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Il Canto degli italiani – Inno D’Italia

Il testo  del canto degli italiani è di Goffredo Mameli, studente e patriota geneove all’età di 20 anni,
Scritto nell’autunno del 1847 è stato musicato da un altro genovese Michele Novaro.

Il poeta  Mameli che nel 1847 aderisce al mazzinianesimo, nel 1848 a capo di 300 volontari partecipale alle 5 gionate di Milano, tornato a Genova collabora con Garibaldi. Quindi si reca a Roma dove viene proclamata 9 febbraio 1948 la repubblica. Ferito il 3 giugno morità d’infezione a ventidue anni.  Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.

Michele Novaro nasce il 23 ottobre 1818 a Genova, dove studia composizione e canto.
Musica decine di canti patriottici e organizzando spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine.
Non avrà nessun vantaggio dalla composizione dell’inno. Muore povero, il 21 ottobre 1885.  Oggi riposa vicino alla tomba di Mazzin nel cimitero di Staglieno.

L’ufficializzazione del “Canto” quale inno nazionale della Repubblica Italiana, avvenne il 12 ottobre 1946. La  costituzione individua nel tricolore la bandiera nazionale, non indica tuttavia ne l’inno de il simbolo della repubblica. Per quanto attiene all’inno manca una modifica costituzionale o una legge che sancisca l’attuale stato di fatto.

Nel suo Inno delle nazioni del 1862, Giuseppe Verdi affidò proprio al Canto degli Italiani – e non alla Marcia Reale – il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. L’inno delle nazioni con il Canto degli Italiani venne diretto da Toscanini (il più grande direttore d’orchestra di sempre)  a Londra nel 1945 alla fine della Guerra.

Il testo in cinque strofe è stato  talvolta travisato. Risulta tutt’altro che banale con riferimeti precisi e significativi alla storia del paese.  La melodia dotata di un certo impeto che riprende il gusto delle musiche di popoli latini.   Di fatto è stato il canto più amato dell’unificazione.

Musica per pianoforte e voce : Il Canto degli Italiani – Inno d’Italia – Piano Voice

L’inno

Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

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