia la funzione di master che di slave )

Risorse:

Phoronix Test Suite – rilasciata la versione 9.0 – la piattaforma di test e benchmarking per linux

Aggiornamento 2020

Phoronix Test Suite Logo

La Phoronix test suite è una piattaforma di test è benchmarking open source particolarmente completa. Per le macchine linux è probabilmente la più completa. La suite è multipiattaforma pertanto è disponibile anche per i sistemi macOS, Windows …

La suite di test è affiancata dalla una piattaforma di archiviazione per la condivizione dei test: OpenBenchmarking.org

Per l’utilizzo di questa suite di test l’installazione non è obbligatoria è possibile infatti eseguire localmente la suite una volta che il pacchetto è stato decompresso. Unica dipendenza la PHP Command-line in genere disponibile come pacchetto php,php7-cli, php5-cli o php7.

Tra le caratteristiche salienti della 9.0 una nuova versione del visualizzatore dei risultati per offrire più funzionalità che vedrà un ulteriore potenziamento con la versione 9.2. Inoltre miglioramenti nel rilevamento hardware/software e una varietà di altre aggiunte.

La Versione Universal Linux/BDS/MacOS .tar.gz può essere scaricata con

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

E decompressa con il solito

$ tar xzvf phoronix-test-suite-9.0.0.tar.gz

Chi usa debian/ubuntu può anche scaricare lo specifico pacchetto .deb con:

$ wget https://phoronix-test-suite.com/releases/repo/pts.debian/files/phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

e installare il pacchetto da terminale con

dpkg -i phoronix-test-suite_9.0.0_all.deb

Il comando base è

phoronix-test-suite 

un test di base valido per la CPU è avviabile con

$ phoronix-test-suite benchmark smallpt

Nell’immagine sotto come si presenta il terminale.
Al termine si vedono le due domande finali e la scelta operata:
– Y (yes) alla domanda di visualizzazione del risultato nel browser.
– N alla richiesta di caricamento dei risultati su OpenBenchmarking.org

Risultato visualizzato a livello di browser

Utilizzo della CPU durante il test smallpt

Centinaia i benchmark e i test per mettere sotto stress i vari componenti del sistema: processore, dischi, memoria, grafica, …

per elencare tutti i tests:

$ phoronix-test-suite list-all-tests

Un esempio di test per le performance 3D

$ phoronix-test-suite benchmark unigine-heaven

oppure installare il test e quindi avviarlo con

$ phoronix-test-suite install unigine-heaven
$ phoronix-test-suite run unigine-heaven

X79-P3 Phoronix Unigine-Heaven

Breve video con Unigine-Heaven v.4.0. Modalità windows.

Molti i comandi disponibili ragruppati nelle categorie:
System, Test Installation, Testing, Batch Testing, OpenBenchmarking.org , Information, Assets Creation, Result Management, Other, Modules, User configuration, … :

$ phoronix-test-suite list-all-tests
Phoronix-test-suite: I primi test elencati dal comando
$ phoronix-test-suite show-result smallpt2x79-e52658-v35B

grazie a phoronix è possibile ottenere le informazioni del sistema con:

$ phoronix-test-suite system-info

Phoronix può elencare anche i sensori presenti nel sistema

$ phoronix-test-suite system-sensors 

Il comando diagnostic consente di visualizzare versione, percorsi di installazione, variabili di vario tipo …

$ phoronix-test-suite diagnostics

Risorse:

“mount error(112): Host is down”

Se in Debian 10  provando a montare una risorsa di tipo Windows share con il comando mount -t cifs ( mounting samba share )

esempio

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare

si ottiene l’errore

mount error(112): Host is down

Risolvere provando a impostare la versione 1.0 di samba 

$ mount -t cifs -o username=xxxxxx,vers=1.0 //10.0.1.111/myshare /mnt/winshare


E’ bene precisare che attualmente la versione 1.0 è considerata non sicura.  Tuttavia diversi dispositivi come i validi modem router Fritz!Box offrono questo tipo di servizio per accedere alle unità di memoria che vengono collegate alle porte USB. Di fatto in questo modo i modem router Fritz!Box offrono funzionalità NAS di base.  

