Convertire un disco da MBR a GPT in Linux

GPT o GUID Partition Table è una architettura per la tabella delle partizione di un disco fisso che è parte dell’iniziativa EFI ( Extensible Firmware Interface )  e si espande sul precedente MBR schema che ha caratterizzato i pc intel.  Per questioni di compatibilità  è presente un riferimento MBR così da evitare che applicazioni MBR non riconoscano e sovrascivano il GPT.

gdisk o  GPT fdisk  è un applicazione che consente di convertire la tabella di partizioni da MBR  nel formato GPT senza perdita di dati .

In Debian linux gdisk si installa con il tradizionale

# apt install gdisk

Per trasformare un disco da MBR avviare  gdisk in modalità  super user  con il percorso dellìunità da convertire

# gdisk /dev/sdd
# gdisk /dev/sdd
GPT fdisk (gdisk) version 1.0.1

Partition table scan:
  MBR: MBR only
  BSD: not present
  APM: not present
  GPT: not present

***************************************************************
Found invalid GPT and valid MBR; converting MBR to GPT format
in memory. THIS OPERATION IS POTENTIALLY DESTRUCTIVE! Exit by
typing 'q' if you don't want to convert your MBR partitions
to GPT format!
***************************************************************
Command (? for help): 

gdisk ci informa che la tabella è di tipo MBR  e che sta convertendo in memoria MBR to GPT. p elenca le partizioni.

Command (? for help): p
Disk /dev/sdd: 60063744 sectors, 28.6 GiB
Logical sector size: 512 bytes
Disk identifier (GUID): 0AAB9071-64BD-4A15-86F9-8D3E9B9F34DC
Partition table holds up to 128 entries
First usable sector is 34, last usable sector is 60063710
Partitions will be aligned on 2048-sector boundaries
Total free space is 39743548 sectors (19.0 GiB)

Number  Start (sector)    End (sector)  Size       Code  Name
   1        11278336        13930495   1.3 GiB     0700  Microsoft basic data
   2        21985280        39653248   8.4 GiB     0700  Microsoft basic data

Con m si accede al menu. Se si preme w si scrive su disco il contenuto della memoria con la partizioni MBR convertite in formato GPT.

Final checks complete. About to write GPT data. THIS WILL OVERWRITE EXISTING
PARTITIONS!!

Do you want to proceed? (Y/N): 
OK; writing new GUID partition table (GPT) to /dev/sdd.
Warning: The kernel is still using the old partition table.
The new table will be used at the next reboot or after you
run partprobe(8) or kpartx(8)
The operation has completed successfully.

Creazione partizione EFI System digitando n. La partizione  EFI system ( ESP Partition)  contiene i boot loader per i SO da avviare ed è utilizata dal firmware UEFI in fase di avvio del computer.

Command (? for help): n
Partition number (1-128, default 1): 1
First sector (34-60063710, default = 39653376) or {+-}size{KMGTP}: 2048
Last sector (39653376-60063710, default = 60063710) or {+-}size{KMGTP}: +512M
Current type is 'Linux filesystem'
Hex code or GUID (L to show codes, Enter = 8300): 
0700 Microsoft basic data  0c01 Microsoft reserved    2700 Windows RE          
3000 ONIE boot             3001 ONIE config           3900 Plan 9              
4100 PowerPC PReP boot     4200 Windows LDM data      4201 Windows LDM metadata
4202 Windows Storage Spac  7501 IBM GPFS              7f00 ChromeOS kernel     
7f01 ChromeOS root         7f02 ChromeOS reserved     8200 Linux swap          
8300 Linux filesystem      8301 Linux reserved        8302 Linux /home         
8303 Linux x86 root (/)    8304 Linux x86-64 root (/  8305 Linux ARM64 root (/)
8306 Linux /srv            8307 Linux ARM32 root (/)  8400 Intel Rapid Start   
8e00 Linux LVM             a500 FreeBSD disklabel     a501 FreeBSD boot        
a502 FreeBSD swap          a503 FreeBSD UFS           a504 FreeBSD ZFS         
a505 FreeBSD Vinum/RAID    a580 Midnight BSD data     a581 Midnight BSD boot   
a582 Midnight BSD swap     a583 Midnight BSD UFS      a584 Midnight BSD ZFS    
a585 Midnight BSD Vinum    a600 OpenBSD disklabel     a800 Apple UFS           
a901 NetBSD swap           a902 NetBSD FFS            a903 NetBSD LFS          
a904 NetBSD concatenated   a905 NetBSD encrypted      a906 NetBSD RAID         
ab00 Recovery HD           af00 Apple HFS/HFS+        af01 Apple RAID          
af02 Apple RAID offline    af03 Apple label           af04 AppleTV recovery    
af05 Apple Core Storage    bc00 Acronis Secure Zone   be00 Solaris boot        
bf00 Solaris root          bf01 Solaris /usr & Mac Z  bf02 Solaris swap        
bf03 Solaris backup        bf04 Solaris /var          bf05 Solaris /home       
bf06 Solaris alternate se  bf07 Solaris Reserved 1    bf08 Solaris Reserved 2  
Press the  key to see more codes: 
bf09 Solaris Reserved 3    bf0a Solaris Reserved 4    bf0b Solaris Reserved 5  
c001 HP-UX data            c002 HP-UX service         ea00 Freedesktop $BOOT   
eb00 Haiku BFS             ed00 Sony system partitio  ed01 Lenovo system partit
ef00 EFI System            ef01 MBR partition scheme  ef02 BIOS boot partition 
f800 Ceph OSD              f801 Ceph dm-crypt OSD     f802 Ceph journal        
f803 Ceph dm-crypt journa  f804 Ceph disk in creatio  f805 Ceph dm-crypt disk i
fb00 VMWare VMFS           fb01 VMWare reserved       fc00 VMWare kcore crash p
fd00 Linux RAID     
Hex code or GUID (L to show codes, Enter = 8300): ef00
Changed type of partition to 'EFI System'

Riordinare le partizioni

Capita a seguito di cancellazione e creazione che il numero della partizione non sia coerente con la sua posizione nel disco. Per avere corrispondenza tra layout e numero di partizione si può utilizzare l’opzione  per l’ordinamento s (sort partitions) .

...
Number  Start (sector)    End (sector)  Size       Code  Name
   1            2048         1050623   512.0 MiB   EF00  EFI System
   2        21985280        39653248   8.4 GiB     0700  Microsoft basic data
   3        13930496        21985279   3.8 GiB     0700  

Command (? for help): s
You may need to edit /etc/fstab and/or your boot loader configuration!

...
Number  Start (sector)    End (sector)  Size       Code  Name
   1            2048         1050623   512.0 MiB   EF00  EFI System
   2        13930496        21985279   3.8 GiB     0700  
   3        21985280        39653248   8.4 GiB     0700  Microsoft basic data


 

 

Applicativi

  • gdisk: Convertire  MBR in GPT ( senza perdita di dati )
  • Microsoft’s MBR2GPT Disk Conversion Tool
  • Diskpart: convertire  MBR in GPT ( windows – distruttivo)
  • gptgen: convertire MBR in GPT ( senza perdita di dati )
  • partition assistant convertire  MBR in GPT ( senza perdita di dati )
  • rEFInd:  rEFInd può rilevare automaticamente i boot loader EFI installati e presenta un funzionale menu GUI di opzioni di avvio.

 

Risorse:

 


		
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Multibootusb installazione e utilizzo in debian 9.xx

Multibootusb è una comoda applicazioni in python per Linux e Windows che consente di avere su una stessa chiavetta usb molte distribuzioni Linux e non solo.

E’ possibile anche avviare diverse distribuzioni direttamente dall’immagine ISO. Questo dalla versione 9.1.

Multibootusb sfrutta il comando dd per scrivere direttamente il file ISO su chiavetta USB.

La chiavetta usb e le distro installare possono essere testare senza riavviare il computer.

Consiglio di utilizzare per la chiavetta USB il partizionamento MBR. Il GPT pur supportato dalla versione 8.9 non sempre funziona.

Il menu di avvio può essere agevolmente modificato e sfruttato per conservare backup delle configurazioni grub 2.0 di altri computers. Vista la disponibilità di chiavette usb veloci e capienti e possibile avere nella stessa chiavetta anche installazioni linux di tipo full appoggiandosi sempre ai menu di multiboot per l’avvio.

La versione corrente di multibootusb è la 9.2.0.

Installare multibootusb

Per installare il programma in Debian si può utilizzare il pacchetto precompilato  python3-multibootusb_9.2.0-1_all.deb.

Questa la pagina github con i pacchetti per la principali distribuzioni:  https://github.com/mbusb/multibootusb/releases

per effettuare il download del pacchetto  da terminale

wget https://github.com/mbusb/multibootusb/releases/download/v9.2.0/python3-multibootusb_9.2.0-1_all.deb

per installare il pacchetto scaricato si può utilizzare il comando da terminale dpkg.

Poichè sono richesti diversi pacchetti si può utilizzare apt-get  install -f per

su

dpkg -i  python3-multibootusb_9.2.0-1_all.deb

apt-get install -f

I pacchetti richiesti dall’applicazioni sono indicativamente: python3-pyqt5, p7zip-full, parted, util-linux, python3-pyudev, mtools, python3-dbus, python3-six

Pertanto è anche possibile installare preventivmente

apt install libqt5clucene5 libqt5designer5 libqt5help5 libqt5test5 python3-pyqt5 python3-pyudev python3-dbus python3-sip python3-six p7zip-full parted mtools util-linux

e quindi installare il pacchetto .deb con dpkg.

Per l’avvio delle distribuzioni multibootusb si appoggia a Syslinux. Multibootusb supporta anche il bootloader GRUB 2.0. anche se non completamente.

E possibile passare al boot loader GRUB2 selezionando l’opzione <Load GRUB2 BootManager>.

Le voci di menu GRUB2 sono convertite dai file di configurazione syslinux  oppure supportate da file di configurazione  grub.cfg/loopback.cfg nativi.

Per poter utilizzare efficacemente tutte le funzionalità di multibootusb si consiglia di utilizzare una chiavetta  o una partizione su USB con formattazione FAT32 .

L’utilizzo classico prevede l’installazione dell’immagine Linux in formato ISO con il pulsante [ Install distro].
L’immagine viene selezionata con il pulsante [Browse].

Per le distribuzioni basate su Debian, Ubuntu e Fedora è offerta anche la possibilità di attivare la persistenza dei dati ( Linux persistence ). E’ possibile variare  le dimensioni del file per la persistenza.

 

Test della chiavetta multibootusb e delle ISO senza riavviare il computer

L’applicazione consente anche di testare  l’avvio della pendrive e delle ISO.  Per poter utilizzare la funzionalità di test della chiavetta usb  è necessario installare l’emulatore  kvm-qemu. con

apt install  kvm-qemu


Facendo attenzione è possibile se si flegga [] All Drives testare l’avvio  di qualsiasi unità presente nel sistema.

E bene fare molta attenzione perchè inavvertitamente si potrebbe non solo installare mutiboot su disco fisso  invece che su chiavetta USB ma con l’opzione write image to disk cancellare un intero disco.

Avviare distribuzioni Linux da file ISO direttamenre

Multiboot grazie a GRUB2 supporta l’avvio diretto di molte distribuzioni direttamente dal file ISO.

Per poter sfruttare questa possibilità è sufficiente copiare le immagini iso nella directory

/multibootusb/ISO

Le immagini iso sono riconosciute automaticamente grazie al progetto mbusb ( multiboot  USB ) di Agus Lopez .  mbusb consiste in una collezione di GRUB files e scripts che consentono di realizzare una pendrive capace di effettuare il boot di molti files ISO. Sono presenti circa un centinaio di file di configurazione per l’avvio delle iso. Percorso mbusb github:  https://gitlab.com/aguslr/multibootusb/tree/master/mbusb.d

MultiBoot USB avviare ISO da pendrive USB

https://gitlab.com/aguslr/multibootusb/tree/master

La lista dei files ISO supportati è disponibile alla pagina:  https://mbusb.aguslr.com/isos.html

In diversi casi è possibile utilizzare le iso non solo come linux in modalità “live” ma anche per l’installazione della distribuzione. Elenco delle distribuzioni supportate .  Considerato che il rilascio di nuova versione della  distribuzione linux può comportare variazioni nella modalità di boot è sempre preferibile fare un test che confermi il riconoscimento della ISO e la possibilità di utilizzo.

Scrittura diretta di una ISO su pendrive USB

MultibootUSB  consente di scrivere direttamente il file ISO nella chiavetta USB. Per fare questo sfrutta il comando dd. Il tab da selezionare è [ Write Image to disk ].

Poichè l’operazione è altamente distruttiva. dd cancella tutti i files nell’unità disco di destinazione deselezionare []All Drives e ricontrollare l’unità selezionata di destinazione.

 

Reinstall Syslinux

Se per varie ragioni Syslinux che è il boot loader di riferimento viene rimosso è possibile reistallarlo.  A questo proposito selezionare il tabulatore  [ Install Syslinux ]

 

 

Il file di log di Multibootusb  è disponibile in /tmp/multibootusb.log

 

Progetti similiari

Risorse:

Risorse:

Testare la configurazione di avvio presente su hard disk con qemu senza riavviare

L’emulatore QEMU consente di testare agevolmente le ISO delle distribuzioni linux e anche una chiavetta usb avviabile.

L’emulatore  Qemu  – KVM consente anche di testare la configurazione di boot degli hard disk presenti nel sistema senza la necessita di procedere al riavvio.

 

per testare il disco sda  digitare ad esempio

kvm -hda /dev/sda

o

qemu-system-x86_64 -hda /dev/sda






qemu può essere installato con:

sudo apt-get install qemu

oppure

sudo apt-get install qemu-kvm

 

Testare una chiavetta usb di avvio

Nella stessa modalità può essere per testata una chiavetta usb di avvio.

kvm -hda /dev/sdc

oppure

qemu-system-x86_64 -hda /dev/sdc


Volendo è possibile specificare più parametri in fase di avvio

kvm  -rtc base=localtime -m 2G -vga std -drive file=/dev/sdc,readonly,cache=none,format=raw,if=virtio

oppure

qemu-system-x86_64 -enable-kvm -rtc base=localtime -m 2G -vga std -drive file=/dev/sde,readonly,cache=none,format=raw,if=virtio

 

Provare una distro live con qemu

L’emulatore Qemu – kvm consente anche di provare distro linux direttamente dal file .iso.

Ad esempio una live antiX su potrà essere eseguita  con  :

kvm -cdrom antiX-16.2_x64-base.iso -m 512

Con -m viene specificata la RAM da dedicare.

Se il PC presenta qualche GB di RAM ( ad esempio 4GB)  L’avvio di ISO con qemu risultarà senz’altro efficace.

Volendo è possibile anche indicare il disco immagine  IDE hard disk 0.
Per creare il disco immagine

qemu-img create  qemu_hda.img 2G

Quindi il comando per lanciare la ISO diventa

kvm  -cdrom antiX-16.2_x64-base.iso  -hda qemu_hda.img   -m 512

oppure

kvm  -cdromantiX-16.2_x64-base.iso  -hda qemu_hda.img   -m 512 -boot d

 

Nota: Il formato di default per il disco immagine è raw volendo si può precisare anche il formato vmdk di vmware :    qemu-img create  -f vmdk qemu_hda.vmdk 2G

Risorse:

 

 

Installare nextcloud: installazione completa in debian 9.xx – versione 13.xx

Di seguito i passi per l’installazione completa di NextCloud su macchina Virtuale debian 9.xx.

Trattandosi di installazione da zero dopo il passaggio a superuser è  opportuno aggiornare il sistema

su
apt update && apt upgrade

Next cloud necessita di un server di tipo  LAMP cioè con installati  Apache – MySQL o MariaDB) e PHP.

prima, per semplificarci le operazioni, installiamo: sudo,  unzip, wget ed un editor vim, mcedit, nano o altro

installiamo sudo e per comodità aggiungiamo il nostro user al gruppo sudoers, che sarà disponibile al prossimo login

apt install sudo  

adduser tuo-user sudo
apt install wget unzip vim -y

Installare i componenti per il server LAMP 

apt install apache2 mariadb-server -y

Installare PHP 

apt install libapache2-mod-php

verranno installati anche i seguenti pacchetti :

libapache2-mod-php7.0 php-common php7.0-cli php7.0-common php7.0-json
php7.0-opcache php7.0-readline

Quindi installare

apt install php-cgi php-gd php-json php-mysql php-curl php-intl
apt install php-zip php-mbstring php-mcrypt php-imagick
apt install php-xmlwriter php-xmlreader php-xml php-simplexml

Configurare MariaDB

Configurare mysql per l’avvio al boot debian 9 usa systemd come init quindi

systemctl start mysql
systemctl enable mysql

Di default MariaDB il fork opensource di mysql non è sicuro per passare all’installazione sicura avviare:

mysql_secure_installation
mysql_secure_installation

NOTE: RUNNING ALL PARTS OF THIS SCRIPT IS RECOMMENDED FOR ALL MariaDB
      SERVERS IN PRODUCTION USE!  PLEASE READ EACH STEP CAREFULLY!

In order to log into MariaDB to secure it, we'll need the current
password for the root user.  If you've just installed MariaDB, and
you haven't set the root password yet, the password will be blank,
so you should just press enter here.

Enter current password for root (enter for none): 
OK, successfully used password, moving on...

Setting the root password ensures that nobody can log into the MariaDB
root user without the proper authorisation.

You already have a root password set, so you can safely answer 'n'.

Change the root password? [Y/n] n
 ... skipping.

By default, a MariaDB installation has an anonymous user, allowing anyone
to log into MariaDB without having to have a user account created for
them.  This is intended only for testing, and to make the installation
go a bit smoother.  You should remove them before moving into a
production environment.

Remove anonymous users? [Y/n] Y
 ... Success!

Normally, root should only be allowed to connect from 'localhost'.  This
ensures that someone cannot guess at the root password from the network.

Disallow root login remotely? [Y/n] Y
 ... Success!

By default, MariaDB comes with a database named 'test' that anyone can
access.  This is also intended only for testing, and should be removed
before moving into a production environment.

Remove test database and access to it? [Y/n] Y
 - Dropping test database...
 ... Success!
 - Removing privileges on test database...
 ... Success!

Reloading the privilege tables will ensure that all changes made so far
will take effect immediately.

Reload privilege tables now? [Y/n] Y
 ... Success!

Cleaning up...

All done!  If you've completed all of the above steps, your MariaDB
installation should now be secure.

Thanks for using MariaDB!

Creare il database per nextcloud  (scegliamo: nextclouddb)  e lo specifico user in MariaDB (mysql ):

entrare  in  myslq

mysql -u root -p
MariaDB [(none)]> CREATE DATABASE nextclouddb;

Creare utente e password per NextCloud

MariaDB [(none)]> CREATE user 'nextcloud'@'localhost' IDENTIFIED BY 'nextcloud-DBpassword';

Garantire allo user nexcloud i privilegi al database creato nextclouddb

MariaDB [(none)]> GRANT ALL PRIVILEGES ON nextclouddb.* TO 'nextcloud'@'localhost';

Per attivare i permessi con

MariaDB [(none)]> FLUSH PRIVILEGES;

uscire da mysql con

MariaDB [(none)]>  \q

Configurare apache

Configurare apache per l’avvio al boot debian 9 usa systemd come init quindi

systemctl start apache2
systemctl enable apache2

Abilitare i moduli aggiuntivi

a2enmod rewrite 
a2enmod headers 
a2enmod env 
a2enmod dir 
a2enmod mime

Riavviare apache con

systemctl restart apache2

Installare nextcloud da terminale

Configurata la basedati  installare l’ultima versione dell’applicativo nextcloud. La versione corrente è nextcloud ver. 13.0.2. rilasciata a fine aprile.

wget https://download.nextcloud.com/server/releases/latest.zip
unzip latest.zip
mv nextcloud/ /var/www

Per procedere  all’installazione usano il terminale spostarsi nella cartella di nextcloud  ( installing from command line

cd /var/www/nextcloud/

impostare i permessi della cartella con.

chown www-data:www-data . -R

installare con

sudo -u www-data php occ maintenance:install –database “mysql” –database-name “nextclouddb” –database-user “nextcloud” –database-pass “nextcloud-DBpassword” –admin-user “ncadmin” –admin-pass “ncadmin-password”

 
# sudo -u www-data php occ maintenance:install --database "mysql" 
--database-name "nextclouddb" --database-user "nextcloud" 
--database-pass "xxxxxx" --admin-user "ncadmin"  
--admin-pass "xxxxx"

Nextcloud is not installed - only a limited number of commands are available

Nextcloud was successfully installed

E’ necessario ora aggiungere l’indirizzo ip e/o il nome di dominio (fwdn)  tra i domini sicuri nella sezione ‘trusted domain’ nel file di configurazione:

/var/www/nextcloud/config/config.php

Editare il file di configurazione ad esempio con vi o nano è possibile aggiungere più domini che dovranno essere preceduti da un numero progressivo.

vi /var/www/nextcloud/config/config.php
...
'trusted_domains' => 
 array (
0 => 'localhost',
1 => '192.168.1.189',
2 => 'cloud.example.com', 
3 => 'cloud.internal',
 ),
...

Firewall ufw

Installazione e configurazione del firewall ufw

E’ sufficiente rendere disponibile la porta 80 di seguito le istruzioni per rendere disponibili anche la porta 443 per il protocollo https e la porta 22 per il protocollo ssh.

apt install ufw   # installazione firewall 
ufw allow http    # apertura porta 80 
ufw allow https   # apertura porta 443 
ufw allow ssh     # opzionale apertura porta 22 

ufw enable        # abilitazione firewall ufw

Avviare Next Cloud

Per poter avviare Nextcloud è necessario ora  definire  un virtual host file per apache.
In questa fase abilitiamo all’utilizzo del solo protocollo http: .
In un secondo momento verrà configurato apache affinche risponda alla porta https:

creare il file nextcloud.conf

vi  /etc/apache2/sites-available/nextcloud.conf

del tipo

<VirtualHost *:80>
   ServerAdmin admin@example.com
   DocumentRoot "/var/www/nextcloud"
   ServerName 192.168.1.189
   <Directory "/var/www/nextcloud/">
     Options MultiViews FollowSymlinks
     AllowOverride All
     Order allow,deny
     Allow from all
   </Directory>
   TransferLog /var/log/apache2/nextcloud_access.log
   ErrorLog /var/log/apache2/nextcloud_error.log
</VirtualHost>

quindi disabilitare il virtual host file di default che reindirizza alla classica pagina Apache2 Debian Default Page 

a2dissite 000-default

e abilitare il virtual host file che farà puntare apache a Nextcloud

a2ensite nextcloud

E riavviare apache

systemctl restart apache2

Rendere sicuro l’accesso a Nextcloud con SSL

Oramai gli standard di accesso alle applicazioni web prevedono l’utilizzo del protocollo https. Quindi risulta necessario creare i certificati SSL per il server apache.
Se non si dispone di un certificato rilasciato da un authority a seconda delle esigenze si può procedere con la creazione di un certificato auto-firmato. Oppure si può utilizzare il servizio online gratuito let’s encrypt per la generazioni di un certificato associato ad un proprio dominio.

Generazione di certificato auto firmato per apache

mkdir /etc/apache2/ssl
cd /etc/apache2/ssl

generare le chiavi SSL

openssl req -new -x509 -days 365 -nodes -out /etc/apache2/ssl/apache.pem -keyout /etc/apache2/ssl/apache.key

abilitare il modulo ssl di apache e la configurazione di default per il protocollo https

a2enmod ssl  
a2ensite default-ssl

creare il file nextcloud-s.conf per configurare l’accesso https

vi  /etc/apache2/sites-available/nextcloud.conf

del tipo

<IfModule mod_ssl.c>
<VirtualHost *:80>
#   ServerName cloud.example.com
#   Redirect permanent / https://cloud.example.com/
</VirtualHost>
   
 <VirtualHost *:443>
   DocumentRoot "/var/www/nextcloud"
   
   # ServerName cloud.example.com  
   ErrorLog ${APACHE_LOG_DIR}/error.log
   CustomLog ${APACHE_LOG_DIR}/access.log combined

   <Directory /var/www/nextcloud/>
     Options +FollowSymlinks
     AllowOverride All

     SetEnv HOME /var/www/nextcloud
     SetEnv HTTP_HOME /var/www/nextcloud
     Satisfy Any
   </Directory>
   SSLEngine on
   SSLCertificateFile /etc/apache2/ssl/apache.pem
   SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/apache.key

   <IfModule mod_headers.c>
     Header always set Strict-Transport-Security "max-age=15768000; includeSubDomains; preload"
   </IfModule>
 </VirtualHost>
</IfModule>

abilitare il virtual host https  nextcloud-s con

a2ensite nextcloud-s

E riavviare apache

systemctl restart apache2

In questo momento nexcloud risponde sia sulla porta 80 che sulla porta 443 dell’indirizzo locale 192.168.1.189.
Per questioni di sicurezza nexcloud invita ad utilizzare il protocollo https

  • You are accessing this site via HTTP. We strongly suggest you configure your server to require using HTTPS instead as described in our security tips.

pertanto la porta 80 andrebbe reindirizzata verso la porta 443 modificando il file di configurazione nexcloud.conf  e aggiungendo la riga in verde con il Redirect permanent /  verso https

<VirtualHost *:80>
    ServerAdmin admin@example.com
    Redirect permanent / https://192.168.1.189/
    
    ...

Let’s Encrypt Certificato SSL/TLS gratuito

Il certificato utilizzato essendo auto firmato  farà si che i browser qualifichino la connessione come non sicura per evitare il warning si può generare il certificato facendo ricorso a Let’s Encrypt .  Let’s Encrypt consente di generare certificati per domini  pubblico gratuitamente. Per utilizzare questo serivizio online in Debian  installare letsencrypt

apt install letsencrypt

ed   apt install python-certbot-apache

generare il certificato con

certbot

perchè letsencrypt possa generare il certificato il dominio indicato dovrà essere esposto sulla rete internet. Per completare il rilascio letsencrypt chiederà infatti di pubblicare in una cartella specifica del dominio un piccolo file con inserita una stringa che verrà verificata dal servizio stesso.

Generato il certificato i file di configurazione di apache andranno modificati sostituendo l’indirizzo ip presente nel parametro ServerName  con il nome del dominio utilizzato per generare il certificato

 

Schermata di login di Nextcloud 13.0.2

Rendere sicura e personalizzare installazione di nextcloud

Prima di procedere alla personalizzazione dell’installazione si può generare una  copia di backup di nextcloud. Così da poter ripristinare l’installazione da questo punto in caso di errori. Si può generare il backup con tar procedere ad una semplice copia

tar zcvf  nextcloudxx.tar.gz /var/www/nexcloud/

oppure

cp -a /var/www/nextcloud   /var/www/nexcloud01

Spostare la cartella data di nextcloud

Per Nextcloud può essere opportuno utilizzare una data directory  diversa da quella default, localizzata nello spazio web.

/var/www/nextcloud/data

ad esempio i dati potrebbero essere spostati  /var/nc-data (  o /opt/nc-data )

/var/nc-data

Muovere la cartella data con

 mv /var/www/nextcloud/data /var/nc-data

ora è necessario precisare il nuovo percorso nel file di configurazione

modificare il file di configurazione con

 vi /var/www/nextcloud/config/config.php

cambiare il valore di datadirectory

'datadirectory' => '/var/www/nextcloud/data',

in

'datadirectory' => '/var/nc-data',

Rendere sicura l’installazione di Nextcloud

Per rendere sicura l’installazione di nextcloud può essere conveniente utilizzare lo script proposto da SyS0p3r  in https://help.nextcloud.com/t/complete-nc-installation-on-debian-9-stretch-and-manual-update/21881

salvare lo script di seguito riportato in /var/www/nc_perm.sh  facendo attenzione che le variabili evidenziate siano correttamente impostate

vi  /var/www/nc_perm.sh
#!/bin/bash
ncpath='/var/www/nextcloud'
ncdata='/var/nc-data'
htuser='www-data'
htgroup='www-data'
rootuser='root'

printf "Creating possible missing Directories\n"
mkdir -p $ncpath/data
mkdir -p $ncpath/updater

printf "chmod Files and Directories\n"
find ${ncpath} -type f -print0 | xargs -0 chmod 0640
find ${ncpath} -type d -print0 | xargs -0 chmod 0750
find ${ncdata} -type f -print0 | xargs -0 chmod 0640
find ${ncdata} -type d -print0 | xargs -0 chmod 0750

printf "chown Directories\n"
chown -R ${rootuser}:${htgroup} ${ncpath}
chown -R ${htuser}:${htgroup} ${ncpath}/apps/
chown -R ${htuser}:${htgroup} ${ncpath}/config/
chown -R ${htuser}:${htgroup} ${ncdata}/
chown -R ${htuser}:${htgroup} ${ncpath}/themes/
chown -R ${htuser}:${htgroup} ${ncpath}/updater/

chmod +x ${ncpath}/occ

printf "chmod/chown .htaccess\n"
if [ -f ${ncpath}/.htaccess ]
then
        chmod 0644 ${ncpath}/.htaccess
        chown ${rootuser}:${htgroup} ${ncpath}/.htaccess
fi
if [ -f ${ncdata}/.htaccess ]
then
        chmod 0644 ${ncdata}/.htaccess
        chown ${rootuser}:${htgroup} ${ncdata}/.htaccess
fi
## END SCRIPT

Cambiare i permessi del file script con

chmod 750 /var/www/nc_perm.sh

eseguire con

./nc_perm.sh

Primo accesso in Nextcloud 13

Nextcloud 13 dashboard

Configurare PHP OPcache

Al primo avvio Nexcloud nella sezione basic setting  evidenzia che PHPOcache non è configurato in modo appropriato.

* The PHP OPcache is not properly configured. For better performance it is recommended to use the following settings in the php.ini:
opcache.enable=1
opcache.enable_cli=1
opcache.interned_strings_buffer=8
opcache.max_accelerated_files=10000
opcache.memory_consumption=128
opcache.save_comments=1
opcache.revalidate_freq=1

Aprire il file di configurazione php.ini per apache modificare le voci specifiche della sezione opcache oppure incollare il blocco di voci al termine della sezione stessa.

opcache.enable=1
opcache.enable_cli=1
opcache.interned_strings_buffer=8
opcache.max_accelerated_files=10000
opcache.memory_consumption=128
opcache.save_comments=1
opcache.revalidate_freq=1

riavviare apache2

systemctl restart apache2

In setting si evidenzia che le performance migliorano con la configurazione di una cache come memcache.

Nextcloud è un’ applicazione  matura con molte funzionalità, Molte le apps/plugin disponibili.

Alcune apps della sezione multimedia

User Manual disponibile nella sezione help

 

Risorse:

 

 

MultiBoot USB avviare ISO da pendrive USB

MultiBoot USB ( mbusb ) è un progetto mantenuto da Agus Lopez con una collezione di oltre un centinaio di GRUB files e script che permettono di creare una chiavetta USB capace di avviare molte distribuzioni Linux a partire dai rispettivi ISO files. Questi file ISO e Utilities Kernel consentono utilizzo di LiveCD ed eventualmente anche l’installazione del sistema operativo.

Una modalità interessante di utilizzo consiste nell’aggiunta di MultiBoot USB a una pendrive con già installato GRUB2.

Per attivare la modalità in una pendrive con installato GRUB2 si deve copiare la directory mbusb.d contenente tutti i files di configurazione GRUB2 nella directory <grub> di boot della pendrive, in genere in /boot/grub/  e quindi modificare il file di configurazione grub.cfg

Se la chiavetta si trova in /dev/sdc montare la chiavetta con

su

mkdir /media/sdc1 

mount -t auto /dev/sdc1 /media/sdc1

copiare i files GRUB di configurazione con

cp -rf mbusb.d  /media/sdc1/boot/grub/

copiare il file mbusb.cfg da utilizzare per l’inserimento del menu <Multiboot > per l’avvio delle ISO nel menu di  GRUB 2.0

cp mbusb.cfg   /media/sdc1/boot/grub

Modificare manualmente il file di configurazione grub.cfg per consentire l’utilizzo del file mbusb.cfg per la generazione del menu con le ISO avviabili

# add  mbusb configuration 
source /boot/grub/mbusb.cfg

A questo punto non resta che copiare le ISO desiderate nella chiavetta. Come si legge nel file mbusb.cfg  il path  atteso  per le iso è /boot/isos

...
# Custom variables
set isopath="/boot/isos"
export isopath
...

creare la directory isos

mkdir /media/sdc1/boot/isos

quindi copiare le ISO

 

La lista dei files ISO supportati è disponibile nella pagina:  https://mbusb.aguslr.com/isos.html

La pendrive può essere testata con kvm-qemu con un comando tipo

kvm -hda /dev/sdc

 

per installare qemu kvm

sudo apt-get install qemu-kvm

Comando più articolato per il test della pendrive USB con vari parametri

kvm -rtc base=localtime -m 2G -vga std -drive file=/dev/sdc,readonly,cache=none,format=raw,if=virtio
o
qemu-system-x86_64 -enable-kvm -rtc base=localtime -m 2G -vga std -drive file=<USB device>,readonly,cache=none,format=raw,if=virtio

Per una descrizione completa delle modalità di installazione fare riferimenro alla pagina:  https://mbusb.aguslr.com/install.html

 

Oltre a ISO Linux, Unix, Android risultano supportate anche le seguenti  utilities

AVG Rescue CD
Avira Rescue System
Boot-Repair-Disk
boot.rackspace.com
Clonezilla Live
DBAN
FalconFour’s UBCD
FreeDOS
Hiren’s BootCD
KolibriOS
Memtest86+
MemTest86
MenuetOS
netboot.xyz
Plop Boot Manager
Redox
Seagate SeaTools
SpinRite
Super Grub2 Disk
Ultimate Boot CD

 

Risorse:

 

 

Home server linux motherboard x79

La disponibilità di processori Xeon usati e di motheboard x79 cinesi a costo contenuto consente di realizzare home server linux e computer da gioco potenti a costi contenuti.

Nel post la realizzazione di una macchina Debian 9.3 che potrà essere adibita a Home Server Linux  per la virtualizzazione KVM.  Al centro del sistema c’è la motheboard cinese x79   3.5B mATX. Il formato ridotto consente anche di contenere gli ingombri .

motheboard x79 mATX 3.5B

Debian

Premesso da subito che l’installazione di Debian 9  non evidenzia nessun problema nel riconoscimento della mainboard passiamo alle caratteristiche  della stessa

La scheda madre x79 in oggetto, ha stampato sulla piastra E5 ver: 3.5B.
BIOS Product Name: X79 INTEL(INTEL Xeon E5/Core i7 DMI2 – C600/C200 Cipset
Supporta processori con socket LGA 2011. Precisamente  Xeon E5 v1 (Sandy-Bridge) e Xeon E5 v2 (Ivi Bridge) e Core i7 (sandy Bridge-E) che possono essere facilmente trovati di seconda mano a basso costo. 

Caratteristica molto interessante la 3.5B supporta memorie DDR3 U-DIMM ( pc standard – memorie unbuffered ) che R-DIMM ( server – memoria registered ) con e senza controllo di parità (ECC) .  Praticamente sembra accettare qualsiasi tipo di DDR3 con il limite della frequenza 1066/1333/1600.   Viene dichiarata una capacità massima di 64 GB. 

I vari tipi di memoria sono descritti sinteticamente nel post:  Memorie DIMM SDRAM DDR: U-DIMM, U-DIMM ECC, R-DIMM, R-DIMM ECC.

I processori i7 possono usare solo DDR3 U-DIMM (regular / x desktop) . Gli Xeon sia U-DIMM che R-DIMM

La scheda viene fornita in una confezione molto economica. Il vero limite però  è un manuale veramente molto spartano e un po’ approssimativo. Si tratta di 2 fogli A4 piegati. 6 facciatine di testo dal titolo generico x79 User Manual. All’interno non è riportato il modello della scheda che invece è leggibile sulla piastra E5 VER: 3.5B. Lo schema riportato lascia a desiderare. E’ fornito un Cd-Rom con i driver per Windows,   ovviamente il backpanel per  il case e 2 cavi Sata. In compenso come già evidenziato nessun problema nell’installazione di Debian se non la necessità di installare i soliti driver non free per la scheda di rete  firmware-realtek_0.43_all.deb.  Ubuntu non dovrebbe richiedere neppure questo mettendo da subito a disposizione anche i driver non free.

Caratteristiche della scheda:

  • Chipset: x79  ( o compatibile ), intel 6series o 7series, DMI 2.0
    Product Name: X79 INTEL(INTEL Xeon E5/Core i7 DMI2 – C600/C200 Cipset
  • Cpu:  Xeon E5 V1 e V2  , core i7 Sandy Bridge-E
  • BIOS: American Megatrend v 4.6.5  data 06/26/2017
  • Memory4*240pin DDR3 1066/1333/1600 – capacità massima dichiarata 64 GB
  • LAN:  RTL 8111el   Realteck 10/100/1000 LAN
  • PCI Express:
    • 1*PCI Express x 16 supporta schede grafiche PCI 3.0,
    • 2*PCI Express  x  1
  • Audio: Realteck ALC662 5.1 Channel
  • SATA: 1* SATA 3.03* SATA 2.0
  • USB: 4* USB 3.0,  10* USB 2.0
  • 1 x RS232
  • I/O connectors:
    • 1 Ps/ 2  Keyboard
    • 1 Ps/2 Mouse
    • 1 RJ45  Giga LAN Realteck
    • 2 x USB 3.0
    • 4 x USB 2.0
    • audio:  input/output/mic
    • 5.1 Channel Audio
    • Ovviamente mancano connettori per display
  • Dimensioni: 237mm x 250mm Micro ATX
  • Brand: Non indicato

Processori supportati

Processori: i7 Core

i7 3820,  i7 3930K,  i7 3960x,  i7 3970x, i7 4820K, i7 4930k, i7 4960x e altri

Processori: Intel Xeon

Xeon v1 ( Sandy Bridge ) e Xeon v2 ( Ivi Bridge )  E5-16xx, E5-26xx, E5-46xx

Elenco esemplificativo di processori Xeon supportati :

 Xeon V.1 Xeon V.2
 Xeon E5-1620 Xeon E5-1620 v2
 Xeon E5-1650 Xeon E5-1650 v2
 Xeon E5-1660 Xeon E5-1660 v2
Xeon E5-1680 Xeon E5-1680 v2
Xeon E5-2603 v2
 Xeon E5-2620 Xeon E5-2620 v2
Xeon E5-2628L v2 (basso consumo)
Xeon E5 2630 Xeon E5-2630 v2
Xeon E5-2630L ( basso consumo ) Xeon E5-2630L v2
Xeon E5-2637 v2
Xeon E5-2640 Xeon E5-2640 v2
Xeon E5-2643 Xeon E5-2643 v2
Xeon E5-2648L v2 (basso consumo)
Xeon E5 2650 Xeon E5-2650 v2
Xeon E5 2658 ( usato per il test )  Xeon E5-2658 v2
 Xeon E5-2660 Xeon E5-2660 v2
 Xeon E5-2667 Xeon E5-2667 v2
 Xeon E5-2670 Xeon E5-2670 v2
 Xeon E5-2680 Xeon E5-2680 v2
Xeon E5-2687W
Xeon E5-2690 v2
Xeon E5-2695 v2
Xeon E5-2697 v2
Xeon E5-4603
Xeon E5-4616
Xeon E5-4640
Xeon E5-4650
Xeon E5-4616

Il sistema è stato assemblato utilizzando hardware usato o già a disposizione. Nuovi la mortherboard e il dissipatore.

Home Server Linux – Configurazione di test:

  • Motherboard x79 3.5B LGA 2011 ( circa 100 Euro ebay: serverit_nl)
  • CPU: Intel Xeon E5-2658 V18 core CPU ( usato )
    Dissipatore : ARCTIC Alpine 20 CO
  • RAM: 16GB DDR3 1600 R-DIMM ECC SK Hynix ( usato )
  • Scheda Video PCI Express base AMD Radeon HD5400
  • HD Western Digital – WD20EARX-00P
  • Scheda di rete aggiuntiva Intel 82572EI Gigabit Ethernet Controller
  • Sistema Operativo: Debian 9.3
  • Alimentatore sovradimensionato da 460 Watt.

Per inxi il sistema ha le seguenti caratteristiche. Inxi evidenzia che il pc è acceso da 14 giorni.

$ inxi -Fxz
System:    Host: deb9p4B Kernel: 4.9.0-5-amd64 x86_64 (64 bit gcc: 6.3.0) Desktop: N/A Distro: GNU/Linux 9 (stretch)
Machine:   Device: desktop Mobo: INTEL model: X79 INTEL(INTEL Xeon E5/Core i7 DMI2 - C600/C200 Cipset v: V3.5B
           UEFI: American Megatrends v: 4.6.5 date: 06/26/2017
CPU:       Octa core Intel Xeon E5-2658 0 (-HT-MCP-) cache: 20480 KB 
           flags: (lm nx sse sse2 sse3 sse4_1 sse4_2 ssse3 vmx) bmips: 33521 
           clock speeds: max: 2400 MHz 1: 2380 MHz 2: 2330 MHz 3: 2350 MHz 4: 2389 MHz 
           5: 2299 MHz 6: 2296 MHz  7: 2305 MHz 8: 2377 MHz 9: 2351 MHz 10: 2292 MHz 
           11: 2362 MHz 12: 2371 MHz 13: 2356 MHz 14: 2306 MHz  15: 2302 MHz 16: 2250 MHz
Graphics:  Card: Advanced Micro Devices [AMD/ATI] Cedar [Radeon HD 5000/6000/7350/8350 Series]
           bus-ID: 03:00.0  
           Display Server: X.org 1.19.2 drivers: ati,radeon (unloaded: modesetting,fbdev,vesa)
           tty size: 122x42 Advanced Data: N/A for root
Audio:     Card-1 Advanced Micro Devices [AMD/ATI] Cedar HDMI Audio [Radeon HD 5400/6300/7300 Series]
           driver: snd_hda_intel bus-ID: 03:00.1
           Card-2 Intel 7 Series/C216 Family High Definition Audio Controller
           driver: snd_hda_intel bus-ID: 00:1b.0
           Sound: Advanced Linux Sound Architecture v: k4.9.0-5-amd64
Network:   Card-1: Realtek RTL8111/8168/8411 PCI Express Gigabit Ethernet Controller
           driver: r8169 v: 2.3LK-NAPI port: d000 bus-ID: 07:00.0
           IF: enp7s0 state: up speed: 1000 Mbps duplex: full mac: <filter>
           Card-2: Intel 82572EI Gigabit Ethernet Controller (Copper)
           driver: e1000e v: 3.2.6-k port: c000 bus-ID: 08:00.0
           IF: enp8s0 state: up speed: 1000 Mbps duplex: full mac: <filter>
Drives:    HDD Total Size: 2000.4GB (73.8% used)
           ID-1: /dev/sda model: WDC_WD20EARX size: 2000.4GB temp: 27C
Partition: ID-1: / size: 42G used: 17G (42%) fs: ext4 dev: /dev/sda3            
Sensors:   System Temperatures: cpu: 32.0C mobo: N/A gpu: 41.5
Info:      Processes: 294 Uptime: 14 days Memory: 10104.2/15984.1MB  Init: systemd 
           runlevel: 5 Gcc sys: 6.3.0 Client: Shell (bash) inxi: 2.1.28 

Xeon E5-2658

La cpu Xeon E5-2658 è una cpu a 8 core 16 thread di discreta potenza con consumi come riportato tutto sommato contenuti. I molti core nel caso della virtualizzazione consentono di meglio ripartire la potenza di calcolo tra le macchine virtuali.

Nel corso del test phoronic Smallpt 1.0  i consumi massimi del pc sono stati 141.5 W .  Consumi in idle circa75W.   Nmon evidenzia come tutte le unità di calcolo della cpu XEON siano al 100% nel corso del test.

test phoronic Smallpt 1.0

Molte sono le CPU Xeon E5-xxxx v1 e v2 rilasciate e che conseguentemente si possono acquistare usate in rete. Per un home server vale la pena considerare anche i consumi le versioni a basso consumo marcate L non sono molte. Il TDPdi  65W le rende  decisamente interessanti. Per confrontare le prestazioni in base ai Watt spesi il sito cpubenchmark ha un interessante tabella riepilogativa
https://www.cpubenchmark.net/CPU_mega_page.html

Nell’elenco le CPU sono ordinate per Power performance

 

Risorse:

Installare la stampante multifunzione Brother MFC-J6520DW in Debian 9.x Stretch installer tools

Aggiornato installer tools  2.2.1.1 ( 13/09/2018)

DebianDi seguito i passi per installare e per configurare da linea di comando i drivers della multifunzione full A3  Brother MFC-J6520DW  full A3 in debian 9.xx Stretch. In questo blog più volte si è parlato della configurazione e dell’installazione in confiruazione di rete della stampante multifuzione Brother MFC5890CN in Ubuntu e Debian. Ora la procedura per l’installazione delle stampanti multifunzione Brother grazie al Driver install Tool risulta decisamente agevole. L’installazione della Brother MFC-J652DW segue sostanzialmente i passi evidenziati nel post Installare la stampante multifunzione Brother MFC-J6520DW in Debian Jessie 8.x installer tools.

In fondo al post anche l’amminstrazione della stampante utilizzando il servizio http di cups.

Il  Driver install Tool  è alla versione 2.2.1.1.

Se il server di stampa non è stato installato. Si può essere installare la versione base con

apt install cups

per la versione piàù completa installare il server di stampa con

apt install task-print-server

installare anche i seguenti pacchetti:

apt install lib32z1 lib32ncurses5

La pagina supporto Brother dedicata alla MFC-J6520CN 

mfc-j6520dw download page

Una volta scaricato il driver install tool:  linux-brprinter-installer-2.2.1-1

decomprimere e rendere eseguibile con

gunzip linux-brprinter-installer-2.2.1-1.gz
sudo chmod +x linux-brprinter-installer-2.2.1-1

Quindi avviare e seguire la procedura guidata che inizia con la richiesta del modello di stampante, prosegue con la configurazione della stampante e termina con la parte dedicata allo scanner.

Di seguito sono riportate le fasi principali della procedura

su
./linux-brprinter-installer-2.2.1-1
Input model name ->MFC-J6520DW

You are going to install following packages.
   mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb
   mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1.i386.deb
   brscan4-0.4.7-1.amd64.deb
   brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb
OK? [y/N] ->y
=========================================
Brother License Agreement
...
...
Do you agree? [y/N] ->y
wget -T 10 -nd --no-cache http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb
--2018-09-24 00:51:18-- http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb
Resolving www.brother.com (www.brother.com)... 2.228.46.104, 2.228.46.105
Connecting to www.brother.com (www.brother.com)|2.228.46.104|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 2957158 (2.8M) [text/plain]
Saving to: ‘mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb’

mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb 100%[==========================================================================================================================================>] 2.82M 263KB/s in 11s 

2018-09-24 00:51:29 (259 KB/s) - ‘mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb’ saved [2957158/2957158]
========================================
GPL License Agreement
...
Do you agree? [y/N] ->y
Saving to: ‘mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1.i386.deb’

mfcj6520dwcupswrapper-3. 100%[==================================>] 14.77K --.-KB/s in 0.01s

2019-05-03 20:47:16 (1.14 MB/s) - ‘mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1.i386.deb’ saved [15120/15120]

Ign:1 http://ftp.it.debian.org/debian stretch InRelease
Get:2 http://security.debian.org/debian-security stretch/updates InRelease [94.3 kB]
..
...
Package ia32-libs is not available, but is referred to by another package.
This may mean that the package is missing, has been obsoleted, or
is only available from another source
However the following packages replace it:
 lib32z1 lib32ncurses5
E: Package 'ia32-libs' has no installation candidate
dpkg -x mfcj6520dwlpr-3.0.0-1.i386.deb /
dpkg -x mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1.i386.deb /
[ ok ] Restarting cups (via systemctl): cups.service.
Purging configuration files for mfcj6520dwcupswrapper:i386 (3.0.0-1) ...
dpkg-deb: building package 'mfcj6520dwlpr' in 'mfcj6520dwlpr-3.0.0-1a.i386.deb'.
dpkg -b ./brother_driver_packdir mfcj6520dwlpr-3.0.0-1a.i386.deb
dpkg-deb: building package 'mfcj6520dwcupswrapper' in 'mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1a.i386.deb'.
dpkg -b ./brother_driver_packdir mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1a.i386.deb
dpkg -i --force-all mfcj6520dwlpr-3.0.0-1a.i386.deb
dpkg: warning: overriding problem because --force enabled:
dpkg: warning: package architecture (i386) does not match system (amd64)
(Reading database ... 175759 files and directories currently installed.)
Preparing to unpack mfcj6520dwlpr-3.0.0-1a.i386.deb ...
Unpacking mfcj6520dwlpr:i386 (3.0.0-1) over (3.0.0-1) ...
...
...
Selecting previously unselected package mfcj6520dwcupswrapper.
(Reading database ... 191040 files and directories currently installed.)
Preparing to unpack mfcj6520dwcupswrapper-3.0.0-1a.i386.deb ...
Unpacking mfcj6520dwcupswrapper (3.0.0-1) ...
Setting up mfcj6520dwcupswrapper (3.0.0-1) ...
Restarting cups (via systemctl): cups.service.
lpadmin -p MFCJ6520DW -E -v dnssd://Brother%20MFC-J6520DW._ipp._tcp.local/ -P /usr/share/cups/model/Brother/brother_mfcj6520dw_printer_en.ppd

Will you specify the Device URI? [Y/n] ->Y 
0: beh
1: ipps
2: lpd
3: ipp
4: http
5: ipp14
6: socket
7: https
8: serial:/dev/ttyS0?baud=115200
9: dnssd://Brother%20MFC-5890CN._pdl-datastream._tcp.local/
10: dnssd://Brother%20MFC-J6520DW._ipp._tcp.local/?uuid=e3248000-80ce-11db-8000-30055cb37abb
11: dnssd://Brother%20MFC-5890CN._printer._tcp.local/
12: lpd://BRN30055CB37ABB/BINARY_P1
13: lpd://BRN001BA920882F/BINARY_P1
14 (I): Specify IP address.
15 (A): Auto. (dnssd://Brother%20MFC-J6520DW._ipp._tcp.local/?uuid=e3248000-80ce-11db-8000-30055cb37abb)

select the number of destination Device URI. -> 14 
enter IP address ->192.168.1.152

lpadmin -p MFCJ6520DW -v socket://192.168.1.152 -E

Test Print? [y/N] -> 

You are going to install following packages.
brscan4-0.4.3-3.amd64.deb
=========================
Brother License Agreement
...
Do you agree? [y/N] ->Y
... 
wget -T 10 -nd --no-cache http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/brscan4-0.4.7-1.amd64.deb
--2019-05-05 12:14:26--  http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/brscan4-0.4.7-1.amd64.deb
Resolving www.brother.com (www.brother.com)... 2.20.82.192
Connecting to www.brother.com (www.brother.com)|2.20.82.192|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 88038 (86K) [application/x-troff-man]
Saving to: ‘brscan4-0.4.7-1.amd64.deb’

brscan4-0.4.7-1.amd64.deb              100%[==========================================================================>]  85.97K  --.-KB/s    in 0.1s    

2019-05-05 12:14:26 (892 KB/s) - ‘brscan4-0.4.7-1.amd64.deb’ saved [88038/88038]

dpkg -i --force-all brscan4-0.4.3-3.amd64.deb
Selecting previously unselected package brscan4.
(Reading database ... 197672 files and directories currently installed.)
Preparing to unpack brscan4-0.4.7-1.amd64.deb ...
Unpacking brscan4 (0.4.7-1) ...
Setting up brscan4 (0.4.7-1) ...
This software is based in part on the work of the Independent JPEG Group.
You are going to install following packages.
 brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb

=========================================
Brother License Agreement
...
wget -T 10 -nd --no-cache http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb
--2016-09-24 01:02:16-- http://www.brother.com/pub/bsc/linux/packages/brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb
Resolving www.brother.com (www.brother.com)... 2.228.46.105, 2.228.46.104
Connecting to www.brother.com (www.brother.com)|2.228.46.105|:80... connected.
HTTP request sent, awaiting response... 200 OK
Length: 50852 (50K) [text/plain]
Saving to: ‘brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb’

brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb          100%[==========================================================================>]  49.66K  --.-KB/s    in 0.06s   

2019-05-05 12:14:29 (826 KB/s) - ‘brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb’ saved [50852/50852]


dpkg -i --force-all brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb
Selecting previously unselected package brscan-skey.
(Reading database ... 197719 files and directories currently installed.)
Preparing to unpack brscan-skey-0.2.4-1.amd64.deb ...
Unpacking brscan-skey (0.2.4-1) ...
Setting up brscan-skey (0.2.4-1) ...
brsaneconfig4 -a name=MFC-J6520DW model=MFC-J6520DW ip=192.168.1.152
Hit Enter/Return key.

 

Impostazione manuale dello scanner

brsaneconfigX  -a  name=Brother  model=MFC-XXX  ip=XXX.XXX.XXX.XX 

 

Configurare Brother MFC-J6520DW using CUPS servizio http

La stampante può essere controllata anche utilizzando l’apposita interfaccia http di cups che risponde alla porta 631:

http://localhost:631

La stampante Brother MFC-J6520DW in cups:

10 (I): Specify IP address.   Connection: socket//192.168.1.152
che come
11 (A): Auto. (dnssd://Brother%20MFC-J6520DW._pdl-datastream._tcp.local/) 

mfc-j6520dw cups

 

Risorse: