MX Linux 18.xx – una valida debian linux derivative

MX-menu icon piramidi
Non c’è che dire con la versione 18 “Continuum” MX Linux è diventata veramente una bella distribuzione configurabile anche da chi e’ alle prime armi. Basata su Debian Stable ne eredità la stabilità ed efficienza e grazie al desktop manager XFCE ha una buona velocità. La scelta delle applicazioni è curata. Le funzionalità di XFCE sono estese dalla presenza di  molti tools specifici ben fatti che ne migliorano decisamente l’usabilità e che si fanno apprezzare non solo dai neofiti.
Come Live e come secondo sistema operativo MX, in questo momento, è una scelta quasi obbligata. Del resto questo apprezzamento vedo che è condiviso da molti visto che adesso MX è la distribuzione al primo posto della classifica ( distro più ricercate ) visibile nella home di distrowatch .
La versione corrente è la MX 18.3 rilasciata il 26 maggio 2019.  Utilizza il Kernel  4.19 ed è basata su Debian 9.9 Stable.
MX si appoggia come sempre alla comunità storica MEPIS linux e al core antiX. Dispone di un proprio repository MX. Lo sviluppo di MX linux è ospitato presso sourceforge  https://sourceforge.net/projects/mx-linux/files/
L’avvio della live deve molto ad AntiLinux ed è possibile attivare la persistenza tasto F5 che è dichiarata fino a 20 GB.
Entrati fa bella mostra di se la finestra MX Welcome un buon punto di partenza sopratutto per i neofiti/principianti. Da un punto di vista estetico non passa inosservato conky per la cui configurazione è presente la app conky in MX tools: diversi i template precompilati disponibili.
Il pannello XFCE posizionato in modo originale a sinistra potrebbe non piacere a tutti. Comunque oltre agli strumenti XFCE che consentono di personalizzare la deskbar(panel), viene fornito Tweak che ne faciliità ulteriormente la configurazione.

MX tools / MX Strumenti

La sezione MX tools è senz’altro una delle più interessanti con molte applicazioni che semplificano le varie attività facendo risparmiare tempo. La sezione va a completare ed arricchire la sezioni settings di XFCE.
La finestra MX tools.
Sezione Live-USB
Completa la sezione Live, utile anche agli utenti più navigati, agevola la creazione di una distribuzione Linux con proprie personalizzazioni. Snapshot consente di creare una ISO avviabile a partire dal proprio sistema di lavoro che può essere utilizza come copia ma che può anche essere distribuita. RemasterCC consente di modificare e personalizzare una ISO così da produrre una nuova master pronta anche per la distribuzione.
MX Live Usb Maker è il valido applicativo per creare una chiavetta USB a partire da una ISO, diverse le opzioni avanzate presenti.
XFCE manca di una specifica app per la gestione degli user in questo caso troviamo User Manager.
Sono presenti apps per facilitare l’installazione dei driver nvidia e dei codecs.

Software e applicazioni 

MX viene proposto con una buona base di applicazioni pre-installate. Nella live da circa 1.5GB sono presenti oltre ai software diversi utili e polari software per gli ambiti  multimedialità, ufficio, grafica etc.
I gestori di MX linux hanno comunque voluto agevolare e facilitare  l’installazione del software con MX Package Installer.
Diverse le sezioni disponibili in MX package Installer. In Popular Application è disponibile una selezione di pacchetti software che possono essere installati velocemente.  Ben organizzati per categoria indubbiamente semplificano la vita ad un utente alle prime armi. E’ possibile ad esempio installare agevolemente le ultime versioni di VirtualBox e  Wine. E’ disponibile  anche Virtual Master pdf editor. La creazione modifica di pdf  è sempre un punto dolente di linux e Master pdf Creator a questo proposito si fa apprezzare.
Chi vuole comunque accedere alle molte migliaia di pacchetti debian sono disponibili le sezioni Stable Repo, MX Test  Repo, Debian Backports.
Disponible anche l’installazione di software dal hub flatpak un sistema di distribuzione del software pensato per essere indipendente dalla distribuzione.

La sezione system

Ben articolata anche la tradizionale sezione system.

Installazione su hard disk di MX 18.xx “Continuum”

L’installazione su disco di MX  richiama quella della distribuzione antiX ed è veloce e semplificata. L’ unica vera difficoltà per un neofita la conoscenza di cosa sono le partizioni. Va evidenziato comunque che viene fornito un utile manuale con la fase di installazione. MX è disponibile anche in italiano. Al termine dell’installazione su disco avremo poco meno di 5GB di spazio utilizzato.
MX Linux è disponibile a 32bit e a 64bit  versione PAE . La versione PAE (  Physical Address Extension ) è una modalità per consentire ad un sistema a 32 bit di accedere a RAM oltre i 4GB.
Se la cpu non supporta PAE ( architettura obsoleta ) non è possibile installare MX 18.xx. In questo caso si deve optare per antiX. In genere le distro Linux non-PAE sono come le Linux PAE l’unica differenza è l’uso del kernel  486 invece di quello 686. Per determinare se la cpu è PAE si può utilizzare inxi -f
# inxi -f
CPU:       Octa core Intel Xeon E5-2658 0 (-HT-MCP-) cache: 20480 KB 
           clock speeds: max: 2400 MHz 1: 1977 MHz 2: 2088 MHz 3: 2096 MHz 4: 2083 MHz 5: 2085 MHz 6: 2100 MHz
           7: 2023 MHz 8: 2062 MHz 9: 1743 MHz 10: 1863 MHz 11: 1496 MHz 12: 2004 MHz 13: 2028 MHz 14: 1492 MHz
           15: 2044 MHz 16: 2099 MHz
           CPU Flags: acpi aes aperfmperf apic arat arch_perfmon avx bts clflush cmov constant_tsc cx16 cx8 dca
           de ds_cpl dtes64 dtherm dts epb ept est flexpriority flush_l1d fpu fxsr ht ibpb ibrs ida kaiser
           lahf_lm lm mca mce md_clear mmx monitor msr mtrr nonstop_tsc nopl nx pae pat pbe pcid pclmulqdq pdcm
           pdpe1gb pebs pge pln pni popcnt pse pse36 pts rdtscp rep_good sep smx ss ssbd sse sse2 sse4_1 sse4_2
           ssse3 stibp syscall tm tm2 tpr_shadow tsc tsc_deadline_timer vme vmx vnmi vpid x2apic xsave xsaveopt
           xtopology xtpr

Gestione dei servizi e del sistema

Per quanto riguarda la gestione dei servizi e dei sistemi MX va controcorrente non si appoggia a Systemd ma di default utilizza SysV init. Sistemd è installato ma non lavora salvo che per questioni di compatibilità. Il manuale di MX a questo proposito chiarisce:
Citazione:1.7 Le Nostre Scelte
1.7.1 Systemd
Dato che l’uso di systemd come gestore di sistemi e servizi è stato oggetto di controversie, vogliamo essere chiari sulla sua funzione in MX Linux. Systemd è incluso per impostazione predefinita ma non è abilitato.
Puoi controllare il tuo sistema MX e troverai file che contengono il nome systemd*, tuttavia essi forniscono semplicemente una base di aggancio e di compatibilità se si rendesse necessario.
MX Linux usa systemd-shim, che emula le funzioni di systemd necessarie per eseguire gli helper senza utilizzare effettivamente il servizio init. Ciò significa che SvsVinit rimane il servizio di init predefinito ma nel contempo MX Linux può continuare ad usare i pacchetti Debian che hanno dipendenze con systemd come ad es. CUPS. Questo approccio consente inoltre all’utente di mantenere la possibilità di scegliere il proprio init preferito.
Un metodo base per abilitare systemd in MX Linux è reperibile nel Wiki di MX/antiX, sebbene non venga fornito alcun supporto ufficiale per gli utenti che scelgano di eseguire MX Linux usando systemd
Risorse:

Un pensiero su “MX Linux 18.xx – una valida debian linux derivative

  1. Maniaco della stabilità come sono, dai tempi di Lenny ho sempre usato Debian stable. Questo almeno fino alla scoperta di MX15; trovare una derivata Debian già bella pronta per l’uso desktop che mi risparmiava tutto il lavoro di “limatura” di cui mamma Debian ha bisogno per un uso quotidiano, senza sacrificare troppo la stabilità (eh sì, la mamma su quest’aspetto è ancora il punto di riferimento, tanto che sul server rimane sempre e solo lei <3) è stato per me una grande scoperta. Consiglio a tutti di provarla.

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