Fritz!Box Memoria NAS ( SMB) vers 1.0

 

Altri esempi con precisati altri parametri che potrebbero risultare utili in vari contesti e distribuzioni:

sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

sudo mount -t cifs -o username=pippo,vers=1.0,uid=pluto,gid=pluto //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www
sudo mount -t cifs -o username=pippo,password=topolino, vers=1.0 //10.0.3.165/www /mnt/mnt165/www

Risorse:

Pale Moon ver 28.6 in Debian 9.xx

Rilasciata la versione 28.6 di Pale Moon ( release notes ). Nato come fork di Firefox con engine Gecko, è un browser open source che da importanza all’aspetto della personalizzazione completa dell’esperienza utente. Da circa un anno utilizza l’engine, Goanna, che è un fork sviluppato in proprio dell’engine Gecko. Per le estensioni si avvale del sistema Uxp derivato dalla tecnologia di Firefox XUL, garantisce il supporto ai plugin Npapi (es:Adobe flash) . Pale Moon ha come obiettivo “fornire una stretta aderenza agli standard e alle specifiche web ufficiali nella sua implementazione (con un minimo compromesso) ed esclude espressamente un eccessivo numero di funzionalità per raggiungere un equilibrio tra uso generale, prestazioni e progressi tecnici sul Web.”

Per operare in modo ottimale richiede:
1GB o meglio ancora 2GB di RAM
GTK+ v 2.24
Glib 2.22 o superiore
Pango 1.14 o superiore
libstdc++ 4.6.1 o superiore

” Pale Moon is, and will always be, completely FREE to download and use! (Open Source and Freeware) “

Installazione Pale Moon in Debian 9.xx

Può essere scaricato come tarball bzipped tarball che, una volta estratto, potrà essere avviato da qualsiasi locazione del sistema.

Download da terminale della versione a 64 bit con 47MB

wget https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
 /opt # wget  https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
--2019-07-03 00:35:00-- http://wget/
Resolving wget (wget)... failed: Name or service not known.
wget: unable to resolve host address ‘wget’
--2019-07-03 00:35:00-- https://linux.palemoon.org/datastore/release/palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2
Resolving linux.palemoon.org (linux.palemoon.org)... 104.20.60.158, 104.20.61.158, 2606:4700:10::6814:3c9e, ...
Connecting to linux.palemoon.org (linux.palemoon.org)|104.20.60.158|:443... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 48945623 (47M) [application/octet-stream]
Saving to: ‘palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2’

palemoon-28.6.0.linux-x86 100%[=====================================>] 46.68M 1.06MB/s in 45s

2019-07-04 00:35:46 (1.04 MB/s) - ‘palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2’ saved [48945623/48945623]

FINISHED --2019-07-04 00:35:46--
Total wall clock time: 46s
Downloaded: 1 files, 47M in 45s (1.04 MB/s)

controllare il file scaricato con

# sha256sum palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2 
59eb62e589f80bbb3070fd4e31ee29db875c3d85e7dc3ee7807c3af4f1ac2056  palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2

decomprimere con

tar jxvf palemoon-28.6.0.linux-x86_64.tar.bz2 

decompresso Pale Moon occupa su disco 111MB.
Per avviare da terminale digitare

# ./palemoon/palemoon

In Debian 9.xx può essere installato anche utilizzando lo specifico repository Pale Moon repositories for Debian and Ubuntu — mantenuto da Steve Pusser.

Per aggiungere la Key del repository ad apt

# wget -nv https://download.opensuse.org/repositories/home:stevenpusser/Debian_9.0/Release.key -O Release.key
apt-key add - < Release.key

Per aggiungere il repository ad apt al solito

echo 'deb http://download.opensuse.org/repositories/home:/stevenpusser/Debian_9.0/ /' > /etc/apt/sources.list.d/home:stevenpusser.list

Per installare:

apt-get update
apt-get install palemoon

Risorse:

Aggiornare WordPress Manualmente – Windows 2012

Talvolta può rendersi necessario l’upgrade manuale di wordpress.
Di seguito i passi per portare a termine la procedura su server windows 2012 la procedura è simile a quella utilizzata per aggiornare manualmente wordpress su macchine linux.  La procedura descritta anche se ha validà generale è applicata all’aggiornamento di wp da 4.9.9 a 5.2.2. La procedura per l’update manuale è raggiungibile su wordpress.org con il seguente link wp manual update.

Backup completo di wordpress

Il primo passa da compiere consiste del  realizzare un backup completo del sito.

Se si dispone di un backup e qualcosa va storto si può sempre ripristinare wordpress e riprovare. 

Un bel zip della cartella di wordpress con le classiche sottodirectory wp-admin, wp-content, wp-includes e il backup dell’azplicazione è pronto.

wp_backup_w2008

E’ opportuno copiare non solo le cartelle ma anche il database.
E’ infatti altamente probabile che l’aggiornamento determini un upgrade anche del database.
Per il backup del database si può utilizzare mysqldump

Aggiornamento Manuale da WordPress 4.9.6 a WordPress 5.2.2

.1) Disattivare i plugins presenti. Spuntare i checkbox di tutti i plugins e applicare Deactivate bulk action.

.2) Scaricare l’ultima versione, attualmente la 5.2.2, di wordpress che è  disponibile alla pagina:  https://wordpress.org/download/.
File: https://wordpress.org/latest.zip

Decomprimere il file wordpress-5.2.2.zip scaricato. Si otterrà la classica struttura a cartelle che corrisponde a quella sopra riportata in occasione del backup.

.3) Posizionarsi nella cartella dell’installazione corrente di wp

cancellare le directory dell’installazione corrente:
wp-admin
wp-include
sostituirle copiando le corrispondenti directory ( wp-admin e wp-include ) dalla nuova versione scaricata

Sovrascrivere la cartella wp-content dell’installazione corrente con la corrispondente cartella della nuova versione.

Copiare e sovrascrivere i file presenti nella directory root con i corrispondenti file della nuova versione.

.4) Potrebbe essere opportuno un confronto con un analizzatore di differenze tra i file. Tra il nuovo wp-config.sample.php e wp-config.php per vedere se la nuova versione richiede di apportare integrazione al file wp-config.php corrente. Come camparatore si può utilizzare meld

.5) Effettuare il log in wordpress. Se si presenta la necessità di effettuare l’update del database si verrà reindirizzati alla pagina /wp-admin/upgrade.php. Seguire le indicazioni per effettuare l’aggioranemtno del dataabse.

.6) Riattivare i plugins

Risorse:

Linux installazione Full su pendrive USB e multibootusb

Le pendrive USB oramai offrono  a costi ragionevoli una quantità di spazio in termini GB di tutto rispetto (64/128GB) ,  con prestazioni superiori ad un hard disk tradizionale velocità superiori ai 250MB/s in velocità di lettura che possono superare  i 100 MB/s in scrittura ( Benchmark di chiavette USB flash drive memoria stick pendrive USB in Linux ). Le tradizionali distribuzioni linux Live seppur assistite dalla persistenza purtroppo non risultano abbastanza funzionali. Infatti per la persistenza viene utilizzato un unico file il cui accesso dall’esterno risulta problematico. Inoltre se su partizione FAT32 non rappresentano il massimo in termini di stabilità. Quindi è preferibile anche disporre di una installazione di Linux completa direttamente su USB ( full Linux USB) .

Questa operazione può essere portata agevolmente in porto installando linux direttamente su chiavetta usb come se si trattasse di un hard disk interno.
Il problema del booting può essere affrontato con successo sfruttando la praticità di un tools come multibootusb (  Multibootusb installazione e utilizzo in debian 9.xx ) che consente anche l’avvio diretto delle ISO.
Anzi grazie a multibootusb  potremmo avere a disposizione su una pendrive USB :

  • distribuzioni LIVE avviabili magari con la persistenza
  • distribuzioni linux in formato ISO
  • installazioni complete Linux su USB
  • installazioni clonate full linux
  • copie di backup delle configurazioni di grub ( grub.cfg) dei propri computers.

Il tutto può essere testato ( menu e distribuzioni ) senza riavviare il computer grazie all’opzione Boot ISO/USB che si appoggia all’emulatore  QEMU.

Fattore critico, la chiavetta, che deve essere di buona qualità. Diversamente se ad esempio viene persa la connessione USB si ha il “freeze” del sistema Linux.

Dopo aver installato 2 Live, 4 full distro ( Debian, MX, Ubuntu, Starky )  e aver copiato diverse copie di backups su una chiavetta samsung muf da 128GB il menu GRUB si potrebbe presentare nel modo seguente.

Le voci evidenziate sono ottenute rinominando  i file grub.cfg generati dalle procedure di grub-install  e/o update-grub e copiandoli nella directory grub di multibootusb.

Viste le diverse copie di configurazioni grub.cfg utilizzate  la directory grub di multibootusb potrebbe diventare un po’  affollata.

Le modifiche al file principale grub.cfg sono fatte manualmente e consistono in semplici menuentry che richiamano gli altri file grub.cfg copiati:

#start Avvio MX183-full msdos3
menuentry 'x Avvio MX183-full - msdos3/USB' {configfile /multibootusb/grub/grub_MX183_full.cfg}

Cliccando ad esempio il menu entry  sopra elencato ‘x  avvio MX183 …. ‘  infatti si ottiene un nuovo menu grub.

Come evidenziato sono presenti diverse copie di backup di file grub.cfg rinominati di vari computers.
Infatti può fare comodo avere copie di backup di grub.cfg  per avvi di emergenza sopratutto quando si attivano procedure di manutenzione che coinvolgono gli hard disk.
La schermata di un GRUB.cfg di backup.

Alcune distribuzioni  potrebbero essere installate utilizzando l’opzione per l’avvio diretto delle ISO di nultiboot.
La funzionalità dell’avvio diretto delle ISO è supportata dalla versione 8.9 di multibootusb e utilizza la procedura  ( MultiBoot USB avviare ISO da pendrive USB ) di Agus Lopez. Le ISO che sono accessibili con menu <scan and boot ISOs under /multibootusb/iso -> però non possono trovarsi nella stesso disco su cui si effettua l’installazione.

Un elenco di  ISO automaticamente individuate e direttamente avviabili in una chiavetta con multibootusb.

L’installazione della distribuzione linux su chiavetta USB avviene in modo tradizionale.
E’ importante prestare attenzione alla gestione del partizionamento.
E preferibile partizionare preventivamente la chiavetta USB. La partizione per multiboot è bene che sia di tipo FAT32. In questo caso è di circa 40 GB.
Il partizionamento potrebbe essere sia MBR che GTP.  Visto l’uso anche come chiavetta per avvi di emergenza si può optare per la soluzione più conservativa la MBR.

L’installazione è bene che sia tutta su una sola partizione quella di root ( /).

E’ meglio evitare la creazione della partizione di swap, per non stressare troppo l’unità usb .

All’atto dell’installazione potrebbe essere preferibile non installare grub così da evitare la sovrascrittura e di dover reinstallare il bootloader di multibootusb.

Quando si dispone di una distribuzione linux full installata è possibile con una ISO Live e la modalità chroot lanciare il comando  l’update-grub e ottenere un nuovo file.grub.cfg in grado di avviare TUTTE le full presenti nella pendrive usb. Queste operazioni possono essere eseguite a livello di emulatore QEMU supportato da multibootusb.

In figura MX 8.3 Live da ISO nell’ ambiente QEMU.  I comandi usati per ottenere il file grub.cfg sono visibili nel terminale.

MX è installato nel partizione sda3.

sudo su
mount /dev/sda3 /mnt

mount --bind /dev /mnt/dev
mount --bind /proc /mnt/proc
mount --bind /sys /mnt/sys

adesso lavorariamo grazie a chroot sul sistema montato

chroot /mnt

aggiorniamo grub con

update-grub

uscire  da chroot e smontare i percorsi del sistema

exit

umount /mnt/dev
umount /mnt/proc
umount /mnt/sys 

umount /mnt

 

Sempre dall’interno della Live si può copiare il file grub.cfg in multimediausb/grub

mkdir /media/sda1     # partizione FAT32 con multibootusb
mkdir /media/sda3     # partizione ext4 per MX 18.3 

mount /dev/sda1  /media/sda1
mount /dev/sda3  /media/sda3

per sicurezza meglio avere una copia del grub.cfg di multibootusb

cp /media/sda1/multibootusb/grub/grub.cfg   /media/sda1/multibootusb/grub/grub_copia.cfg

copiare rinominando il file grub.cfg prodotto con l’update-grub per l’avvio delle Live

cp /media/sda3/boot/grub/grub.cfg /media/sda1/multibootusb/grub/grub_Lfull.cfg

il menu entry

#start Avvio grub 2 personal 
menuentry 'x Avvio Full Linux - All/USB' {configfile /multibootusb/grub/grub_full.cfg}

consentirà di visualizzare la seguente schermata grub

 

 

Risorse: